Categoria | Agipsyinthekitchen | Home

La tribù dei piedi sporchi, l’arte di annaffiare i fiori con amore e la mia voglia di casalinghitudine

Oggi, forse per colpa del mal di testa attanagliante che mi ritrovo dopo i due spritz e il bicchiere di vino di ieri sera con la Francesca, la Romina e la Mary, ma camminando verso l’ufficio meditavo…anzi, ho iniziato a meditare in treno dove a causa di una fermata lunga 30 minuti a Rovellasca Manera, sono arrivata in ritardo di quasi un’ora ( urrà per Le Nord!) e ho meditato pure un po’ questa mattina alle 5am quando la luce mi ha svegliata e non riuscivo più a dormire.

Nel silenzio della casa addormentata e del Principe Fidanzato che ronfava alla grandissima, nonostante il caldo e la luce, pensavo proprio a quanto è bella la nostra casa, con le nostre cose, prese nei mille viaggi intorno al Globo ( ho persino un orologio a cucù che ho regalato alla mia dolce metà quando andai per lavoro a Reggio Calabria, ancora ai tempi di Jil Sander – ma chi comprerebbe Jil Sander a Reggio?)…a volte purtroppo è talmente serena e facile questa felicità che si fa l’errore di darla per scontata, senza pensare realmente che nulla è scontato.Nulla.
Comunque, tornando a pensieri più leggeri e lieti ( a quel punto poi erano pure sempre le 6 di mattina, diamine!), ho iniziato ad innaffiare le piante e pensavo che è proprio bello avere il tempo per fare questo, parlare con la camelia, scambiare un sorriso con la lavanda, vedere i progressi dell’ulivo….e tutto deve essere fatto con calma, altrimenti è un disastro…l’acqua straripa, e poi chi li sente i vicini di casa, che stanno sotto e si scandalizzano per ogni minima goccia…questo scherzetto mi è già costato un panettone, una colomba, una giara di biscottti fatti in casa e una Stella di Natale…Forse avevo ancora in circolo gli Spritz, però ho anche pensato che era veramente un grande sbattimento vestirsi di corsa, prendere la bici ( che mi è caduta due volte peggiorando alla N potenza il mio mal di testa) e andare a lavorare, per quanto bello, soddisfacente e divertente sia il mio lavoro.
Insomma Io vorrei proprio fare la casalinga: mi immagino già…un filo di perle, brillocco che chiama fede in oro rosa, carrozzina Inglesina con dentro una bella bimba che ciuccia il dito, pelliccia di Astrakan, twinset in cachemirino rosa di malo, un bel labrador color miele, i mille corsi di cui ho parlato (cucina biologica, ricamo, acqua gym, pilates, recitazione, sommelier, ikebana..) a fare da riempibuco così che comunque si da un po’ di lavoro a qualche buona tata, qualche massaggio anticellulite ogni tanto ( 1 volta a settimana, compreso anche LCG, grazie) e magari un lavoro da casa come giornalista free lance o con un sito online che vende prodotti lussuosissimi come l’olio del fattore toscano prodotto in numero limitato….Insomma, sono un perfetto clichè. O la vittima perfetta del marketing.Ai posteri l’ardua sentenza…
Camminando invece verso l’ufficio, mi sono anche resa conto dell’ingiustizia della vita : una d’estate usa i sandali, e si fa fare pedicure perfette proprio per usarli…peccato che notoriamente la somma sandali+asfalto rovinino qualsiasi pedicure tempo mezz’ora – i piedi si sporcano, lo smalto si ingrigisce, e i talloni si screpolano, e diventano loro medesimi neri.Quindi di conseguenza si entra subito come membro onorario nella tribù dei piedi neri.Uffi.

print

Print

Leave a Reply

Your email address will not be published.