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Come September!

Otta alle prese con un piatto di bucatini

Ohlala!

Perdonate l’assenza ma tra un volo e l’altro, fornitori scontrosi, fashion nights e una febbriciattola incombente, sono stati giorni senza un attimo per avvicinarmi al computer.
Ma eccomi qui: Otta in postazione con il suo mac, il tè verde caldo con tre litri di miele, fazzoletti di carta alla mano e termometro sotto l’ascella, pronta a raccontarvi della fantastica settimana passata tra Roma e Amsterdam.
Credevo che fosse la settimana più difficile e lunga dell’ultimo periodo, vedi sotto la voce “7 giorni senza fidanzato”.

Valeria

I tre anelli dell’amicizia
Vale, Otta e Annina
In realtà, dopo il primo giorno passato a piangere e a farmi consolare via viber dal wonderful A. ( è strano come persone conosciute da poco riescano subito a entrare in sintonia e dire la cosa giusta al momento giusto), è stata una settimana piena di abbracci, coccole, sole, cupcakes e ancora coccole.

Partiamo da Roma, dove ho rincontrato la mia Valeria: amiche e compagne di banco al ginnasio, rivederla è stato confortante.

Il team di Roma:da sinistra: Annina, Allegra, Claudia, Marcela, Francesca, Giuseppe e Otta

il famoso top onyx..

Babingtons tea house!

E’ bello sapere che pur cambiando città, acconciature, gusti e abitudini, le persone che ci vogliono bene sono sempre lì, accanto a noi, anche se non le si vede da tempo.
Ritrovarti, cara Vale, è stato per me bellissimo: risate sincere, chiacchere cristalline, consigli buoni.
Sei diventata una donna meravigliosamente incredibile, forte.
Ed è bello sapere che ci sei sempre stata, e ci sarai sempre.
Otta, Vale e Annalisa, sempre quella stessa sera, si sono date a shopping compulsivo, dal quale sono tornata con un meraviglioso anello degli anni 40 con una perla e una giacca vintage grigia, perfetta per settembre – ottobre.
Otta sempre quella sera ha trovato, per caso, in un negozio vintage, il top della Onix con cui ha dato il primo bacio al figlio del panettiere di Lanzo D’Intelvi, alla tenera età di 13 anni.
Chissà che fine ha fatto…mia madre ha sempre avuto il brutto vizio di buttare via i miei abiti usati, o di darli in beneficenza.
Stavo per comprarlo, ma poi ho pensato alla situazione pressoché vicina al dramma degli armadi di casa nostra: amore, ancora una volta ti lancio un appello che non è più appelo, ma una supplica.
Troviamo una casa più grande.
Pretty please with sugar on top.
Come fai a dire di no agli occhioni di Otta?
Otta ha fatto anche indigestione di salumi, bucatini cacio e pepe, pizza bianca e vino rosso.
Un ringraziamento alla fantastica Annina: sei l’assistente più dolce e brava del mondo Universo.
Grazie per il tuo continuo supporto. Senza di te veramente non so come farei.
Roma è sempre Roma, con i suoi 38° e i suoi modi caciaroni, ti fa sempre sentire ben voluta.
Poi vedi Piazza di Spagna e pensi: è sopravvissuta a guerre, disastri, intemperie, eppure è sempre così bella. E solida.
Ho anche fatto colazione con succhi di albicocca con le mie ex colleghe di Chanel: quanto tempo!
Sembrava ieri che pasteggiavamo a champagne e accendavamo candele di Dyptique a iosa.
Quel merveille!
E poi, poi, Alessia, splendida già dopo solo due settimane dal parto, Francesca, la mia compagna di scorribande newyorchesi, ora trapianta a Roma, i carciofi alla giudea, i frittini di verdura di stagione.
Insomma,un magna magna di coccole, baci, buon cibo e abbracci.
Siamo anche andata da Babingtons Tea House, la mia Annina ed io, a fare una meritata colazione pre delirio fashion night: poached eggs ( le mie preferite!) su toast, e tanto tè verde al retrogusto di castagna.

Otta che cucina cupcakes..

e il risultato…

E poi, venerdì, Amsterdam!
Otta ha patito un po’ di sbalzo termico: mi sono sentita come un pezzettino di filetto portato dal freezer al frigorifero per poi fatto sbrinare a temperatura ambiente. Solo con processo inverso.
Dal caldo torrido romano sono passata ai 10°C olandesi.
Ma mi ero attrezzata: mai valigia fu più intelligente.
Dai top di raso sono passata con disinvoltura ad Hasbeens con calzettoni di lana a quadri, sciarpa e maglione di lanona.

