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Astro del ciel,luce dona alle genti, pace infondi nei cuori ( 4 sleeps till xmas!!)

Ormai manca poco: quanto stupendo è questo periodo dell’anno in cui ogni frase finisce con un sorriso e si dice “buon Natale”?!

Io adoro uscire da negozi, uffici e supermercati augurando a tutti buon natale.

Due semplici parole che spargono subito magia nell’aria.

Intanto mi affretto a fare mentalmente la spesa per le caramelle di pasta brisè che porterò per la cena del 24 per stupire papà e zia londinese, a trovare il miglior impasto per i biscotti natalizi e gli ultimi alberelli e decorazioni da spargere per casa.
Sembra ieri che ho iniziato il countdown.
Come farò poi a riprendermi dalla depressione post feste, il cosidetto holiday blues?
Anche perchè, francamente, capodanno non mi è mai piaciuto,quando tutti devono divertirsi per forza, così come la befana – anche perchè con befane io ci ho a che fare tutti i giorni.
Aggiungici che quest’anno, al contrario degli ultimi due anni, siamo a casa, quindi non avrò nemmeno l’euforia della piccola esploratrice, che quanto meno mi sollazzava l’umore fino al 9 gennaio.
Devo promettere di tenermi lontana da net-à-porter, polenta uncia e salami – quanto meno darmi un contegno, altrimenti mi ritrovo con i rotolini dell’amore intorno alla panciotta.
Oggi sono andata dalla mia Barbara, che è appena diventata la mamma di Asia Clementina: sono splendide.
Poi la nostra Clem Clem si vede già che ha un’attitudine da party girl.
We love her.
Appena le ho sussurrato all’orecchio che lei si che sarà sul cubo del Paschà a ballare con David Guetta, mi ha sorriso sorniona.
Riponiamo grandi aspettative su di te, piccola Asia. Sappilo e sii conscia che ti rivestiremo di Dior e Chanel.

Poi è così ciufolina, profuma di muschio bianco e latte.
Ed ha già una chioma nera e fluente.
Lo so, sono una zia orgogliosa.
Una zia orgogliosa che sa pure fare arrosti stupendi.
E questa è la mia consacrazione a domestic Goddess: ieri sera cenetta a base di arrosto di vitello, che prima ho massaggiato con sale fino, cosparso del rosmarino del nostro balcone, fatto dorare in olio extravergine di oliva e burro, innaffiato di vino bianco riserva vintage 2007 e infornato a 220° per un’ora con pisellini dell’orto congelato e patate pelate a mano dalla sottoscritta, una per una.
Che dire? il sughino e la cottura erano perfette, la carne buona ma posso fare di meglio, ma non per mia colpa: credo che mi abbiano dato un taglio di carne un po’ troppo grassa.

Però, ripeto: ottimo.

Grandi emozioni oggi: Super amarcord!

L’inquilina alla quale abbiamo affittato la casina di Milano, mi ha cominciato a rendere alcune cose che avevo lasciato lì, in attesa di trovare spazio e collocazione.
Oggi mi è arrivato lo scatolone pieno zeppo di fotografie, e aprendolo, mi sono ritrovata a quando la forza di gravità reggeva ancora il mio regal sederino, il mio petto era florido ed io ero di robusta costituzione.

Mannaggia com’ero cicciona, allora aveva ragione la mia mamma a tenermi a dieta!
La versione cow girl era alla festa aziendale di Tommy Hilfiger a Long Island.
Che giusta che sono.
Sempre sia lodata la mia tiroide sbarazzina che ha scombussolato così tanto il mio metabolismo da farmi diventare una stecchina, anche se mangio come uno scaricatore di porto.

Ho ritrovato le foto delle mie estati bostoniane, dei due anni di New York, ed eccomi con le amiche di sempre, Beba, Frafu, Lulu, scatenate e un po’ brille a vivere la vida loca della grande mela.
Ho persino ritrovato la foto con quel cappotto di Anthropologie di maglia, che avevo fatto carte false per averlo, e poi che ora non so nemmeno più dov’è: ecco perchè sono sostenitrice del fatto che non bisogna mai dare via nulla, perchè tutto torna in auge, e può sempre servire.
Comunque, rimesso tutto nello scatolone, anche le foto compromettenti, ho mandato tutto a casa di mammà, che non lo sa ancora ma si vedrà recapitare questo enorme scatolone pieno di ricordi: già me la vedo, la mia mamma, con i kleneex e le canzoni natalizie, la sera della vigilia, con la scusa di volerle sistemare, a piangere ricordando quando era piccolina pure io.
Adesso, nel giro di tre ore devo: sbaraccare il computer, caricarmi con i doni che avevo lasciato in ufficio, dirigermi a piedi verso la stazione, pit stop nel negozietto pieno di scemenze che ci piacciono per comprarmi il cerchietto a renna di babbo natale, arrivare al noon, aperitivare con il mio Andrea, prendere possibilmente il treno delle 19.40, arrivare a casa, preparare passato di zucca e cenetta natalizia per me e la Franci, chiaccherare con la Franci per un update generale, sparecchiare,sistemare, dormire.
Amore, ma un last minute io e te soli soletti per una spa a Zanzibar, partenza tipo il 26 dicembre e ritorno…fammi pensare: mai.
Che ne dici?Sverniamo lì?
Poi a luglio torniamo e andiamoa fare il giro della Groenlandia.

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