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get in my belly now.

Questa sera, tornati dalla montagna, mi sono fatta un bagno caldo, di quelli lunghi e rincuoranti, per intenderci, pieni di bagno schiuma e candela Baies di Dyptique accesa.

E l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era: ho ancora fame.
Nonostante i soliti due giorni sulla neve dove ho mangiato come se non ci fosse domani, alternandomi tra salsiccia e polenta e malfatti con sciatt.
Archiviata per il bene delle mie cosce l’idea di un ripiego su un take away cinese, che avrebbe aggiunto 2.500 calorie alle 2.000 già ingerite, ho pensato di stare sul leggero, mangiando pan brioscè e marmellata di fragole.
Tuttavia mi sono ricordata di una ricetta che volevo fare da un po’, rapida nell’esecuzione e che ci avrebbe riservato un risveglio dolce, domani mattina.
Nel frigorifero dovete però avere:
Burro,diciamo 1/2 tazza, che all’occorrenza avete lasciato ammorbidire un poco.
Zucchero a velo, 1/2 tazza.
Miele, 2 cucchiai abbondanti
Cannella, 1 cucchiaio
Vaniglia, 1 cucchiaino
Lavorate insieme tutti gli ingredienti finche ben amalgamati e mettete in frigorifero.
Tirate fuori la ciotola con questa delizia almeno 10 minuti prima di mangiarla, così sarà sfaldabile.

Mentre cucinavo, visto che la mia testolina pare non conoscere riposo, e mentre leggevo uno dei blog più carini che seguo, ho iniziato a pensare alle cose per le quali posso dire senza dubbio di essere dipendente.

Essere dipendenti.
O avere piccole manie.
Che detta così si può anche tradurre in essere maniacali.
Oppure no.
Comunque.
Io sono dipendente dalle domeniche sera in tuta sul divano, sotto la mia copertina azzurra.
Sono dipendente dalla parola “autunno” e tutto ciò che questa stagione porta: l’ultimo sole che ti scalda a fatica, le domeniche mattine piene di luce aranciata, le foglie colorate, i primi temporali e il profumo di muschio nell’aria, le prime caldarroste che ti scottano le dita, il profumo di cannella nella casa, il succo di mela, i bouquet di matite ben temperate nelle cartolerie.
Non posso fare a meno dei lieto fine e di tutti quei film con Hugh Grant e Julia Roberts.
Sono dipendente dai baci, dagli abbracci di Lui, fonte di energia più potente che ci sia, per dirla alla Max Pezzali.
Sono dipendente dal profumo buono che mi avvolge appena si entra nella nostra casa di Lanzo.
Sono dipendente dalle serate coccole con le mie amiche, amiche vere e sincere che ti conoscono bene e ti scaldano il cuore, proteggendoti dalle invidie e dalla superficialità imperante e dilagante.
Sono dipendente da Infusion d’Iris di Prada. Ed anche da te Miuccia darling.
Sono dipendente dagli aperitivi con Ca’ del Bosco e patatine in spiaggia, dopo una giornata di mare, prima di andarsi a fare la doccia, quando si ha ancora il sale nei capelli e la sabbia tra le dita.
Non posso fare a meno della merenda apres sky a base di panino all’anice, formaggio e bresaola.
Sono dipendente dal rossetto rosso: da Chanel a Lancome, l’importante è che sia quel rosso lampone che mi si confà perfettamente.
Sono dipendente dalla marmellata di fragole. Buffo: quando ero piccola dicevo che mi rimbombava in testa.
Sono dipendente dalla stufa a pellet e dal caminetto acceso.
Sono dipendente da questo blog, dai vostri stupendi commenti.
Non posso vivere senza Idealist di Estee Lauder.
Sono dipendente dal mio iphone, da Instagram, da Hipstamatic e da Pinterest.
Sono dipendente dalla chiamata mattutina della mia mamma e di quella serale del mio papà.
Non posso vivere senza Chicco Mentana e il suo tg, dai Simpson, da Peppa Pig e da Favino.
Sono dipendente dai bucatini, dalle peonie e da Como.
Sono dipendente dalle cene a base di wine and cheese, dai mac’n’cheese di Ferdi a Parigi e da Diana Krall.
Sono dipendente dalla mia camminata mattutina per andare al lavoro e di quella serale per tornare a casa: io, la mia musica e il caos della città intorno a me che sembra svanire in piccoli riti quotidiani, appuntamenti fissi che fanno sembrare Milano meno grigia e più vivibile.
Sono dipendente dal lago al mattino, che mi dai il buongiorno, pacificandomi con la giornata che sta per cominciare.
Sono dipendente dai film di Natale, dalle canzoni di Natale e da Babbo Natale.
Sono dipendente dal Breeze marrone, da Parigi d’inverno e da New York sempre.
Sono dipendente dalle 8 ore di sonno, dalle cene in compagnia a base di buon cibo e buon vino, da quelle risate che ti fanno dimenticare tutto.
Sono dipendente dalle lacrime liberatorie, quelle che versi mentre guidi e che nemmeno te ne accorgi che stanno scendendo.
Sono dipendente dal tè verde al gelsomino, dai bagni caldi e dalla vaniglia, in ogni sua forma e essenza.
Sono dipendente dal pan brioscè, dal philadelphia, dalle piantine aromatiche sul balcone e dal profumo di basilico.
Sono dipendente dall’odore della neve, dalle coccole dei miei meravigliosi nipotini, Agatina, Kyan e Giulia.
Sono dipendente dai massaggi di 80 minuti, dai calzettoni di lana e dalle cene stelline in brodo – crescenza-prosciutto cotto.
Sono dipendente dai sedili riscaldati della mini, dagli scaldini ai sali da mettere negli scarponi, da Gilmore’s Girls e dalle candele.
Sono dipendente dal cirashi di salmone, dalla mia carta di credito, da net à porter e dalle fotografie.

Ecco.
Buona fine di domenica.

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4 Comments

  • A...nonima says:

    …e io sono Otta dipendente!le tue cremine, i tuoi bagni coccoli e la tua casetta caldoprofumosa fanno della tua immagine una Cherry Merry Muffin, una Polly Pocket di quelle che nn si sà come profumavano la scaatola dei giochi di noi bimbe nate negli anni ’80…
    Quando vincerai il tuo 1° Bloggy Award, io sarò in prima fila a fare clapclapclap 😉
    Buona serata <3 <3 <3

  • Anonymous says:

    Uh che elenco delizioso! Che dire? Ad ogni riga mi veniva da dire anch’io! Le cose che hai elencato sono un dolce miscuglio di tenerezza e leggerezza. Semplicemente una coccola!
    Buona settimana
    Valentina

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