Categoria | Agipsyinthekitchen | Home

Oh broccolo, broccolo, delle mie brame, chi è la più cavolina del reame?

Eccomi qui: scrivania, computer, la mia tazza di tè al limone, e Bill Doggett che canta per me I’ve been loving you too long.
Pensavo: un anno ufficiale di vita au bord du lac.

Si perchè prima era su e giù, giù e su, ma ora è un anno che Como è diventata casa e mi sveglio con il lago mentre cammino ancora in trance verso la stazione, con i capelli da pettinare, aggrovigliati in complicatissimi nidi di uccelli proprio dietro la testa, dove ci si dorme sopra, con il cuscino ancora ben impresso sulla guancia, con scarpe da battaglia, che possano reggere il freddo del mattino e mi permettano di camminare in allegria tra le stazioni, così da rassodare e tonificare, un anno di pendolarismo sui treni delle nord, che ormai sono talmente affezionata al mio posticino accanto al finestrino che non lo cambierei nemmeno per la cadilac più confortevole, 380 giorni anche di goffi e maldestri tentativi di imboscare ballerine di Roger Vivier e abitini di Gucci presi alle press sales, prima di subire l’inquisizione della sacra Rota.
Ritorno in ufficio più duro del previsto e a nulla è valso il pacco di net à porter che mi aspettava fremente sulla scrivania, o la scorpacciata di bradwust e roosti di ieri sera: mi si è persino rotta un unghia della mia manicure perfetta fino a ieri.
La verità vera è che a casa si sta bene, che le pantofoline di Marc ti danno subito un senso di coccolaggine acuto, che essere al calduccio quando fuori diventa buio è sinonimo di buono, che Como di pomeriggio, quando tutti lavorano e in giro c’è un timido sole pallido e ogni angolo scoperto è un segreto, è splendida, che è una libidine persino fare la conf call se fatta mentre con l’altra mano ci si dedica al giardinaggio, che insomma la caselinghitudine è piacevole di tanto in tanto.
Di tanto in tanto, perché è giusto essere indipendent woman, quanto meno per continuare a giustificare acquisti molto sconsiderati, ma 100% meritati.
By the way, Valentino rulez. Il mio nuovo abito da meringa cammuffata da cupcake color lampone è una chicca chiccosa. Devo ancora esautorarlo dal contesto e inserirlo in una me estiva, magari come damigella d’onore a un matrimonio o qualche evento simile, sta di fatto che comunque andrà sarà un successo e io sarò la perfetta pink lady.
Questa mattina mi sono puntata la sveglia alle 6.15 per fare con calma la doccia, piastrarmi i capelli, bere il mio tè verde con in faccia tre kili di maschera di Sisley e godermi il tepore della casa e la mia marmellata di fragole in tranquillità – OMG, la mia marmellata è proprio divina.
Mia madre dice che dovrei aprirci un business, mi sa che mi sta convincendo – “Otta Loves Jam” per corrispondenza.
Mica male, uhm?
E aggiungerei pure mou fatte in casa avvolte in comode sporte di cachemire e seta.
Mi vedrei così bene a mescolare lamponi e albicocche con ai piedi le miumiu glitterate!
L’unica conditio sine qua non è rimanere amica di tutte le PR di Milano, così che
a) posso fare cadeau per press day vari e sbarcare il lunario ( e aggiungerei permettermi di cucinare di prada vestita).
b) mi continuano a mandare inviti per le svendite stampa, che sono veramente una goduria.
Oggi ho ricevuto anche da un nostro fornitore un belated regalo natalizio assai gradito: una bottglia di champagne millesimato Jacquart: originario di Remmes e dall’aroma fruttato, finirà presto nella panzotta di Otta e fidanzato, che di bollicine ne sono ghiotti.
Questa sera cucino una vellutata di broccoli e patate dolci: come dice la mia amica Alina, tanta robba!!
Andrebbe aggiunto il latte di cocco, ma per mancanza di tempo di noi donnine lavoratrici, non essendo riuscita a trovarlo, lo sostituisco con il tuttofare philadelphia, o in alternativa, un goccio di panna da cucina. Solo una noce o un cucchiaino va più che bene.
Andiamo ai fornelli:
Far bollire i broccoli con le patate dolci e con prezzemolo e menta.
Acqua appena a filo, giusto per coprire le verdure. Salare leggermente e lasciar cuocere fino a quando i broccoli risulteranno morbidi. Se si asciuga troppo aggiungere un po’ di acqua.
Frullare tutto aggiungendo la panna con il minipimer, lasciando qualche patata intera, giusto per dare consistenza e croccantezza.
Green power, come dire!

Servire spolverando la crema con un po’ di menta essiccata.

Per concludere in bellezza passatina di cachi mela: dividerli a metà, estrarre la polpa, frullarla con 3 cucchiai di zucchero a velo e limone.
Una delizia, un vero babà!

ps. vi piace il nuovo blog?che ne pensate?L’artista dell’header è la mia amica Alessandra, la mamma di Lucia. Dall’1 al 10 quanto la adoro?

print

Print

6 Comments

Load More

Leave a Reply

Your email address will not be published.