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La cena perfetta, la locomotiva, la povera Italia, una cascina bio e una nana vestita con tutù

Oh, che giornate!Otta non ha tregua.

Vogue night out, budget, Londra. Arg.

Che ansia, non vedo l’ora che sia sabato.

Per fortuna che ieri ho fatto un adorabile lunch con due adorabili amici, oggi invece un pranzetto pieno di cuoricini con la mia Agatina e Caterina, e loro si che allietano la mia giornata.

E per fortuna anche che c’è la mia assistente, con la quale parlo, rido, mi diverto, ci confidiamo e soprattutto non se la prende sul personale se ogni tanto Otta diventa una piccola iena, as well known as cagnetta della moda.
Sono invece sempre più basita riguardo alla nostra povera Italia. Invece che andare avanti, ci si ferma.
Oggi sciopero generale: e se servissero a qualcosa…non sanno nemmeno loro per cosa stanno protestando.
E la cosa grave è che invece di essere costruttivi, sono privi di iniziative e idee, mandando sempre di più quetso paese allo sbaraglio.
Ci meritiamo di essere paragonoati alla Grecia: tutti immobili, senza arte nè parte.

L’Italia ha bisogno di essere ricostruita, da gente che vuole lavorare, crescere e migliorarsi: la nostra classe politica invece è inerme, non combina nulla di buono da anni, e noi, il popolo, sfruttiamo ogni screzio per trasformarlo in una giornata senza lavoro, paralizzando chi invece vuole darsi da fare. vergogna, vergogna vergona!

Siamo sempre più il paese delle banane, nessuno fa nulla, e tutto rimane così, approssimato. Peccato che ora in ballo ci sia il futuro dei nostri nani, e che paese lasciamo?Manchiamo di tutto: dall’educazione civica basilare, a una sana responsabilizzazione individuale.
Siamo veramente un paese del terzo mondo, e la cosa peggiore che ormai la negligenza è solo nostra.
Non basta più dare la colpa delle nostre mancanze a Berlusconi, Destra o Sinistra. Da noi deve partire il cambiamento.
Noi dobbiamo essere ciò che vogliamo vedere nel mondo, e non deve essere solo una bella frase detta da qualcuno di più saggio di noi anni addietro.
Come?Non so.

So che però in Italia tutto è immobile, da troppo tempo, da troppo tempo tutto è veramente difficile.
Non c’è sicurezza per le strade, avviare una nuova impresa è impossibile, il sistema sanitario crolla in pezzi, la ricerca è ferma, le citta sono piene di smog.
Dobbiamo tutti darci una mossa, e farlo rapidamente.
nana mia omonima dal parrucco
Oggi da Beth Ditto ( la nostra estetista dietro l’ufficio) c’era una nana di nome Alice a cui stavano cercando di tagliare i capelli a caschetto: è proprio vero che noi Alici siamo tutte un po’ nelle meraviglie…e meravigliose!

Questa nana era simpaticissima e con l’iphone mi ha insegnato a giocare a briscola.
Mi ha detto che anche a lei non piace la scuola, ed è impazzita quando le ho fatto vedere lo scanner di Babbo Natale.
Agatina oggi mi ha fatto ricordare che il mio gioco preferito di quando ero nana, era giocare con la mia mamma alla tintoria: io ero la proprietaria della tintoria polyanna e obbligavo mia madre a giocarci per ore e ore e ore.
Insomma, ero già in fissa con gli abiti fin da allora.
Oggi la mia pasticcina Alessandra ( che sarà, quando sarà, la mia testimone insieme a Sara) mi ha detto che ha deciso di minacciare Principe Fidanzato: o si spiccia a chiedermi la mano, oppure Alina gli ruberà la carta di credito, perchè non può più aspettare oltre per avere un Dries Van Noten.
Ieri mi è venuta a trovare la mia Paola, con la quale abbiamo passato una bella oretta di chiacchere e segreti…e che bello vederla entrare e notare subito quanto sia diventata ancora più stupenda, grazie a una nuova felicità.
Adesso aspetto con ansia i suoi cappellini in collaborazione con Borsalino: voglio quello a bigodino!

Ieri sera cena a base di prosciutto cotto, crescenza e pisellini: è una cena che mi mette serenità.
Cosa c’è di più confortante di questi cibi?
Soprattutto quando fuori piove e c’è il temporale.
Una frase che mi accompagnerà per un po’: basta fare la locomotiva, ora è giunto il tempo di fare il vagone.

Ovvero avendo dato tanto, ora è giusto “essere trainata”.

Piccolo appello a Madame Sozzzani: ma Milano,Londra, Parigi e NYC non erano abbastanza?
Ora dobbiamo inserire anche Roma?Per Otta vuol dire 5 giorni fuori casa, valigia da preparare, shopping forzato consolatorio romano di conseguenza, ma soprattutto lavoro doppio. Sigh.
Otta e Agatina
Agatina con tutù
Caterina oggi, oltre ad avermi regalato un meraviglioso abito vintage, mi ha anche promesso di portarmi alal Cascina della Cuccagna appena torno da Roma.
Otta ( detta anche Aliciottolina per Agatina), e Cate, alla ricerca del pomodoro biologico perfetto.
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