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ieri,oggi e domani…(27 sleeps till christmas)

Oggi la mia giornata è stata solo lavoro lavoro lavoro: manca poco al christmas light e ormai stiamo facendo la check list su quello che ci manca ancora da fare e quello che invece si può tirare un sospiro di sollievo perché è fatto.

Il 1 dicembre ci saranno gli alpini, ci sarà Filippa Lagerback, Justine Mattera e Paola Maugeri: 600 biscotti natalizi, vin brulè e mele caramellate.
Chi non viene si perde un gran inizio di Dicembre.
Accorrete numerosi, e con qualcosa di rosso: non è obbligatorio ma è il colore del mese, e noi vogliamo onorare questo Christmas 2011!
Tornata a casa questa sera avevo voglia di fare qualcosa di veloce, leggero ma soprattutto sano, visto che a pranzo ho mangiato mezzo panino con stracchino e 3 bocconi di wok chicken trangugiati di fretta davanti al computer, tra la chiusura di budget e conferme di preventivi.
Così ho fatto un giro nel mio orto surgelato e ho mischiato piselli, pelato patate, tagliato 1 porro, una spruzzata di noce moscata e erba cipollina.
Fatto cuocere il tutto con un filo d’acqua per 15 minuti – il tempo per farmi una doccia piena di olii di arnica e lavanda, impacco ai capelli e scrub al viso…di questi tempi è necessario e fondamentale presentarsi al proprio fidanzato sempre profumate e vellutate – frullato tutto con un po’ di sale e voilà: una passata di piselli con un tocco finale di philadelphia, a mo’ di ghirigoro in quella distesa verde.
Sono proprio fiera di me.
Era ottimo.

Sto cercando i regali per tutti: mi capita che quando entro in un negozio per fare un cadeau per cognato / suocera /amica del cuore/ mamma, faccio fatica a uscirne senza un pensiero per me e fidanzato.

Tempo di gennaio, se vado avanti così, finisco sul lastrico: ogni tanto vorrei avere un’anima Scrooge.
In questo mio peregrinare sul web – epperforza, con tutte queste ore di duro lavoro, chi ha tempo per uscire? Vedi sotto la voce di Natale 4.0 ai tempi di iphone, iPad e app – alla ricerca disperata del regalo perfetto, ho trovato nell’ordine:
– un paio di occhiali che voglio: eh si perché Otta quattrocchi deve avere almeno un cambio da alternare a quelli rosso fragola. Altrimenti mi annoio subito e finisce che li scarico in giro.
– altre tre paia di collant del tipo non posso vivere senza.
– regalo numero 1 per fidanzato.
– regalo numero 2 per fidanzato che richiama con link immediato il regalo numero 3 per fidanzato.
– un paio di orecchini stupendi.
– regalo per cognati.
Adesso mi mancano solo,nell’ordine, i regali per mia sorella, mio fratello, mia suocera,mio suocero, mia madre,marito di mamma e amiche.
Credo che un mutuo non mi possa bastare.
Per la serie, come gremare la carta di credito e vivere felici.
Oppure, per la serie 2bis, come piangere povertà di Prada vestite.
Stiamo guardando su Discovery Real Time un reportage sul Giappone e basta uno sguardo di sbieco da divano a divano, che io e fidanzato ci mettiamo a ricordare quello che senza dubbio è stato il viaggio più bello fatto insieme, ma più in specifico, il viaggio più bello di tutta la nostra vita, so far.
Rintocchi di tazze stra colme di tisane e baci volanti.
Esattamente un anno fa, abbiamo fatto uno splendido viaggio in Giappone: da Tokyo a Mijagima, su e giù per lo shinkazen, mano nella mano, occhi negli occhi, dal neve al caldo senza batter ciglio ma sopratutto mangiando meravigliosi ramen caldi fino ad arrivare al pesce palla, passando da lettoni king size e bagni super tecnologici che solo per fare pipì dovevi leggere il libretto di istruzioni a tatami caldi e accoglienti, con onsen e vasche termali immerse in panorami mozzafiato.
Ecco i miei momenti più belli:

1) il primo giorno, sfruttando la mancanza di sonno e l fuso orario, sveglia alle 4am e mercato del pesce di Tokyo. A parole è difficile spiegarlo, ma tutto, tutto, dal sushi come colazione alle 7 del mattino fino all’asta dei tonni, mi è rimasto impresso nella mente, come qualcosa di straordinariamente unico.

Al mercato del pesce

2) la cenetta alla trattoria giapponese di Shinagawa: il mio primo incontro con il sakè caldo,bevuto a litri, questo mood da balera anche se alla fine si era in uno dei ristoranti migliori in città, ma soprattutto cibo delizioso e raro, seduti su vecchie cassette della frutta, e appoggiati su un tavolo di legno antico. Fidanzato e Ottolina gli unici occidentali. Molto romantico.

La nostra trattoria

3) il mio desiderio scritto e raccolto in ogni tempio che visitavamo. Aveva un che di magico.

Ottolina al tempio, fiera del suo desiderio affidato alle benedizioni giapponesi

4) il capodanno più bello della mia vita, in una Kyoto innevata, un paesaggio da favola. Silenzio e pace intorno a noi. Ma soprattutto tanto amore.

Kyoto – queste meravigliose foto le ha fatte il mio amore

5) Myiajima. Mi sono sentita così legata a fidanzato, così in perfetta sintonia. Questa isola è una Bali invernale, abbiamo mangiato ostriche grigliate e pesce palla, dormito in un tipo ryokan dove una geisha ci ha preparato la stanza e il cibo, fatto il rituale del bagno in un onsen, visto l’alba sorgere.

Ottolina con kymono in ryokan a Myjagima

6) la nostra cenetta in camera al Park Hyatt, seguito da nuotata nella meravigliosa piscina all’80 piano. Mi sono sentita molto in mood lost in translation, veri Scarlett Johansson.

E adesso non vedo l’ora del nostro prossimo viaggio insieme: India, il sogno nel cassetto, e il New England, il sogno già prenotato per Pasqua.
Io e te, due infaticabili compagni di avventure: grazie per aspettarmi sempre con pazienza quando mi fermo a guardare ogni negozio, ogni bancarella e ogni mercato.
Per seguirmi alla ricerca del souvenir perfetto.
Per aspettare a mangiare così che io possa fare la foto da pubblicare sul social network di noi foodies e per avermi portato a mangiare i ramen.
Per scovare uno Starbuck ovunque dove io possa bere il mio tè e mangiare i miei biscotti al caramello.
Per guardare con me, con il naso all’insù tutti i grattacieli e stupirsi come se fosse sempre il primo.
Per macinare kilometri sopra e sotto terra, così che io non debba temere la mia claustrofobia da metropolitana.
Per esserti messo il kimono e aver fatto mille foto per ricordarci di quel momento.
Per prendere in mano la situazione, e la guida, così che non ci perdiamo mai e sappiamo sempre tornare a casa.
Ehi tu, che non vuoi mai che ti nomini sul blog: volevo dirti che adoro girare il mondo con te.

ps. tutte le foto del Giappone del post di oggi sono state fatte da fidanzato e io ne sono molto orgogliosa.
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