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Bread is the New Black

Ieri sera, dopo aver trovato la soluzione al vestito per il Golden Globes bloccato in produzione , aver ricercato e prenotato volo e macchina per assistente cara da far volare in direttissima con il primo aereo di questa mattina a Londra, scritto con successo il mio weekly report, apparecchiato, sparecchiato, tranquillizzato i miei bloody americans che tutto sarebbe andato bene , essermi accordata con papà per regalo a sua moglie di compleanno, controllato le statistiche delle visite sul blog, gestito emergenza prenotazione corso di pasticceria per me e la Cate, steso il bucato e aver amabilmente conversato con la mia dolce metà di politica, mi sono finalmente dedicata all’arte culinaria.

Nota a calce: gestico con successo una piccola e amabile e deliziosa e favolosa impresa familiare.

Nota a calce bis: mamma ti ricordi la fiaba che mi leggevi da piccola, che avevo forse tre anni e diceva di una fanciulla che cucinava budini e sorrideva sempre, e ogni sera c’era una bellissima morale che nella mia testolina da nana mi dimenticavo appena riuscivi a farmi addormentare? Ecco. Per la serie: ” favole che a tre anni dimentichi ma a 30 ricordi: ne sono fan”. Grazie.

Nota a calce tris: voglio cucinare più salato.
Comunque, dato che non tutte le ciambelle vengono con il buco, ed io non sono affatto wonder woman, la mia ha perso un po’ di punti nella cottura: ammetto di non essere stata super attenta nel seguire le ultime fasi, causa stanchezza calamitante a divano+coperta.
Non solo: c’era uno strano odere di bruciato,e per appurare che non venisse dalla mia creazione, ho aperto più volte il forno.

Tuttavia, il risultato finale, l’impasto, è buono. Perfetta per la colazione, o da servire con una salsa al cioccolato amaro calda e fumante.O si può anche usare l’impasto come base per muffins.
Non avendo preso la panna fresca, l’ho sostituita con un barattolino di yogurt alla vaniglia.
Fate vobis, come meglio le vostre papille gustative preferiscono.
Andiamo ai fornelli:
I’ve got my vanilla ciambella to keep me warm
300 grammi di farina
150 grammi di zucchero
70 grammi di burro morbido
estratto di Vaniglia Bourbon
1 vasetto di yogurt alla vaniglia
2 uova
1 bustina di lievito
un po’ di latte q.b.
In una ciotola impastare il burro morbido con lo zucchero.
Unire poco alla volta le uova, la farina, il lievito, e il vasetto di yogurt.
Aggiungere la vaniglia liquida ( per le dosi regolatevi: io ho disegnato un ghirigoro arzigogolato sull’impoasto con la fantastica vaniglia liquida) e un po’ di latte per ammorbidire.
mescolate il tutto, mi raccomando, non devono rimanere grumi.
Infornate a forno già caldo per 40 minuti a 190°C.

