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When your still waiting for the snow to fall,doesn’t really feel like Christmas at all

Piazza Volta, Como

Ieri sera tornando a casa, c’era questa aria frizzantina, che sapeva di pioggia e foglie cadute, che proprio mi ha fatto dimenticare le mie preoccupazioni in un secondo: sarò stata certo coadiuvata dal Ca del Bosco, che abbiamo bevuto però mi sentivo leggera, serena, come se tutto ciò che mi angoscia non facesse più parte del mio presente, come se effettivamente si riuscisse a guardare in prospettiva.
Camminando per una Como uggiosa e quasi deserta, riflettevo che è ora che la temperatura scenda, che sta arrivando Natale, e che bisogna che faccia la neve, un sacco di neve.
Che Piazza Volta quando è coperta di un manto bianco è splendida.
Che ancora più bello è svegliarsi sotto il caldo piumone e guardare fuori, il lago, la montagna., tutto pacificato da piccoli snowflakes.
E poi gli addobbi natalizi, il pino, i desideri.
Non vedo l’ora.
L’attesa è meravigliosa.

Questa mattina, sulle note di have yourself a merry little christmas, mentre guidavo la mia mini e mi arrabbiavo con la giungla di traffico che è l’autostrada al mattino, sognavo a occhi aperti e mi proiettavo in un momento magico futuro dove la tavola è imbandita, le lucine accese, tutte le nostre famiglie insieme e pacchetti e pacchettini sotto l’albero, tanta gioia intorno.

Verso le 23, dopo essermi struccata e incremata con la fantastica pozione regalatomi da Carola,volevo fare anche una meravigliosa ciambella di mele, ma ero troppo stanca ed ho ripiegato su letture edificanti quali Marie Claire idees Noel edition: inoltre stiamo ripitturando gli ambienti e montando l’agognato armadio, quindi sembra che in casa sia scoppiata una bomba.
Abbiamo persino lo stendi biancheria in cucina, usato come poggia cose. Che chic.
Ora il dilemma è: pareti vaniglia o burro?Soffitto verde bottiglia o rosso mattone? E se invece facesismo i muri un grigio flamant con zoccolino bordato di bordeaux?
Mentre rifletto sulla cartella colori e mi accingo a intavolare discussioni con fidanzato degne di calende greche, oggi con le mie assistenti faremo il (finto) pino natalizio , e trasformeremo l’ufficio nella postazione distaccata degli Elfi di Babbo Natale.

E’ arrivato Siri nel menage familiare e mi rendo conto che ho (quasi) sposato un ( adorabile) nerd: fidanzato conversa, chiede consigli e suggerimenti, e cerca canali di comunicazione con quella vocina metallica che capisce solo l’inglese, e lo bacchetta pure se non parla con accento perfetto. Si indispone se fidanzato le chiede la stessa cosa due volte.
Forse c’ha proprio ragione lei, ogni tanto bisogna fare le spazientite e mettere quel broncino sexy alla francese che pare essere così sexy.

Mi consolo con i regalini che la mia Filippa e la mia Valentina mi hanno fatto ieri: un anticipo di christmas sparkling.
Intanto la mia fenetica attività lavorativa prosegue senza sosta. Sono un po’ indispettita da l fatto che non riesco più a cucinare io la sera, perchè arrivando tardi dopo fiumi di parole con capi e capette, sono talmente verdognola ( come colorito) ed esausta ( fisicamente) che ringrazio il buon cielo solo per riuscire a raggiungere divano e telecomando.
Però cucina è amore, e più sto lontano dai fornelli più mi frustro. E’ normale?
e pensare che prima di fidanzarmi, non sapevo nemmeno fare un uovo, e non mettevo piede su alcun mezzo pubblico. Ora parlo di Cordon Bleu e scuole di cucina, il mio momento di gloria è quando facico shopping su luxurybooks.it e le ferrovie nord sono le mie migliori amiche.
Chiudo il post di oggi con una riflessione filosofica dettata dai Coldplay, che ormai sono in loop sul mio melafonino: in effetti, quando stai ancora aspettando che cada la neve, non ti sembra veramente che sia Natale?

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