Otta in tenuta antifreddo: very british cool.
Sara e Otta da Aveda

Dayspa @ Aveda

Appena atterrata, mi è venuta a prendere la mia Sara, la mia migliore amica, che aveva organizzato una scorpacciata di coccolosità e sbrilluccichii per Otta.

Corso di cupcakes, il venerdì sera, il sabato un meraviglioso facial da Aveda, con tanto di 2 ore di scrub al corpo fatto con miele ( ma miele vero…uuuuu, libidine!) e bagno al latte, concluso con un massaggio con olio di mandorle, una miso soup caldissima e ottima e cracker di riso.

Poi ovviamente Sara e Otta hanno fatto ciò che riesce loro meglio: shopping!
Otta ha portato a casa un bottino così composto: tazza mug per tè ( con scritto make cakes not war…come potevo esimermi dal comprarla?), 3 tshirt super cool, 2 abitini di tale Camilla Norrback, stupendi, candela alla vaniglia, bagnoschiuma alla vaniglia, tè con immagine di Kate&William trucchi vari, burro cacai biologici e gli sprinkles di cioccolato da mettere in abbondanza sul pan brioschè.

Otta aveva anche visto la pentola dei suoi sogni, quella che sta rimirando da giorni e giorni e anni e secondi: ovvero quella a forma di zucca.
Amore, me la regali all’anniversario?
La sera avevamo alte mire: Supperclub, e prima cenetta sul canale.

Otta e Sara cantanti..

Ma complice un tempo uggiosissimo, abbiamo stappato una fantastica bottiglia di Chardonnay, ordinato tutto il menù thai del ristorante delivery, comprato Brides Magazine e Grazia Uk…e voilà!

Cenetta thai!

Otta in pigiama tronfia con l’ultima copia di Brides

Serata incredibilmente bella, divertente e fantasticamente incantevole, passata a parlare di sogni, progetti, problemi, a cantare Paolo Nutini e Mia Martini e a guardare chick flick movies.
Intanto Principe Fidanzato era all’oktoberfest, in balia di bionde ( spero solo birre) e bradwurst, e mi ha persino scritto un sms usando il passato remoto: credo che lo terrò a riprova della sua serata.
Domenica brunch in questo posticino meraviglioso che si chiama Beter&Leuk: è esattamente il posto che vorrei aprire a Como.

Parquet bianchi, corone di cuori, in vendita solo cose eco e bio, dagli abiti alle tshirt, e cibo homemade. Uhh come mi ci vedrei bene a fare questo: la proprietaria era una ragazza dalle gote rosse incinta al 7° mese. Che dolcezza incredibile vederla, e ho immaginato lei e il suo bimbo le domenica lì, con il suo nano a correre dietro al bancone a rubare le ciliegie delle crostate, e a fare amicizia con i clienti. Bello.
Cose che ho imparato dagli olandesi: che sono super eco, che senza bicicletta si sentono straniti, che usano i sandali senza calzi anche quando diluvia e fa un freddo barbino, che amano il legno, la natura e che persino in aeroporto hanno un angolo eco, fatto di finti canti di uccellini e cyclette.
E che l’interior design è la loro specialità.

Aspettando l’aereo, ho avuto una vista privilegiata sul cielo: c’erano nuvole soffici come zucchero filato e l’aria era tersa e frizzante.
Sembrava che per un attimo tutto diventasse possibile, facile, sereno.
Sono rientrata ieri sera piena di gratitudine e amore per le persone che mi hanno accompagnata questa settimana: oggi poi anche la mia Filippa mi ha regalato una meravigliosa maglietta!
E poi, poi..mancano 97 giorni a Natale:c’è qualcosa del Natale che ci riporta indietro nel tempo, a come eravamo, ai nostri ricordi, ai nostri sogni.
Fruscio di carta da pacco, parole bisbigliate, candele accese, finestre illuminate, profumo di cannella e chiodi di garofano, desideri scritti su letterineo espressi guardando il cielo freddo, e che forse, forse, si avvereranno.
Il Natale risveglia la meraviglia, e Otta in questo momento, ha prorpio tanto bisogno di meraviglia per continuare a sorridere e a sperare.

Per ora intanto mi godo l’incanto di camminare nell’aria fresca settembrina, con le ghiande e le foglie gialle per terra, e Norah Jones e Micheal Bublè nelle orecchie.

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