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Cosa faresti se non avessi paura?

Cosa faresti se non avessi paura?

Così Sheryl Sandberg, primadonna dello Staff di Facebook, su questa domanda, ha costruito la sua vita e la sua carriera: domandandosi come agirebbe se ciò che la blocca dal fare qualcosa non ci fosse, non fosse proprio contemplato nel migliaio di mondi possibili che la nostra mente elucubra e crea prima di arrivare a una soluzione. O al nocciolo della realtà.
Leggo e rileggo e penso.
Un insegnamento per me molto vero è quello che mi elargì Raffaella, la più straordinaria capa che io abbia mai avuto: “chèrie – mi disse – l’unica cosa da temere è la paura stessa”.
A questo, aggiungiamoci una mamma severa e spavalda in tubino Chanel e tacco 12, che tutto affronta e niente rimanda, a volte forse anche un po’ troppo impulsivamente per il mio carattere e il mio modo di vedere le cose – ecco, aggiungici una mamma così, e il coraggio, o quanto meno la grinta per affrontare ogni paura – che farebbe accaponare la pelle a tutti – e ogni battaglia in cui si crede -senza perdere in stile ed eleganza- viene.
Se rifletto sulla mia vita, ad ora, non c’è mai stato nulla che io non abbia fatto perchè bloccata dalla paura: ho sempre tirato fuori il carattere, a volte con molta fatica, altre volte con facilità, altre volte ancora creandomi e inventandomi un coraggio che non faceva proprio parte di me, ed ho sempre affrontato, magari sbagliando, magari sfracellandomi qualche osso, tutto ciò che la vita mi mette davanti.
Si certo: ho paura di scarafaggi e ragni, e avventurarmi in anfratti polverosi mi incute una certa ansia.
E poi c’è la paura della perdita, la paura di non essere in grado di…, la paura di mangiare carboidrati in pubblico, la paura di sbagliare abbinamenti di colore, la paura di non essere mai abbastanza, la paura di non sapere tirare fuori da un uovo e della farina la ricetta che tanto si è letto e studiato, la paura di lasciare un lavoro certo per uno incerto.
Ma se stessi a dare retta a tutte queste paure, la mia vita cosa sarebbe?
Chi salvò la mia mamma da un ragno peloso a Lanzo, usando una scopa con sopra legata da un foulard di seta una scarpa? Io. Chi ha sfidato gli angoli bui del garage per caricare in macchina le gomme da far cambiare?Io.
Insomma, di necessità virtù.
Poi #certezzebis: è ovvio le mie paure sono lì, e quando mi trovo a fronteggiarle, la prima reazione – qualora la paura non sia quella del buio, e allora lì altro che fronteggiare: accendo la luce, mi aggrappo a Mimmo e basta – è appunto, un’invasione di angoscia atavica. Ma poi, comunque sia, cerco di trasformarle in ansie, più che lasciarle a paure.
Eh sì, perchè di buono nell’ansia c’è che ti costringe ad agire.
Comunque tutto ciò per dire che, e cito il bravo Massimo Gaggi del Corriere della Sera, Sheryl incalza le sue colleghe, invitandole a non tirarsi indietro, a non farsi frenare dalla condizione femminile, a puntare in alto. Lei stessa, che ha due figli, una femmina di sette anni e un maschio di cinque, si propone come “role model”: una donna in carriera che scelse di diventare madre poco dopo l’inizio della sua esperienza professionale a Google. Non tutti l’ammirano: c’è anche chi sottolinea che, oltre che brava, Sheryl è stata fortunata ma ha avuto un apripista d’eccezione (l’ex presidente di Harvard ed ex ministro del Tesoro Larry Summers). E poi, avendo un marito ricco, fin dall’inizio ha potuto reclutare senza problemi persone che l’anno aiutata in casa e ad allevare i figli.
Tutto vero, ma la sua condizione privilegiata non toglie forza alle parole che ha pronunciato, ad esempio, davanti alle studentesse del Barnard College:
“Ho una scritta in ufficio: cosa faresti se non avessi paura? Io vi dico: è vero, la fortuna aiuta gli audaci. I vostri desideri non devono essere schiacciati dai vostri timori”.

