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Vive la France

Otta nel suo trascorso, ha lavorato anche da Jil Sander dove era area manager per il Sud Europa.

Dopo la mia esperienza in Chanel infatti, volevo provare a conoscere questo meraviglioso mondo che è la moda anche attraverso cifre e budget, dando una parvenza più di concretezza alla mia preparazione.
Così quasi per caso ho iniziato a lavorare sotto l’occhio vigile e severo di Schwer Nicola, la mia capa tedesca severissima e inflessibile, e di Francesca, poi diventata una amica.
Il lato che più detestavo era fare le selling campaign: ore e ore e ore passate senza uscire dallo show-room, sabati e domeniche incluse.
Il lato bello, oltre ad aver imparato come si usa excell, è stato viaggiare:dovevo di base trovare nuove boutique. In pratica facevo la turista.
Ho sfidato i miei limiti guidando in lungo e in largo per l’Italia, il Belgio e la Spagna- Otta prima non osava addentrarsi in autostrada, per intenderci.
Ho attraversato la Francia in treno e devo dire che uno di questi viaggi me lo ricordo ancora con nostalgia.
Il mio tragitto è stato: Strasburgo, Caen, Rennes, Bordeaux e Deauville.
Città incantevoli che altrimenti non avrei mai avuto l’occasione o il tempo di visitare.
Di Strasburgo mi ricordo la bellezza del centro storico, una deliziosa cioccolateria vicino alla cattedrale, un uomo che suonava una musica incantevole per strada e tutti intorno le persone infreddolite e imbacuccate nei propri cappotti che lo ascoltavano, bevendo vin brulè.
Mi ricordo di una nana in spalle al suo papà che sembrava una fragola tanto era buffa e coccolosa.
Caen invece, dopo aver superato la barriera di un paio di scioperi, dopo essere arrivata alla stazione sommersa da una pioggia autunnale e torrenziale, ho preso un taxi e mi sono diretta in un hotel che sembrava una fiaba. Non vicinissimo alla città, immerso nel verde e nelle ortensie, nel mezzo di un frutteto pieno di alberi di mele cotogne e fichi, con una piscina all’aperto dove ho fatto un bagno ( sotto la pioggia).
La sera invece mi sono goduta una cena davanti al caminetto del loro ristorante a due stelle Michelin: la mattina dopo dovevo partire prestissimo ,ma non mi sarei mai persa questo hotel. Avevo una camera all’ultimo piano, con tutta la boiserie antica, ed era mansarda, con un piumone caldo.
Rennes:ah Rennes!Con la sua piazza, le sue guglie e l’amore per le piccole cose. Anche qui, scoperta meravigliosa: un hotel due stelle che a mio avviso ne meritava 10. Le stanze profumavano di talco e cioccolato, erano calde, dagli arredi nordici, in legno e colori accoglienti.
Bordeaux e Deauville sono eccezionali. Dal sapore chic, forse un po’ snob, ma allo stesso tempo accoglienti.
Le spiagge di Deauville son esattamente come ce le si immagina: lunghe distese di sabbia fine e pochi ombrelloni. e pensare che lì Coco Chanel aveva passato parte della Grande Guerra.
E poi si mangiano un sacco di ostriche e baguette.
Questi viaggi li porto nel cuore, con i loro profumi e quello che mi hanno insegnato.
Ricordo che aspettavo la sera con ansia per chiamare il mio amore: al tempo non vivevamo ancora insieme e partire voleva dire non vederlo per settimane intere.
Mi ricordo che passavo le giornate con la tachicardia, e per sentirlo più vicino setacciavo ogni posto alla ricerca di regali da portargli.
Tutt’ora Otta sente che il tempo passato lontano da Principe Fidanzato è tempo sprecato.
Mi manca sempre.
Ora, gli ho appena proposto di fare un viaggio itinerante in Francia, magari aggiungendo come tappa anche Biarritz: io, lui, le ostriche, il vino e la baguette. Cosa chiedere di più?
By the way la leggenda narra che Otta è stata concepita a Parigi durante il viaggio di nozze…ça va sans dire.
Bonne nuit.

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