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Otta afona

Non ho più voce: no, ma, giuro. Nemmeno un po’. Nemmeno per dire ciao. Nulla.
Andata, hopeless.

Radio Aliciottolina rotta.
Frequenze interrotte.
Comunico con fidanzato a gesti – fidanzato che sembra abbastanza sollevato dal non sentire Ottolina a macchinetta per almeno 1 giorno; non ho risposto a nessuna delle chiamate perché ero la brutta copia di Mortimer.
Chiedo quindi scusa a Claudia, Chiara e Elena che mi hanno ripetutamente chiamata ma alle quali non ho potuto far altro che appendere in faccia.
E, in tutto ciò, essendo il mio lavoro basato sul parlare, non c’è motivo alcuno per cui io a questo punto mi rechi sul luogo di fatica, domani.
Oggi mi sono impegnata, battendo le barriere febbre – mal di gola…ma il risultato è pessimo.
Non ho mai avuto un’afonia così grave.
Credo di avere anche un accenno di pertosse mischiato alla bronchite.
E a nulla servono i 3 kili di miele che sto mangiando.
La mia amica Filippa mi dice di bere aceto, la mia assistente voleva spacciarmi pastiglie di erbe miracolose, ma io rimango fedele all’oscillo.
Oggi ho anche avuto la forza per rifocillare la nostra dispensa, ormai vuota: ho fatto scorto del nostro orto congelato, e questa sera ho pure cucinato un fantastico arrosto: Dio benedica il reparto macelleria dell’Esselunga.
Carne di prima scelta, sul serio. Mi è bastato mettere l’arrosto citato in forno per un’ora insieme a aromi e olio di oliva et voilà, les jeux sont fait.
Fidanzato e suocera, che era a cena da noi, ne sono usciti soddisfatti: prima avevo anche fatto un abbondante piatto di formaggi francesi con miele, grissini, uva e october sun plums.
Ho preso anche la padella per le castagne e le castagne bio. Sorbetto al limone e carciofini in olio di oliva taggiasche.
Comunque riflettevo su quanto sia faticoso, seppure appagante, fare a spesa: io amo riempirmi il carrello di vivande e mi fa sentire una persona migliore inserire ciuffi di insalate e mele starck rosse rossissime.
Però: quando si deve insacchettare tutto il bottino, quando dietro si hanno 3 persone che aspettano che tu lasci il campo per poter pagare, quando poi devi trasportare tutti i saccheti – che ora con quelli in tela o mais ne servono sempre più del solito ammontare- fino alla macchina e caricarli, per non parlare di quando poi arrivi a casa, e devi scaricare tutto, correre verso il freezer per evitare che la confezione di nasello/platessa/branzino findus si scongeli, ecco quelli non sono momenti piacevoli.
Oltretutto che il servizio a domicilio dell’Esselunga a casa, detto anche clicca il pomodoro, a mio avviso è una fregatura.
Eh si, perché se fai la spesa oggi, come minimo non te la consegnano prima di mercoledì alle 22.
E poi, parliamo delle fasce orarie?
Assurde.
Ti danno un lasso di tempo di due ore ( esempio: dalle 10am alle 12am, e caso strano arrivano sempre alle 11.48am), e poi se una lavora, come fa a aspettarli così tanto tempo?
Ma anche se una è a casa e ha tre figli.
Come si fa, dico io?
Un lasso di tempo di due ore, per noi donnine impegnate su mille fronti, è un sacco di tempo.
Otta in due ore, nell’ordine:
– risponde almeno a 15 emails
– fa 3 chiamate
– va da parrucchiere ( e mentre è li risponde ad altre 4 emails)
– pensa ( eh si, altrimenti come farei a scrivere il blog?è tutto un annotare mentale di momenti negli inframmezzi quotidiani)
– cucina per fidanzato oppure sistema l’armadio oppure rifà il letto oppure ordina per colore cravatte di fidanzato oppure tutte e 4 le cose insieme
– parla e consola sorella
– parla e si sfoga con zia Laura
– chatta su skype/viber con mitico A.
– legge il corriere on line
– beve un tè caldo
– mangia una zuppa con assistente
Quindi, ditemi come faccio ad aspettare due ore la consegna del pomodoro cliccato?
Anche perché, dopo queste due ore, c’è il tempo che irrimediabilmente usi per sistemare tutto negli scaffali e nel frigorifero.
Conclusione: meglio recarsi direttamente all’Esselunga, e sentirsi un esserino fantastico per aver riempito il carrelo di prodotti bio, scelto tutto con dovizia, confrontato prezzi, aver approfittato del prendi 3 e paghi 2, e aver fatto la maratoneta per inscatolare il tutto in tempo record per non irritare chi ci succede nella coda alle casse.
Per chiudere il post di oggi, una fotografia.
Anche oggi Otta si è trovata ad affrontare atteggiamenti ostili da persone che predicano amore e protezione, ed invece dispensano solo ansia e dispiaceri alla povera Ottina- mi riferisco purtroppo, ancora una volta, a mia madre.
Otta,che si ritrova sempre con il cuore più affaticato e stropicciato.
Dov’è tutto questo amore che dite di volermi?
Dov’è tutta la protezione, l’affetto e la cura che predicate e mi ripetete a voce?
Io questo amore non lo vedo, e soprattutto non lo sento.
E sono stufa.
Stanca e stufa di dovermi difendere da voi, che invece avevate giurato di badare a me, avevate giurato di rendermi la vita facile e di proteggermi dai dispiaceri, per quanto fosse in vostra possibilità di fare.
E invece no, perché il dolore più grande arriva da chi è vicino a noi.
Comunque, arrivata a casa, mentre sistemavo le mie nuove piantine di basilico e menta, ho visto dal balcone questa vista, ed ho pensato: que sarà, sarà!
Che diamine.
Sono una brava persona,mi merito amore.
Mi merito che i miei desideri diventino realtà.
Mi merito che adesso ci siano sorrisi e coccole e felicità e serenità.
E questo tramonto è un bellissimo regalo che mi è stato fatto, quando meno me lo aspettavo.

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