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Coming next: newyorkizzare Como, Sara, il succo di mela, i noodles wok e la VFNO

Ieri sera davanti a un piatto di pollo al curry fumante – ho provato una nuova ricetta, questa volta senza far marinare il pollo prima e soprattutto usando la panna al posto dello yogurt per mantecare- ed a una sana bottiglia di Querciabella rosso, Otta e fidanzato discutevano amabilmente sui sogni lavorativi di Otta.

Otta ha un sogno nel cassetto, che è di mettersi in proprio, ma che vede di difficile realizzazione, perchè in effetti in Italia avviare una nuova impresa da soli, o hai un capitale ingente da cui partire, oppure è veramente complicato.
Inoltre Fidanzato diceva che per il progetto che ho in mente Como non è abbastanza…New York.
Anche se comasca lo sono solo di adozione, sento di dover difendere da questa affermazione questa meravigliosa little but big town che adoro e che è diventata la mia casa.
Abbiamo il lago, bello sia d’estate, che d’inverno.
Abbiamo George ( Clooney), che basta a dare quel non so che di internazionalità VIP style.
Abbiamo l’aria pura e frizzante.
Abbiamo boutique deliziose piene di abiti ricercati e preziosi.
Abbiamo una libreria che sta aperta tutti i giorni.
Abbiamo l’Oby e l’Iper di Grandate Breccia che sono più forniti di qualsiasi CVS della Big Apple.
Abbiamo Pane e Tulipani, che vende vini, zuppe, hamburger alla Ralph Lauren e fiori.
Abbiamo ben due Doner Kebab, uno very NY style, che ti fa fare il take away e che ha le sedie gialle e i tavoli molto diner mood.
Abbiamo anche il ristorante argentino ( ottime empanadas) e ben due ristoranti giapponesi.
Abbiamo Antonio da Toni&Guy e la sua Jennifer che ogni volta che vai poi esci che sei più bella di Natalie ( Portman).
Abbiamo anche noi abbondanti nevicate d’inverno.
Ma soprattutto io credo che i cosìdetti comaschi siano “avanti”, uno step forward.
Sono aperti alle novità, e sanno come vivere bene.
Amano il bello understatement e lo ricercano.
Come i newyorkesi, i comaschi hanno il culto del weekend: sanno perfettamente qual’è l’abbigliamento da fine settimana ( si ai khaki, alle tute, ma solo abercrombie, a felpe in cachemire e a abitini di cotone d’estate) e quello per la settimana, ma soprattutto sanno godere di ogni minuto del sabato e della domenica, e finisce che arriva il lunedì e sei veramente rigenerata.
Si è vero,Starbuck manca ( e Otta ne sente molto la nostalgia ),come mancano gli scoiattoli a Villa Olmo, però sono certa che la vista che noi godiamo del lago illuminato la notte batte entrambi i punti citati.
Quindi Como non come New York. Meglio.

Sara e Otta con frangetta e Chanel vintage ben quasi 5 anni fa, al matrimonio di Francesca a Venezia.

Detto questo, Otta ha prenotato un weekendino a Amsterdam per trovare la sua migliore amica, Sara, in previsione di Principe Fidanzato diretto, il medesimo weekend, all’Oktoberfest.
Prevedo per Otta un weekend a base di cupcakes ( ebbene si, la mia Sara ha trovato un corso di cucina di cupcakes per il venerdì che arrivo), coccole, chiacchere, shopping, cenette e massaggi ( Aveda Spa sul canale, arriviamo!).
Alla facciaccia di tutte le birre che Principe Fidanzato berrà in 48 ore.

Appello al mio amore: ricordati che le tedesche sembrano belle, così biondine ( e soprattutto con tutto l’alcool in corpo che avrete), ma poi, passati i 22 anni, si sfasciano.Quindi, para-occhi con foto di Otta tua impressa sopra.
Grazie. Anzi no, Dankeschen.

Questa mattina, dopo un’altra notte mezza insonne a soccorrere fidanzato sempre più raffreddato – l’unica sarebbe obbligarlo a seguire la mia ricetta delle tre L: latte libro letto, ma si ribella, va in ufficio e peggiora ogni giorno di più e Otta è molto preoccupata, anche perchè gli ho fatto fare una super cura di vitamina C e vari aereosol, ma nulla – mi sono svegliata e ancora con occhio a metà, ho preparato il succo di mela fresco al mio amore.
Fate bollire l’acqua con lo zucchero, per 10 minuti, mescolando dolcemente.
Mettete acqua e mele tagliate a tocchetti nel Bimby, velocità 10 per un minuto.

Tutto in frigorifero ed è fatta.
Un pieno di vitamine in pochi secondi.
Mi sento molto più brava di Martha ( Stewart) a questo punto.
Pranzo di Otta
Per consolarmi invece dalle giornate di fuoco in previsione dellle ben 2 VFNO (Vogue Fashion Night Out )che Otta si vede costretta a organizzare, mi sono ordinata da myfood ( God save myfood.it) un piattone di yasai ramen ( accompagnati da letture edificanti di Vanity Fair e Chi) che mi hanno fatto sognare di Bali.

Che meraviglia sarebbe andare lì con il mio amore, noi due soli in uno dei meravigliosi resort, a farci massaggiare, mangiare noodles, fare shopping degli abitini che a Otta piacciono tanto e girare per le strade di Ubud.
Oh, ma se lo faremo. Lo faremo eccome.
Ora vado a bermi anche un buon tè per consolarmi del ginocchio dolorante: Otta, come la più artritica delle vecchiette, ha il ginocchio dolorante quando cambia il tempo.
E domani è prevista pioggia.

ps. Otta è diretta a Londra settimana prossima: 1 giorno, touch and go. per me Londra è la città di Mary Poppins, Peter Pan , di net-à-porter e degli orsi di peluche.
Charlize a Heatrow
E non potrò nemmeno fare shopping perchè in viaggio stampa. Uffi.Mi consolerò però con un look alla Charlize Theron, paparazzata ad Heatrow: maglioncione cozy e caldo.
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