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"No Fly Zone"

UhOh: ieri una giornatina di quelle emotivamente toste per Otta.

Oltre a essere partita per Roma, le discussioni si sono sprecate con vari membri della famiglia: sembra che tutti sappiano meglio di me cosa è giusto per la sottoscritta o cosa invece no.

Giustamente dovrei semplicemente ignorarli, ma tra il dire e il mare c’è di mezzo: il cellulare che continua a squillare, i sensi di colpa – accidenti alla morale cattolica con la quale mi hanno cresciuta e che attanaglia peggio di una morsa dentata – e pensieri e ragionamenti ed elucubrazioni varie.
Stanca, con batterie quasi scariche sia di IPhone e Blackberry, ieri sera Otta si è dedicata una fantastica pasta con acciughe, olive, pomodoro e tanto, ma tanto aglio: chiamasi torcetti alla “romana”. Boni.

E mentre Otta piangeva e rimuginava un po’ tra un bicchiere di vino bianco e una focaccina , amico di Otta è riuscito a spiegarle via Viber il concetto della No Fly Zone.

Ovvero: le persone che ci sono vicine non devono aggiungere complicazioni alla nostra vita.
Demarcare il territorio dalle stupidate altrui.
E farsi rispettare.
Negarsi: quando si sentono cavolate altrui in arrivo, bisogna dire che non si vuole sentire, e che si ha ben altro da fare.
“Rispetto, prima di tutto”.
E poi, sempre amico saggio, ha dettato 4 punti che copio pari pari:
A)E’ inutile stare troppo a rimuginare
B) Se non si è contenti, bisogna farlo presente.
C)Se le cose non cambiano, bisogna trarre delle conseguenze.
D)Darsi un tempo limite.

Quindi caro amico grazie grazie grazie per i saggi consigli: sappi che hai impedito che Otta si bevesse un altro mezzo quarto di vinello, che avrebbe procurato, oltre a mal di testa e esalazioni alcoliche, anche un po’ di adiposità non del tutto necessaria.

Detto questo, Fidanzato sta sopravvivendo benissimo alla mia dipartita romana: ieri sera è andato alla volta dell’Apple Store e ha cenato con gelati vari.
Io dal canto mio mi godo Roma, penso (molto), leggo (ho comprato due meravigliosi libri), vedo amiche storiche di scorribande che si sono trasferite qui ( questa sera Franci preparati a rivivere the old NYC times!), supplico vari ristoratori di darmi la ricetta del perfetto carciofo alla Giudea, e all’occorenza lavoro anche un pochino.
Mangio tanti carboidrati.
Cerco di tenermi lontata dal negozietto di Hoss che ho visto passando vicino al mio hotel.
Anche se ieri sera ero tout sole, in fondo, come diceva Audrey, a Roma non si è mai soli!

Princess Ann: At midnight, I’ll turn into a pumpkin and drive away in my glass slipper.
Joe Bradley: And that will be the end of the fairy tale.

ps. avviso a tutti gli amici romani!Giovedì sera vi aspettiamo numerosi!Cupcakes, Vini biodinamici, live performance di Vittoria Hyde e mini frise vegetariane. Dalle sette di sera a mezzanotte: be ready to rock Rome!

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1 Comment

  • Elena says:

    posso permettermi di aggiungere il punto E)?
    E) non ostinarsi a cercare chi non vuole stare con noi.
    E’ una cosa che sto imparando solo ora…
    un abbraccio

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