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This year is for you&me, so happy xmas, I love you baby (5 sleeps till xmas!)

Ieri sera cena con le mie girls: le ho portate al Garghet per una buona e sana abbuffata circondate da un christmas wonderland: c’era il camino, c’erano un sacco di addobbi e lucine bellissime, i menù scritti a mano e soprattutto c’è stata emozione e commozione quando al brindisi le ho ringraziate per il duro lavoro quotidiano e la loro fedeltà.

Abbiamo mangiato ogni genere di antipasto con la pumpkin, dal cotechino e lenti alla zucca barucca, accompagnando il tutto con una sana bottiglia di Chianti classico.
Per dare tregua al mio fegatino assai provato, ho bevuto mezzo litro di tè verde e mangiato un leggero ciraschi.
A fine serata siamo tutte e tre giunte alle seguenti conclusioni:
– nessun buon proposito per l’anno nuovo: siamo già troppo buone, e poi vuoi mettere la frustrazione che prende ogni volta che si viene meno a un “to do” della lista?
– siamo zucca dipendenti.
– siamo shopping dipendenti.
– gli sms della carta di credito dell’avvenuta transazione sono quasi più inquietanti dell’estratto conto online.
– quando arriva il periodo di Natale, è un po’ come quando arriva l’ultima settimana di luglio, prima delle desiderate ferie estive: la voglia di lavorare è meno di zero.
– nell’ordine, se tutte e tre potessimo tornare indietro io avrei fatto la cuoca, Annalisa avrebbe aperto un bar a Bordighera, e Laura sarebbe titolare di un negozio a Torino.
Parliamo della poesia di un piatto di gnocchi al ragù di cinghiale: la perfetta rotondità morbidosa di questo alimento, fatto a mano, con patate rigorosamente del loro orto, presentati in un cestino di parmigiano che si lasciava sciogliere leggermente e con che delicatezza il sugo si impregnava nello gnocco.
Io amo gli gnocchi: anche questo forse retaggio della mia infanzia, quando le mie nonne impastavano a mano e io ne ero talmente ghiotta che li mangiavo persino crudi.
Poi il profumo di patate schiacciate, la farina…oh!La farina ha un che di confortante, quando è sparsa sul tavolo, quando la massaggi tra i polpastrelli, quando si mischia all’uovo poi ha pure un colore di quel punto di giallo che piace proprio.

Oggi invece Otta in versione Babba Natale: la foto che vedete qui sopra è la mini invasa da pacchi, pacchetti e sacchi.
Il baule era già stra colmo.
Il fatto è che quando vai in giro per prendere proprio l’ultimo regalino, tac, ne trovi subito altri 10 che proprio non puoi non prendere perchè sono perfetti per mamma, fidanzato, amica, suocera e fratelli e sorelle.
Merry Christmas to me, parte ottava: mi sono regalata un paio di guanti di paul Smith in cachemire e pelle verdona con tanto di fiocchettini leziosi. Adoro.Fanno così Charlotte York che cucina cupcakes e che è la best friend di Nigella.
Parlando di estratti conti, giuro che io a febbraio è meglio se scappo in qualche isola dove non sono raggiungibile e/o intercettabile nè da banchiere nè da bancario.
Da gennaio scatta l’austerity, willy-nilly.
Si ha troppo di tutto, e devo impormi di non appellarmi più alla scusa e al fatto che lavorando nella moda bisogna essere oltre che perfette.
In fondo a me basta poco per essere felice: la mia cucina, la pasta brisè e i complimenti delle persone che amo.
Ovvio un paio di MiuMiu nuove sono la ciliegina sulla torta, ma in effetti, non so come, sono riuscita già a rendere stra colmi i nuovi armadi.
Il che è abbastanza inquietante e strano.
Ma è così.
Indi poscia per cui, onde evitare ramanzine sul risparmio da fidanzato, con conseguenti crisi isteriche della sottoscritta che non riesce più a infilare nemmeno uno spillo nei suddetti ripostigli, è giunto il momento di darmi una sana regolata.
In effetti, pensandoci bene, ho ancora un posto dove ho spazio: la cassaforte!
Si accettano quindi solo preziosi, che però devono per forza di cose, pervenire come doni.
E chi vuole capire, intenda.
Capito famiglia?
E quando dico famiglia, non escludo nessuno, dalla mamma al fidanzato, passando per papà, sorelle, matrigne, patrigni, fratelli, zii e cugini.
Altrimenti il bello di avere una famiglia allargata,numerosa e chiassosa, dov’è?
Farei la faccina che ride ora, se fossimo in una mail.
O quella che strizza l’occhio.
Ahahah.
Riflessione sottolineata a calce di quanto appena detto: siamo sicuri che imponendo l’austerity usciremo da questo momento di grave impasse della storia economica europea?
Per aumentare le ricchezze, e parla una che di matematica, economia e conti se ne intende una cippa lippa, bisogna aumentare i consumi.
Imponendo la politica del terrore e della recessione, cari leader europei, siete sicuri che ne verremo a una, ma soprattutto a un happy epilogo?
L’albero qui sopra invece è il mio nuovo wallpaper desktop dell’ufficio: ho trovato questa foto dal sapore nordico navigando sul web alla ricerca del perfetto arrosto da cucinare questa sera e del perfetto centro tavola minimal chic per la cena di giovedì.
Risultato è stato che ho comprato un albero nano molto essential da posizionare in the middle of the table. L’unico dubbio che persiste è se presentarlo nudo e puro, oppure addobbarlo con mini lucine bianche.
Ci rifletterò questa sera ascoltando Bublè e leggendo i miei libri.
4 giorni alla Vigilia: questa sera inizio anche la fabbrica di biscotti a forma di renne.
Per la serie “la vita ti riserva sempre grandi soprese”, proprio quando credevo di conoscere tutte le canzoni natalizie a memoria, ecco l’unica che non conoscevo.
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2 Comments

  • Frantina says:

    Cara Alice,
    lavorare per te si merita proprio un doppio wow!!, come vorrei che i miei managers per ringraziarmi mi portassero a cena!!Beh io ci provo e mi candido, se Annalisa apre il bar a Bordighera io vengo a sostituirla, tra l’altro io sono di Riva Ligure, sempre Liguria di Ponente si tratta!!
    Buone feste! Take care…Valentina

  • alice says:

    ciao chèrie ti aspettiamo!;) love xxx

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