Questa mattina svegliandomi avevo un certo prurito agli occhi e raffreddore: non capivo.
Sembrava quasi una forma di allergia ante litteram, o meglio ante primavera.
Poi ci sono arrivata, appena ho acceso la luce: i miei bulbi erano in piena fioritura!
Hanno riempito la cucina del loro delizioso odore.
Il fatto però che mi abbiano anche portato a starnutire ripetutamente, non è un buon presagio: vedo e prevedo che la mia allergia al polline quest’anno sarà in picchiata verso il peggioramento, un po’ come il nostro spread prima di Monti.
Dal mio people watching questa mattina ho invece appreso che:
  • le nuove Bree Van der Kamp in realtà sono piccole signorine Rottermaier in erba. Coppia di fidanzatini seduti accanto a me, uno di fronte all’altro. Lui che dice a lei che vuole andare in baita a mangiare la polenta. Lei che stizzita gli fa una scenata dicendo che proprio non ci pensa nemmeno ad andare a mangiare la polenta sabato, che poi dovrebbe saltare la cena, si gonfia troppo e poi come si fa visto che Forte è duopo a Pasqua. Ovviamente il suo fidanzato ha ceduto, chiedendole pure scusa per il pensiero sciocco che ha elucubrato.Tutte le signorine Rottermaier sui generis hanno adottato la seguente divisa: pashmina di vuitton, borsa simil kelly in simil cocco, Uggs ( aimè, si…certi prodotti, a certe persone così come pure a Pamela Anderson si dovrebbero proibire) e libro di economia politica per la serie “tanto studio giusto un po’ ma poi abbandonerò per dedicarmi a cause umanitarie”.
per intenderci: questa è la pashmina incriminata.e pensare che la volevo pure io. Qui la poetete vedere in versione massacrata definitivamente con golfettino con finta pelliccia , gonna atubo su fianchi troppo larghi e Chanel più brutta mai creata.Get a stylist darling!
  • Le nuove alternative hanno le ciocche viola in tinta con la sciarpona, ridono sottecchi delle signorine Rottermaier in erba e sono piuttosto buffe, dove buffo a casa mia sta per simpatico.
  • Singora anziana sugli 80, mi ha stupito con legging zebrati, pellicciotto senza maniche e all stars. Vedi sotto la voce “non si è mai troppo vecchi per nulla”.
  • E’ strano ciò che rende tristi le persone. La signorina accanto a me dalla borsa viola lamentava al telefono con un’amica una depressione post atomica per essersi dovuta levare lo smalto rosso, dopo due settimane. Quando ha attaccato avrei voluto chiederle il numero della sua manicurista, perchè sinceramente a me lo smalto più di 3 giorni non dura mica. Forse che lei ha la formula del duracel dei nail polish?
Devo prendere coraggio e questa settimana salire in solaio a cercare la mia giacca di Chanel, l’abito con il fiocco di cui avevo parlato, il luisa Beccaria a petali che decisamente merita un posto d’onore nell’armadio e altre amenità che durante il traslocco ho chiuso nei bauli, lasciato lì ed ora giaciono nei miei ricordi come cimeli.
Ma far giacere un tweed Chanel così nel dimenticatoio, non mi sembra opportuno.
Orsù,stiamo parlando della doppia C.
Vuoi non sfoderare una vintaggiona durante Paris?
Io e Scott abbiamo sempre un conto aperto, e anche quest’anno appena lo vedrò mi metterò in punta di piedi e gli darò un tocchetto sulla spalla.
Sta volta non può non immortalarmi.
Questa sera conference call delle mie brame, e ovviamente ci scapperà con stagista cara il solito cicchetto.
E poi mi si chiede perchè come unico sport ho scelto quello di alzare il gomito.
Ovvio, finendo per fare le 8.30pm a parlare di chiffon e simil altri gingilli,che pretendete?
Tuttavia ho grandi progetti, oltre ovviamente quelo di perpetuare i miei sei kilometri giornalieri: oggi verso la stazione ho visto un cartellone pubblicitario che ineggiava a fantomatici corsi di Pilates, non troppo distanti da casa.
Devo solo fare lo sforzo di ricordarmi il nome della palestra, che mi pareva fosse qualcosa di mistico, con luce nel mezzo del titolo.Mah.Come se a fare sforzo fisico mi venisse l’illuminazione.
Inoltre, programmo anche 3 corsi di cucina, di cui uno qui sul brunch e i classici da fare almeno una volta nella vita, un altro di nuovo qui sugli antipasti, e come detto sopra, finire il ciclo di pasticceria e fare l’avanzato qui.
Dopo di che,convinco per prima cosa la famiglia a mollare definitivamente l’idea di fare la dieta, trovo un posticino in centro da pitturare con soffitti colorati di verde o rosso, e inizio a sfornare libri e torte come se piovessero.
Ovviamente tutti invitati all’apertura: musica, vini d’annata e caramelle di pasta brisè a iosa.
Caro Ufficio Stampa di Giambattista Valli, di Prada, e di MiuMiu, se vi prometto orde di fotografi de La Provincia, l’edizione locale de il Corriere e vari siti blog dei miei amici, mi regalate un outfit per l’occasione?
Certo, non potrò più ricambiare in falabella, ma sicuramente in delizie deliziose certo che si.
E visti i tempi, Bread is the New Black.
Sono a tal proposito anche quasi sicura del fatto di poter convincere la mia Rodes a scrivere un pezzo su MFF: potrò parlare a quel punto di quanto il mio Otta Love Muffin potrà inficiare positivamente sul bilancio lacustre di fine anno.
Quindi, conto sul vostro sostegno.
Se per caso voleste portarvi avanti e iniziare a inviare campionario, così che quando sarà non dobbiamo fare tutto rush, ma siamo pronti, fate pure: sono qui. E sono pure in taglia press sample.
Affettuosamente vostra
Otta
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