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I am not Beyoncè but I can sing.

Allora, ieri è stata una giornata snervante.
Nell’ordine:
– Gli uffici hanno riaperto e il mio bb è stato vittima di un attacco simultaneo da Londra, Parigi, e ça va sans dire, New York. Il mio digiuno lavorativo pare sia volto al suo definitivo termine, i miei nervi si stanno gà accavallando, la iena ridens che è in me sta scaldando le ugole e la mia pazienza sta già volgendo al termine.
– Al telefono con la Franci, che mi raccontava dei progressi delle sue pupe e gli ultimi gossip in quel di Jil Sander, sono stata bruscamente interrotta da due omacci che si spacciavano per polizia e minacciandomi di farmi un verbale perché ottolina sulla wonder mini pare che non possa deliziarsi con lunghe conversazioni telefoniche, mi hanno fatto chiudere la telefonata.
– All’iper era di nuovo terminata la creme fraiche e non c’era traccia della patata viola che cercavo per farne una vellutata.
– Spaventata da quanto sopra, non sono riuscita a godermi il tragito Como – Grandate, i sedili scaldati e la musica.
– In totale stato confusionale e con palpitazioni acute, ho lasciato la mini fuori dal garage per scaricare la spesa e sono stata rimproverata.
– ho disfatto l’albero di Natale. La tristezza si è definitivamente impossessata di me.
– è uscito il risultato del nuovo studio sui Maya: la fine del mondo non è nel 2012, ma è stata ben si procrastinata di 100 anni in avanti. Ora io come giustifico i miei acquisti compulsivi su net à porter?
Quello che si può chiamare un tranquillo mercoledì di paura.
Per supplire comunque a una giornata così nera, oggi mi sto dedicando alla marmellata di fragole e vaniglia, nell’attesa che i nostri amici di Rattiflora vengano a portare via l’albero.
Andiamo ai fornelli:

Fragolina Ottolina

1 kilo di fragole
450 grammi di zucchero
Vaniglia Bourbon macinata
Succo di un lime
Unire tutti gli ingredienti – private del picciolo le fragole!- e far cuocere a fuoco dolce per 30 minuti. Passare poi nel robot da cucina, temperatura varoma, per altri 40 minuti, per addensarla.
Chevvelodiccoaffare: Ottolina è anche fragolina, detta pure come mi pare di aver già detto cuore di panna, dulceril,frizzi dal cuore frizzante.
Amo tutto ciò che è fragola, lampone, mora e appiccicaticcio.
Non potete immaginare la delizia di profumo che si è sprigionata qui nella mia cucina.
Mi sta rimettendo in pace con il mondo.

Cracco pare vestirà Prada: e io ovviamente non posso essere da meno.
Ho una buona nuova scusa in più.
Perché Miuccia, che lei si che ci vede lungo, aprirà un nuovo bistrot blasonato all’ombra della Madonnina, e chi chiamerà per cucinare?
Ovvio, lui.
E, aggiungo, apri in fretta il tuo nuovo ristò.
Che sarà nel 2013.
Quante cose succedono nel 2013!
In fondo mancano solo 13 mesi, e poi andrò a mangiare da Cracco vestita in Giambattista Vallli con stupende scarpe MiuMiu.
Can’t wait to eat.And buy. Eat&Buy. Una favola!

Oggi ho anche visto la puntata di Ellen Degeneres Show dove intervistata per la prima volta in esclusiva la figlia di Micheal Jackson, Paris.
A parte che vorrei rimarcare quanto belli, divertenti, facili e comunque chic ( notare l’abbinamento di mobili e decori sullo sfondo) siano i programmi delle TV americane, e mi domando e chiedo perchè in Italia non si può avere qualcosa di simile.
Poi, aggiungo quanto sia cool Paris.
Questa sera mi dedicherò a nasello alla vaniglia su purea di zucca.
Se viene bene, è apprezzato, io non mi sconvolgo più di tanto nel farlo e soprattutto la conf call finisce in fretta, domani posto il tutto.

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