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And so this is Christmas ( 39 sleeps till christmas)

Ecco una delle mie canzoni natalizie preferite, che mi cantava sempre il mio papà quando Ottolina era solo una nana con i riccioli biondi e le mani molto paffute, così paffute che avevano i buchetti di ciccia, e lui cercava di spiegare a una tontolotta forse ancora più tonta di quanto non sia ancora adesso, che questo era John Lennon, mica pizza e fichi, o plasmon e latte, visto che allora erano gli unici cibi solidi permessi a me, rotolina di lardo di pochi anni e pochi centimetri.
E’ passato del gran tempo, però sembra ieri che eravamo a casa tutti insieme, quando mio papà mi prendeva in braccio e guardavamo la neve dalla nostra prima casa di Viale Beatrice D’Este a Milano, quando mia mamma passava la giornata in cucina a preparare il pranzo per il giorno dopo, e ci si ritrovava tutti insieme, nonni, ziii, cugini., quando ottolina nana metteva cugina nana dentro la scatola della casa di barbie e la trascinava in giro per casa, facendole pure prendere la scossa con tutta quella moquette seminata ovunque. Lo so: ormai è un mese che non faccio altro di parlare di Natale, che se Natale fosse una persona mi avrebbe già denunciato per stalker, magari vincendo anche la causa.
Giuro: non so cosa mi prende.
So solo che dai piedi fino alla testa è una sensazione di calore, di magia, di mistero.
L’attesa, il cercare regali, pensieri per le persone che si amano.
E poi ancora le canzoni, i dolci, i film, gli addobbi.
La gioia di riscoprire negli scatoloni in soffitta stelle preziose, filoni d’argento, orsacchiotti di ogni foggia e palle di vetro colorate.
La notte della vigilia, quando aspetti con impazienza la mattina dopo, piena di curiosità e felice, perché arriva Babbo Natale, ci sono i biscotti da preparare, e poi tutti i baci, gli abbracci che ci si scambia in questi giorni, la faccia sorpresa di quando si aprono i regali, con la voglia di dire a chi si ama quanto in realtà siano fondamentali e quanto siamo felici di questi anni che passano, perché passano accanto a loro, stretti a loro, e questo è il dono più grande.
Detto questo,io credo veramente a Babbo Natale.
Anche la mia nonna Irma è morta credendo ancora a Babbo Natale.
E se ci credeva lei che ha vinto persino il primo Miss Italia.
Scusa se è poco.
Io sono convinta, e seguite il mio ragionamento, che Babbo Natale esiste come esiste l’amore.
Esempio: io so che mia mamma, il mio fidanzato, la mia famiglia mi vogliono bene, anche se questo amore non lo vedo. Però lo sento, e mi accompagna in ogni cosa che faccio, ogni giorno, ogni momento.Quindi esiste, ed è la cosa più reale del mondo per me. Quindi Babbo Natale esiste.

Arriva Natale, e con dicembre un altro anno finisce e uno nuovo comincia.
Un 2011 faticoso, a tratti doloroso, ma nel complesso meraviglioso.
Cose che ho imparato quest’anno:
– I genitori non sono super eroi: ho ritrovato la mia mamma imparando ad accettarla, con tutti i suoi limiti e i suoi difetti, con le sue urla e i suoi capricci, ma sicuramente con l’immenso e infinito bene che mi vuole.
-Avere le proprie radici ben salde ti permette di non sentire mai la terra che frana sotto i piedi.
– Vogue Paris senza Carine è solo Vogue France, ha perso il suo “Paris”.
– Le amiche, quelle vere, ti scaldano il cuoricino e sanno sempre darti il migliore consiglio. Camilla, Sara e Alessandra: grazie perché anche solo con una parola, riuscite a indicarmi la strada da percorrere.
– Fashion hurts: le slingback sono impossibili da indossare e fanno sanguinare i regal piedini se tenute su più di due ore.
– Superati i trenta fare la manicure una volta a settimana è d’obbligo, quasi quanto investire in una Bottega Veneta e in libri di cucina.
– Le amiche ritrovate danno sollievo e speranza: ho ritrovato la mia Beba, che avevo perso lungo il percorso e che poi in un attimo riscopri che non è cambiato nulla, che quella confidenza, quel conoscersi c’è sempre.
– Ho imparato a fare la crema di zucca più buona dell’universo.
– Lavorare è faticoso, ma quando poi vedi i frutti del duro lavoro, inclusi quelli appesi nell’armadio o al proprio braccio , ti consoli di tutte le conference call fino a tardi, delle arrabbiature e del colorito grigiognolo che ti viene dopo un mese di ferrovie nord.
– Scriverò un libro.
– Viaggiare apre la mente. Ma lo sapevamo già. Quest’anno ho visitato il Giappone, ho portato a NY un abito per Madonna, sono andata per la prima volta a Ibiza, Malta e Folegandros. E il 2012?vedo e prevedo un giro dell’India, Bali ancora una volta, e un bel giro, già prenotato del New England a Pasqua.
– Ho imparato a cucinare, e anche bene. Dalle ciambelle agli arrosti, Nigella, fatti più in la. Arriva Ottolina.
– I weekend con papà, fratello e fidanzato fanno senire Otta una regina coccolata, desiderata e amata.
– Ho scoperto che in realtà mi piace molto il vodka lemon. Ma proprio moltissimissimo.
– Soffro di logorrrea della scrittura: e questo blog ne è la dimostrazione.
– Soffro anche di food pornography.
– Camminare da Cadorna al lavoro e ritorno è il miglior antidoto contro la cellulite, che è stranamente scomparsa dal giro coscia della sottoscritta.
-Le canzoni da discoteca, a meno che non siano cantate da Rihanna o Bob Sinclair, mi mettono ansia.
– I miei pranzetti con la Staccona sono l’appuntamento irrinunciabile del mese.

– Baciarsi con gli occhiali è complicato, e si, in effetti fa venire i nervi quando ci si stampa sopra il vetro il naso, appena puliti e freschi di fresh&clean.
– Non si deve temere nulla, se non la paura stessa.
– Gentilezza porta gentilezza.
– Non riesco più a dormire da sola.
– Il cappuccio mi piace solo quello chiarissimo della Vale, sotto l’ufficio.
– Preferisco il pandoro al panettone.
– Mai lesinare né dall’estetista né alle svendite della stampa.

Mancano 39 notti a Natale, ho ancora 5 press sample sales a cui non posso mancare, 4 eventi da organizzare e tutti i regali da fare.
I am dreaming of a white christmas.

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2 Comments

  • Frantina says:

    Cara Alice, i tuoi post sul Natale mi stanno facendo cambiare idea proprio sul Natale! La festa mi piace ,mi piace l’atmosfera, ma purtroppo mi mette anche una tristezza infinita per quello che era e non c’è più. Beh ora è come se mi mettessi i tuoi occhialoni e lo guardassi attraverso i tuoi occhi: eh beh visto con i tuoi occhi è tutto un’altra cosa! Grazie!
    Ciao ciao Valentina
    P.S. Hai poi fatto la vellutata di porri?!

  • alice says:

    Cara Valentina che bellissimo messaggio, grazie!sono contenta se riesco a trasmetterti un po’ di tutta questa magia che mi pervade appena arriva il natale!
    La crema di porri non l’ho ancora fatta ma appena li compro seguirò la tua ricetta! Anzi scusami se non ti ho più risposto e grazie mille per averla inviata: sto lavorando molto e non sono riuscita a risponderti!un abbraccio e spero a presto!

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