E questo va applicato a ogni settore della nostra vita, mie care Otta’s girls.
I vostri desideri non devono essere schiacciati dai vostri timori.
Che si parli di un cambiamento di lavoro, che si parli di un cambiamento di vita, che si parli di osare un abito che proprio proprio proprio non ce lo si poteva nemmeno immaginare di avere la forza per comprarlo, eppure ora è lì, nell’armadio e al diavolo chi dice che è un troppo osare.

Chin up!Testa alta, Sorriso e Coraggio: questo è ciò che ci rende Lady, Cool e Ricordabili ( neologismo da me inventato, ma che spero riassuma bene quello che intendo, ndr).

Ed ora, alcune riflessioni in ordine sparso.
  • Miuccia rules. Un’altra volta, Miuccia Prada ci lascia attoniti e sorpresi, ci fa mormorare e sperare di poter scrivere, anche noi, un libro, ma questa volta intitolato “vestivamo alla Miuccia”. perchè si, lei è un genio. Amen. Assunto. Punto.E si, a me il viola pervinca piace assai e quella pelliccia, anche se io ho un’anima eco, ecco: quella pelliccia mi piacerebbe possederla. Chiamami frivola. Chiamami futurista. Chiamami come vuoi. Ma a me quella pelliccia piace e forse non la metterei,perchè lavorare per Stella e indossare pellicce è un po’ come disprezzare il piatto doive si mangia, ma le mie nipoti, sì, le bambine di Irma e Carlo, ecco, le mie nipotine potrebbero indossarla quando io sarò passata a migliore vita e dire che era della nonna, quindi vintage, quindi nessun crimine è stato commesso dalle loro bellissime manine sante. La spruzzerei del mio profumo, così come la mia nonna ha fatto con il suo astrakan lasciatomi in dono et voilà. la storia che diventa tradizione e leggenda. Questo film girato da Polanski per la nuova adv di Prada è semplicemente geniale. Miuccia mia, se dopo Irma verrà una femminuccia, potrei anche pensare di chiamarla come te, in tuo onore!
  • I’ll go back to Manhattan. Oppure anche: Leaving NY never easy.O ancora New York New York. Così cantano i cantanti. E questo è come Woody, prima di rovinarsi con To Rome with love, descrive questa meravigliosa città. Per tutti noi nostalgiche che amiamo ogni telefim, movie, canzone, video ambientato nella grande mela: da Sex and the city a Gossip Girls a Girls, adesso. Enjoy.
  • Nail art. A me le unghie un po’ così piacciono assai. Ecco forse non mi farei le palmine o le stripes, però un cuoricino….troppo kitch?
  • Cosa fare durante notti insonni: tra terremoti e paure del buio, questo weekend non ho chiuso occhio.Ed oltre ad aver usato pinterest come se non ci fosse domani, studiato i libri di cucina, scaricato almeno tre album di musica indie che mai ascolterò, aver visto ogni telefilm che italia uno trasmette dalle 3am alle 6am, compreso un thriller very 80s con, nientepopodimenoche, una Serena Grandi ai suoi tempi d’oro ho anche trovato un sito molto divertente che vi consiglio: http://www.incrediblethings.com/
  • oggi leggevo un articolo: elencare tre cose che vi fanno felice. Solo tre. Quindi di primo acchito io direi: un bellissimo mazzo di peonie, le lenzuola pulite e croccanti , i chocolate chip cookies americani che compravo in scatole bianche nei deli di NYC e che non ho mai più trovato.
  • Lo sapevate che la regina Elisabetta ha solo scarpe comode?La mia favolosa amica Kit, all’anagrafe Martina Marchiorello, ha scritto un bellissimo articolo per D nel quale indaga e scopre dal suo personale sarto, tale Stewart Parvin, che “Le calzature di Elisabetta II devono essere immediatamente comode, la Regina non può essere costretta a dire “sto scomoda, non posso camminare” quindi c’è una persona che usa le scarpe prima di lei e le ammorbidisce” . Spiega sempre Parvin “Esiste un archivio dove ogni abito è catalogato, precisando data e occasione d’uso, per assicurarsi che non si verifichino gaffe o ripetizioni.” Continua il sarto “Sua Altezza ha una temperatura corporea molto bassa, non “traspira” e quindi difficilmente sgualcisce gli abiti”. Tradotto dalla mia sempre più favolosa amica Kit: la Regina non suda. E non ha le vesciche. Ecco i veri privilegi di una vita da Regina.. Per leggervi tutto l’articolo: http://d.repubblica.it/argomenti/2012/05/22/foto/elisabetta_moda-1041058/1/
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19 Comments

  • Anonymous says:

    Tutto potevo immaginare tranne Ben Kingsley nel video Prada…ho guardato bene perchè non pensavo fosse lui, sempre così “impegnato” ma devo dire che è fantastico anche in questa clip, grande!

