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Trick or treat, smell my feet and give me something good to eat!

Ieri 118 nani travestiti da mostriciattoli e urlanti hanno invaso la boutique di Roma: streghette, maghi e scheletri che correvano con manine appiccicose intorno a pois e maglioni e sete di chiffon per ben quattro ore.

Otta felice: mi sono fatta truccare da elfa e mangiando kili di confettini al cioccolato a forma di cuore, una mela caramellata, zucchero filato a iosa e yogurt alla vaniglia biologica, procurandomi così quel tanto di shock ipoglicemico che mi ha fatto resistere fino alle 10pm, senza batter ciglio, nonostante la notte prima avessi dormito solo tre ore.

Otta in versione elfa della moda.

Bewitched…quasi meglio dell’originale…

Sto continuando a mangiare rigatoni:all’amatriciana ieri sera e oggi a pranzo, in versione cacio e pepe: sono sulla buona strada per aumentare di tre kili in quattro giorni.
Comunque, questi romani sono pazzi: ieri c’era anche l’apertura di Trony, che ha pensato bene di mettere tutto al 50%: risultato? Traffico in tilt, gente che si menava per strada per comprare un IPad.

Oggi invece sciopero generale. Risultato? Traffico (ancora e di nuovo) in tilt e gente che si menava per un taxi.
A proposito di taxi : oggi il nostro per portare Otta e fidanzato alla Galleria d’Arte di Lorcan O’Neill, ha fatto cercare alla sottoscritta sullo stradario la via, per poi arrabbiarsi, sempre con noi, perché non trovava la retta direzione. Ma dotarsi di un Tomtom? Anche perché Otta e l’orientamento sono come Otta e la matematica: due mondi a parte.
Domani ci raggiungono anche papà, matrigna, fratello e sorella: insomma, tutti pronti per un tranquillo weekend di paura.
Per Paolo e Bianca infatti è la prima volta in visita a Roma, e crisi adolescenziali di mia sorella permettendo, gireremo Roma Capoccia per lungo e largo, non lesinando in carbonare, amatriciane e saltimbocca, oltre che musei vari.
Mi è stato regalato un cappello da strega, in finto radtzimir verde con di tanto di retina nera con appeso ragni finti, che credo sarà il mio unico souvenir, insieme alla zucca di carta riciclata, perché figuriamoci se mio padre o fidanzato mi permetteranno di fermarmi in negozi.
Già oggi siamo incappati in un negoziato che vendeva solo addobbi natalizi e alla vista di un cuscino ricamato con cuori che avevo adocchiato, fidanzato si è dato alla fuga in tempi più rapidi di quando Otta vede le Jimmy Choo nuove e estrae la carta di credito.
Ho dovuto lasciare giù tutto e correre appresso del fuggitivo anche per il solito problema di cui sopra: orientamento.
Adesso siamo in Hotel, e mi sto leggermente innervosendo perché la linea internet va e non va, e per mantenere la connessione ho dovuto costruire un ponte che reggesse l’antico filo telefonico al Mac.
Accidenti a noi che abbiamo dimenticato Santa Airport a casa.
Fidanzato dorme e io non credo di svegliarlo anche se una tappa alla taverna trilussa per il trittico di primi non mi dispiacerebbe: ma se riusciamo a evitare le calorie serali, forse limiterò i danni alle mie cosce.
Cose che ho scoperto oggi: i vescovi hanno un negozio che vende golfini di cachemire molto belli, ombrelli di Ferrè e k-way grigio perla, dentro il pantheon non piove, ho un’ossessione per le mele caramellate, voterò Renzi, le vigilasse romane a tempo perso fanno tre bambini e si improvvisano truccatrici di feste per nani, le cupcakes qui sono belle ma forse un po’ troppo friabili.

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