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Je suis très adorable

Ieri sera ho fatto la cena perfetta per le serate coccolose: raviolini in brodo, crescenza e prosciutto cotto per Ottolina, hamburger di tacchino ( lasciato insaporire prima con alloro) per fidanzato e zucca al forno, con cannella, noce moscata, olio d’oliva, salvia e qualche noce di burro.

Zucca: il mio amore per lei si rintraccia a NYC, quando mi facevo pumpkin pie e orange juice in central park i sabati a merenda, insieme alla bambina a cui facevo da baby sitter, Martina.

Da lì, mi piace pensare alla zucca come qualcosa di fantastico, oltre che di incredibilmente buono: mi richiama Halloween, i nani in giro a fare treat or trick, le foglie gialle e rosse per terra, l’apple cider caldo…insomma cose tutte coccolosissime!
Gramercy Park: estate e inverno
Quando abitavo a New York, la mia magione si ergeva tra la 20ma e Park avenue, proprio su Gramercy Park e avevo le chiavi del parco!
Per chi non conosce NYC, Gramercy Park è uno degli ultimi parchi privati rimasti in città, e solo chi abita nelle case intorno al parco ha le chiavi per accedervi. Io adoravo sedermi la sera con il mio libro, sulla panchina…e poi la magia di quando arrivava il natale e la neve, Gramercy era cosparsa di lucine gialle che rendava tutto così fatato!
I miei vicini di casa erano Uma Thurman ( abbiamo incontrato Ethan un giorno con il passeggino: vedi alla voce, Grazie Destino), e la incantevole National Art Club, che organizzava ogni weekend qualcosa di tres charmant, e passarci davanti era una sensazione di calore bellissimo.

Al mattino poi facevo Irving Place per raggiungere la metrò e al 71 c’era una bakery che con l’arrivo dell’autunno sfornava i migliori orange cranberry muffin del mondo.
Invece all’angolo tra Park e Gramercy c’era una brasserie aperta 24 ore, L’Express, che è stata il teatro dei nostri amori.
Che tempi.

Parlando di Halloween, sto organizzando una festa per il 27 ottobre al nostro store di Roma, solo per nani e nane.Accorrete numerosi,. dress code: halloween, ça va sans dire.
mamma maratoneta americana
Aggiornamento stato di salute.
Voce zero, febbriciattola – 37.3°- super tosse. Ma, stoicamente e pensando a un’immaginaria medaglia – o per farla semplice, attanagliata dai sensi di colpa impostatemi dalla morale cattolica con la quale sono stata educata- sono al lavoro.
Riflessione: bello fare la casalinga, ogni tanto.
Ma mi rendo conto che una donna per mantenersi interesante deve per forza avere un’ìaltra attività che non sia la cura della casa, dei figli e del marito, altrimenti di che cosa si parla la sera a cena con la nostra dolce metà?
E’ giusto rimanere sempre interessanti, di mente lucida e scattante, affinchè i nostri uomini non ci vedano solo come angeli del focolare, dediti solo a loro.
E’ giusto che loro vedendoci uscire tutte agghindate al mattino dirette al lavoro provino un misto di gelosia e ammirazione: del tipo – ammappate quella è la MIA donna, che oltre ad essere perfetta a casa con bimbi cucina etc, è anche una bomba al lavoro…e guarda che gambe!

Ora, faccio budget, rassegne, recupero il lavoro arretrato e scrivo report: nel mentre leggo la bella storia della signora americana che dopo aver corso la maratona di Chicago è diventata mamma: ma voi vi immaginate?
Al nono mese di gravidanza correre una maratona e battere persino il proprio marito?
No beh, perchè Otta non riesce nemmeno a fare 10 metri senza avere il fiatone, e pensate questa stoica di donna, che non solo ha corso per un numero infinito di kilometri, appesantita da almeno 8 kili in più ( tra il peso del nano e quello della placenta…), ma pure, ha trovato forza e energia anche per partorire subito dopo.
Chapeau.
A riprova che noi donnine abbiamo una forza immane, che batte Hulk e tutti i super eroi dell’universo.
Quindi, non mi devo lamentare per la mia influeza: attendo il weekend sperando che mi passi, così da poter fare una fantastica castagnata con Fidanzato, Agatina, Caterina and Co.
Questa sera vedo e prevedo un risottino ai funghi: la mia giornata di ieri è stata adoperata a mangiare i biscotti Milano ( mamma che bontà), e a imparare come si puliscono i funghi.

Mi è arrivata l’ultima parte della mia clothing per quest’anno: il cappottino nella foto di Grazia, ma invece che in arancione, in beige.
Très cool, vero?
Già mi vedo con gli hunters e i jeans, la mia chanellina e il berretto di lana,mano nella mano con fidanzato, andare al cinema di Montano Lucino la domenica sera.
Parlando di cose un po’ più serie: non siamo tutti stufi di quei finti amici che gravitano intorno, e si fanno vivi solo quando hanno bisogno di qualcosa, e come avvoltoi succhiano energie?
E come i peggiori Giuda, inquinano l’atmosfera con le loro false moine e le loro bugie?
Con amici come loro, certo non servono nemici.
Il problema, per noi anime nobili, è che è difficile liberarsene, perchè io per esempio tendo sempre a dare miliardi di possibilità a tutti, sempre, pensando a mille attenuanti che possono averli indotti a fare sgarbi così lampanti e tristi.
E poi, quante sono le possibilità che il nostro cuore generoso può continuare a dare, senza stropicciarsi in maniera così brutale?
By the way, mi reputo molto adorabile oggi, a partire da come sono vestita – gonna beige plisettata lunga e tshirt, cardiganino mini pink e sandali Alaia- a come sono io in generale.
Eccesso di autostima?No, forse solo good mood.
Comunque, che fidanzato sia conscio del fiorellino che ha per le mani!
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