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Zia Mame rules

Otta si sta godendo questa domenica piovosa: dopo aver giocato un po’ con la pioggia ed essere andata a visitare Chiara,Diego e la loro polpettina – che è la bambina più bella che io abbia mai visto -e dopo aver finito di leggere l’ennesimo romanzo, ora tè, biscotti, Country Chic di Csaba della Zorza, e divano mentre fidanzato dorme della quarta, sperando possa trovare conforto a questo noiosissimo raffreddore che lo sta provando assai, sia di nervi che fisicamente.

Marta, zia Laura e Benedetta

Oggi parlavamo con Chiara della questione boy-girl, quando si è all’inizio della gravidanza: i filoni sono due.
C’è chi dice che dipende dal papà il sesso del nascituro, chi invece va a ritroso nell’alber genealogico della mamma.
La mia è una famiglia di donne: ed ora ne parlo perché a pensarci sono la mia ancora di salvezza, la mia bussola,le mie rocce. Grazie a loro non mi sento mai persa.
Si è vero, quando siamo tutte insieme siamo chiassose. Litighiamo anche parecchio. Abbiamo tutte una strana ossessione per la moda. Siamo tutte incredibilmente e stucchevolmente romantiche.Siamo avventurose. Ma soprattutto coraggiose.
Se riguardo indietro la mia vita, nei momenti più tristi, loro ci sono sempre state.
Di mia mamma ho già parlato: posso solo aggiungere che oggi ci siamo parlate e le ho confidato alcune mie tristezze e la novità è che dopo mesi e mesi di incomprensione mi ha ascoltata.
Mia zia Laura, è la sorella della mia mamma: con lei sono cresciuta, lei mi ha iniziata a Indiana Jones e alla La Storia Infinita.Mi ha sempre chiamata Lillo, e mi sommergeva di baci, coniglietti e tartarughe – lei è biologa e salvava tutti gli animaletti possibili da un destino segnato. Ci sentiamo due volte al giorno, come minimo: la mattina e la sera e parliamo di tutto, dalle ricette all’amore. Mia zia è una tipa tosta, piena di idee e consigli.E poi è una sicurezza. C’è sempre, e ascolta, consiglia e fa passare ogni ansia.

Marta e Otta

Poi ci sono le bambine di mia zia Laura, che ormai più bimbe non sono: Marta e Benedetta.
Le guardo e mi commuovo: se ci fossero ancora qui i nonni sarebbero fieri di voi.
Marta è sempre stata buona, saggia: fin da piccola quando si divertiva a spazzolarmi i capelli.
Ha vissuto a Londra e NY, laurenadosi a pieni voti e rendendoci sempre fieri di lei.
Mi ha soprannominata Cice quando era piccolina, e sempre da piccolina aveva ribattezzato il mio cuscinetto posteriore un morbidume.

Benedetta detta Titti

Benedetta, detta Titti, è una donna incredibile: avventurosa e curiosa.Bellissima e profonda.E’ fissata con organizzazioni umanitarie, e vuole salvare il mondo. Si butta a capofitto in mille progetti e ne esce sempre a testa alta. E’ una vincente.Fisicamente, almeno di viso ( e di naso) ci assomigliamo.

Bianca

Poi c’è mia sorella Bianca: cosa posso dire?è una pasticcina morbida, e sta crescendo così in fretta: lei mi asciuga le lacrime, e mi porta sempre una ventata di ottimismo. aveva si e no 4 anni quando si è parata davanti a me, salvandomi dall’ennesima sgridata di mio papà. Siamo complici. E so che come mi vuole bene lei, non mi vorrà mai bene nessuno.

Ilaria

Simona

Poi si passa al lato paterno: mio padre ha ben 4 sorelle, che hanno avuto altrettante figlie. Io sono legatissima a Ilaria e Simona, le mie cuginette della mia stessa età, con cui giocavamo in piscina a Canonica, complici e amiche, confidenti. Belle, belle belle. E profonde. Semplici. Dolci e protettive.
E mia zia Daniela, la sorellina più piccola di mio papà, che mi ha insegnato tutto sulla moda, la zia un po’ pazza, quella che si ammira perché è sempre perfetta, però così umana: pronta a tirare fuori Santi e Santini, pietre laviche e quarzi per far guarire un cuore ferito. La zia cosmopolita, che abita tra Londra e il mondo, che è più facile incontrare a Parigi piuttosto che a una cena famigliare.

Zia Daniela

Insomma si, siamo un bel nutrito numero di girls, che si adorano a vicenda e che sono l’uno il salvagente dell’altro. Pensando a loro mi sento protetta. Sono la mia rete di salvataggio.
Quindi, come diciamo sempre tra noi, speriamo che la prossima fagiolina che nascerà da una di noi sia femmina!

Questa sera Otta ha cucinato al fidanzato il salmone, ispirandosi a Mary. E’ venuto divinamente, nonostante il principe fidanzato non mi dia mai soddisfazione.Che barba che noia che barba.
Ecco la ricetta, titolata alla mia Mary che me l’ha fatto scoprire e alla mia Romy con il quale lo abbiamo mangiato e dissertito sulle pinze leva spine.
Salmone à la mode svizzero:
2 tranci di salmone
pepe
sale rosa himalayano
olio di oliva
alloro
timo
limoni verdi
Far marinare per 30 minuti il salmone con il timo e il succo di 3 limoni. preparare la carta forno, adagiarci il salmone, mettere sale,pepe, alloro, chiudere con spago e infornare per 15 minuti a 175°.

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