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Day 4

Ieri sera cena con Max, Renato, Christian e Alina: abbiamo bevuto in 4 credo 5 bottiglie di vino.

Mangiato credo una decina di caramelle croccanti ai gamberi e millefoglie di tonno.
Il vino fresco andava giù come acqua, la sera era calda e le chiacchere erano tante.

Abbastanza poco salda sulle sue gambe, Otta è tornata verso l’hotel con la fidata Alina, che si è fermata nel lettone con me, visto che il suo hotel è fatiscente, visto che è la mia crostatina ai lamponi e visto che entrambe avevamo il cuore stropicciato da lavoro e nostalgia: in reception all’1.30 am ho anche incontrato i miei colleghi americani più alticci della sottoscritta che alla vista delle mie scarpine verdi Casadei hanno fatto lo spelling di O.M.G ( Oh my God!).

Questo inaspettato caldo parigino ha anche un’altra conseguenza: non ho abiti.

Quindi ieri sera ho sovrapposto il mio top bianco nuovo della stilista polacca preso ad Amsterdam su sottoveste Asos verde smeraldo, il tutto rimborsato con cintura di Stella dorata.
A male estremi, estremi rimedi, ma il risultato alla fine era assai cool, NYC street style rocks.

Otta stylist per un giorno, aka Ottolina for president part 1.

Comunque, ora il Sancerre è lì, proprio lì sul groppino, lì dove batte il dolore acuto del mal di testa e insinua una sbornia triste, a posteriori.

Abbiamo ovviamente parlato del’unico argomento possibile per 4 persone che lavorano nella moda e si ritrovano a Parigi durante la fashion week: MJ da Dior?Phoebe o Tom Ford da Louis Vuitton?

Disquisiamo di quanto le nuove collezioni, non emozionino più.

Di quanto l’effetto Phoebe Philo abbia fatto lievitare incredibilmente il numero di redazionali di Celine.
Parole, parole,parole.
Mi manca Gio, mi manca la nostra casa.
E’ come stessi trattenendo il respiro fino al giorno della partenza, come se facendo così arrivasse prima il giorno del ritorno.
Parigi è stupenda, ma senza vicino le persone che si amano ha un che di profondamente nostalgico.

Due giorni alla sfilata, 30°C, tutti stipati in uno stanzino con una finestra minuscola: la mia capa impazzisce per cercare l’email dell’assistente di Karl ( Lagerfeld) e Otta in tranquillità , senza fare un plissè, gliela scrive su un post it, e vedere la sua faccia attonita non ha prezzo.

Ottolina for President, part 2.

Ottolina e tutto il team, in un momento di follia,ieri.
Sto leggendo Grazia France e trovo la pubblicità di Sandro-Paris: che stupenderia.
Come fanno a fare tutto così cool?
Mi sono fatta spedire dalla mia mitica assistente le flipflop che avevo sotto la scrivania a Milano: Dio salvi chi ha inventato le flip flop.
Tra il vino e il caldo sono un unico gonfiore, e l’unica cosa che posso tollerare sono i piedi liberi, allo stato brado.
Oggi gonna Jil Sander Cruise 2008 ( la mia preferita…oro, tipo una carta di cioccolatino!), top Stella rosa.

Scott, Garance: sto perdendo la pazienza. Dove siete?
Io in assetto da guerra: mi aspetto varie chiamate sul mio cellulare per posti sfilata non assegnati, o seconde file al posto di prime.
BTW, questo caldo farà crescere di più i miei capelli che diventeranno ancora più fluenti.
Adoro.
Sono al terzo Starbucks english breakfast tea con latte, devo rivedere i budget dell’evento di Natale e emano effluvi alcolici, nonostante sia stata tre ore sotto la doccia questa mattina.
I don’t freacking care.

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