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Cammina cammina, divieni via via più vicina

Al mattino Ottolina, come rain or come shine, cammina da Cadorna all’ufficio: sono 3 kilometri di passo sostenuto, canzoni nell’orecchio con le quali mi faccio un sacco di sogni ad occhi aperti e window shoppings.

Ed è bello, perchè camminando ci sono poi cose rincuoranti che ti danno il buongiorno e diventano un rituale: il profumo di pane caldo quando si arriva davanti al fornaio di Piazza Sant’Ambrogio, l’odore dei giornali appena stampati dell’edicola di Via de Amicis, le paste all’ananas di Cucchi, le vetrine piene di meraviglie da comprare di Biffi, gli abeti con la neve della Coin fino ad arrivare al cappuccio chiaro chiaro chiaro – giuro, le ripeto ogni mattina tre volte chiaro chiaro chiaro- della Vale, alle Gitane, in Via Forcella.

Se sono fortunata, incontro Eva con il suo labrador George che mi fa le feste.
Ottolina in versione camminatrice mattutina
Ora che poi il Natale è in arrivo e Milano è vestita a festa, è ancora più bella.
Milano: una filastrocca che cantavo da piccina ripeteva milano milano è una bella città, si beve si mangia e l’amore si fa.

Milano per me è la città dove sono cresciuta, dove abitano i miei genitori e tutta la mia famiglia: la mia Milano sono le passeggiate nel giardino di Palestro, dove da adolescente andavo a sbaciucchiarmi con i ragazzi dello Zaccaria.
Milano è la zona di Santa francesca Romana, dove abitava la mia nonna.

…e oggi abbiamo anche abbinato le roger vivier agli occhiali..
E’ Viale Majno, con la mia vecchia scuola, le Orsoline, e la boutique più bonbon del mondo, Imarika, dove trovo sempre cappelli di paglia da vera sciura, abiti improbabili con enormi fiocchi rosa e calzini decorati.

E’ Sissi, con le sue paste ripiene di crema pasticcera che ti si scioglie in bocca, è il girare a qualsiasi ora del giorno in biciletta ( ed essere stirate da Stefano Gabbana – ebbene si, ad Ottolina è successo anche questo: sono proprio una fashion victim!), sono le mie cenette con Gloria da Gattò a base di bollicine e sformato di patate.
E’ il commuoversi davanti agli addobbi natalizi del Garghet.
E’ l’emozionarsi davanti a una coltre di nebbia fitta fitta.
Sono le castagne calde dei chioschi di Vittorio Emanuele, la cotoletta alla milanese di Bice e le zucchine alla scapecia del Santa Lucia.
E’ guardare il Duomo e pensare: se ha resistito immune e solido a guerre, tempo e battaglie, ce la posso fare anche io.
E’ l’odore confortante della Rinascente e i mitici panini alla nutella di De Santiis.
E’ Corso Magenta e i suoi vicoli così snob e chic, con quel negozietto che vende arte e che ha le pareti color confetto.
E’ Brera con la boutique di Luisa Beccaria, dove ci si ferma regolarmente per un abbraccio alla cara Maya, a Luisa e a Lucilla, e per fantasticare davanti a quei bellissimi abiti da sposa tutti fatti di crinoline.
Piazza san Marco con l’enoteca che ha visto nascere la storia d’amore tra me e fidanzato.
E’ il cinema Arcobaleno, con il sushi lì davanti, dove io e la mia Alina ci facevamo scorpacciate e seratine.
E’ il frozen margarita alla anguria d’estate, sono i marciapiedi che si riempiono di stelline e scintelle le sere di primavera.
E’ l’american bookstore e il ristorante con cucina di Singapore di Via San Giovanni sul Muro.
Per me Milano è tutto questo.
Certo poi c’è lo smog, la criminalità dilagante e un sacco di altre brutture a cui purtroppo noi milanesi abbiamo dovuto abituarci a causa di un mal governo e di cattivi politicanti…ma la speranza è dura a morire, e confidiamo in una nuova resurrezione per la città.
Comunque Ottolina adesso è comasca, e devo dire, come ho già più volte scritto, che adoro il mio nuovo domicilio.

Otta superstar: ecco la fantastica intervista che mi hanno fatto: devo dire che ne sono molto, ma molto orgogliosa e credo che la incornicerò.
Ecco il link: http://www.shoppingmap.it/magazine/216-alice_agnelli_nel_paese_delle_meraviglie.html
Siete fieri della vostra Ottolina?

lo screen shot del mio pc dove leggevo compiaciuta l’intervista che mi hanno fatto: da notare sulla destra l’alberello di Natale che ho scaricato per questo periodo
Ieri sera dopo una cena salutare a base di petto di pollo alla griglia ( so boring, lo so, ma in questo periodo causa 4 eventi da organizzare da qui al 7 dicembre, Ottolina ha fatto l’abbonamento al treno delle 8pm, arrivando tardi a casa e non avendo tempo di dar sfogo alla propria creatività culinaria: amore perdonami!
Da Sant’Ambrogio sfornerò ogni giorno cenette deliziose!) e dello sformato avanzato da domenica, all’emmenthal e zucchine – e devo dire che sono proprio brava…era ancora più buono il giorno dopo che appena fatto!- mentre sparecchiavo i nostri piatti e rassettavo la cucina, da brava Bree Van der Kamp, mi sono fatta una cultura sui personaggi loschi che frequentano la casa del grande Fratello quest’anno.
Questi ragazzotti in cerca dei famosi 5 minuti di popolarità, mi fanno veramente un’infinita tenerezza. Senza arte nè parte, alla ricerca disperata di un po’ di attenzioni, esibendo il peggio di loro e una volgarità senza precedenti.
L’unica cosa bella è la mia amica Alessia, che con maestria e simpatia riesce a dare un tocco di classe a tutto, e persino a uscire da un impasse dovuta a tacchi alti con fantastica leggiadria.
Morale della favola: mi sono finita da sola il Brunello, mangiando a iosa candy cornes.
Un po’ ubriaca, mi sono fatta una doccia bollente e sono caduta nel letargo più pesante, da bolla al naso subito dopo.
Quanto meno sono riuscita a struccarmi.
Ma parliamo della bontà dei candy cornes: li ho scoperti quando abitavo a NY e facevo tappa fissa dal CVS sotto casa, ogni sera tornata dal lavoro, per fare scorta di giornali, cards con orsetti kitchissime da spedire a mia mamma malata di nostalgia e, per l’appunto, caramelle e bagels.
Io amo queste caramelle: ne mangio a dozzine.
Me le faccio sempre spedire dalla mia amica Eagen: ci sono anche in versione natalizia…hanno quel sapore di vaniglia misto a non so che – sicuramente chimico al 100% – ma al quale sono totalmente addicted.
Adesso proverò a cercare la ricetta.
Babbo Natale, puoi aggiungere anche la fabbrica di caramelle ai tuoi doni per me?
ps. il titolo del post di oggi viene da una canzone di Minghi che mi cantava sempre la mia mamma quando ero una nana dalle cosce grasse e sudate, seduta sulla nostra vecchia Y10.
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