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Dietro a ogni grande uomo..

Laurene&Steve

…c’è una grande donna.
Stavo scorrendo sull’IPad il Corriere questa mattina e mi sono commossa leggendo un bellissimo articolo sulla moglie di Steve Jobs.
Laurene: quarantasei anni, mamma di tre figli, moglie di SJ da vent’anni,sua amorevole infermiera per questi ultimi lunghi e sofferti 7 anni di malattia: custode del ricordo di un uomo così importante, creativo, eccezionale che l’unico aggettivo che può descriverlo al meglio è mitico.
Pare che Steve prima di conoscerla fosse un uomo ruvido, ostile alla paternità, rigido, con un look dismesso e poco incline alla beneficenza.
Lei lo ha reso vegano, papà amorevole e dedicato, gli ha creato un look razionale e l’ha fatto erigere a primo finanziatore del partito democratico americano.
Senza contare che quando una persona ha la serenità nella quotidianità realizza grandi cose nella sua professione: vedi Steve, vedi sotto iphone-ipad-ibook etc etc.
Ecco, è l’ennesima prova, a mio avviso, che dietro a un grande uomo, c’è sempre una grandissima donna.
Non voglio fare la femminista perché è proprio una cosa molto lontana da me, ma è proprio vero che la forza degli uomini arriva dalle loro compagne.
A volte, noi donnine, ci si lamenta perché si fa sempre da traino ai propri uomini ma in fondo è bello e giusto se poi questo è il risultato: dare forza al proprio amore per diventare così meravigliosamente forti e renderci così fiere di loro.
E’ bello essere votate al proprio uomo, al di là di essere le loro geishe ( cosa che comunque a me piace, devo ammetterlo).
Bisogna dare sicurezza e energia, ma soprattutto non far mai mancare il tassello fondamentale: credere in loro, credere nella coppia come squadra vincente.
E il primo valore di una squadra vincente è essere una squadra.
Un esempio per me da guida: la moglie di mio papà.
Ha risollevato il mio vecchio quando era a terra, lo ha reso un uomo nuovo, e gli ha dato il coraggio per affrontare difficoltà e delusioni.
Io le sarò sempre grata perché veramente credo che se non ci fosse stata lei, mio papà non sarebbe quello che è.
Dal canto mio, Otta è felice quando sente che è di fondamento a fidanzato: mi ricordo la preparazione del suo esame di avvocato, le sere in cui venivo a Como ( allora abitavo ancora a Milano) , gli portavo la spesa e poi andavamo insieme a fare una passeggiata, durante la quale lo interrogavo e gli facevo ripetere quello che aveva studiato durante il giorno.
Quando lo hanno promosso, mi ricordo che piangevo di gioia, e non ho smesso per giorni…a tutti quelli che si congratulavano con lui, io mi commuovevo.

Oggi secondo giorno di influenza: ieri ho avuto la febbre alta, per cui mi sento proprio spossata.
Leggo, bevo tè…questa mattina ho sistemato la casa e voglio provare a fare le madaleines oggi.
Ho messo tutta la mia collezione di libri di cucina in ordine: adoro.

Penso anche che vorrei proprio iscrivermi a un food photography course, e a un corso serio di cucina: fantastichiamo?Io e fidanzato a NYC: lui a lavorare per il Consolato, io a fare corsi di cucina e food photography, in una casa nell’upper east – oh cielo, anche Gramercy park andrebbe più che bene. Eggià. però sognare non costa nulla.

Nel frattempo dato che abbiamo preso due biglietti aerei per NYC per Easter 2012, inizio a guardare la casetta da affittare. Pas mal.
Domani, febbre permettendo, Milano: shopping ( Otta mantiene fede alla promessa, accompagna solo fidanzato), aperitivo con mamma di Otta, Caterina, Michele e la mia Agatina.
Si prospetta una stupenda giornata.

Ieri notte, credo fossero le 2am ( ma non sono certa dell’orario…causa febbre dormivo dalle 9pm…so solo che la casa era buia ed eravamo nel lettone da un po’) a Como c’è stata una grandinata pazzesca, il ghiaccio era grande come delle noci: io e fidanzato ci siamo abbracciati.
E’ bello essere a casa.

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