    Grazie per i tuoi consigli nella prima parte del post, quanto mai attuali! Nina

  • A....lessandra says:

    CHE POST m-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-o-o-o-o-o-o-o!!!!
    Letto tutto d’un fiato!

    Ultimamente rifletto molto sul fatto che le paure di non avere un lavoro certo me ne abbiano fatto accettare uno non consono ai miei sogni…
    La paura di non avere il visto non mi abbia trattenuta a NY un altro pò…
    La paura di perdere il mio castano lucente, non mi abbia mai fatto provare lo schatusch…

    ma è anche vero che la paura ti fa fare cose che altrimenti non avresti fatto:

    la paura di perdere i miei genitori, sempre più anziani di quelli delle mie compagne (essendo arrivata dopo tanti anni), me li fa godere ogni giorno e ringraziare Dio che stanno bene…
    la paura di aver avuto un carcinoma e averlo superato, mi fa vivere la vita apprezzandola ogni giorno, che piova o che ci sia il sole!
    la paura che avevo all’inizio della mia storia con Amore,di perderlo, mi fa apprezzare ogni giorno il suo Amore per me!

    ecco la paura, a volte serve!
    quella dei ragni e del buio no,ma sei hai Giò di fianco, serve a stringerti a lui una volta in più! 😉

    Anche io chiamerei la mia bimba Miuccia, sarebbe super chic appena nata! 🙂

    ti voglio bene stellina!
    <3

  • Francesca says:

    Che bello questo post…
    tutti i giorni, da quel maledetto 20 gennaio, mi trovo a convivere con la mia “SPada di Damocle” (come la chiama il mio papà(, sulla testa, o meglio, DENTRO la testa.
    E sto imparando, mio malgrado, a convivere con l’angoscia che sento dentro, che a tratti mi toglie il respiro e che a volte mi sembra che ostacoli la mia vita…
    Poi realizzo quanto sono fortunata e…cerco di scacciare via le paure!
    La cosa positiva di questa esperienza sai quale pè stata? La razionalizzazione di quanto siamo stupidi a dare troppa importanza alle preoccupazioni inutili.
    Dovremmo cercare di vivere la nostra vita nella sua pienezza, senza porci ostacoli inutili..
    A distanza di qualche anno, ripenso alle paure che mi avevano bloccato e ci rido sopra..
    Dobbiamo solo essere forti e cosapevoli del nostro valore.
    Tutti hanno valore, per il solo fatto di esistere.
    Tutti hanno le possibilità di fare, nel proprio piccolo, il proprio “BEST”.
    Senza le paure!

    Ti voglio bene!

  • Francesca says:

    Buongiorno Otta,

    Bellissimo il tuo post!
    La paura e le insicurezze mi hanno spesso bloccato e tenuto a terra. Ora che sono mamma voglio che mi figlio abbia delle ali lunghissime per volare e scoprire che il mondo è meraviglioso! e spero che con lui quelle ali ricrescano un po’ anche a me…..buona giornata!!! Francy

  • Milena says:

    Che dire, tanto paurosa non sono mai stata, forse anzi un pò troppo impulsiva, ma questo non ha portato che gioie! E più che paura, è vero, parlerei di timore, timore a volte di non essere all’altezza, di sottovalutare le mie capacità… ma diciamolo, chi di noi è nato imparato? (come diceva mia nonna?) Ogni paura, ogni timore, sono un passo per migliorarsi, e dopo ogni ostacolo arriva sempre qualcosa di meraviglioso! Come il sole, dopo un temporale!
    Ciao Otta, tvb!!!!

    Milena

    • alice says:

      ciao milena bella!grazie per questo tuo commento.
      anche la mia nonna me lo diceva sempre: mica si nasce imparate!
      per il resto fa tutto un po’ di coraggio e di audacia.
      evviva voi, otta girls. io vi adoro tutte.

  • Anonymous says:

    Buongiorno cara, carissima Alice.
    Post stupendo e ricco, come sempre, di spunti di riflessione.
    Credo di non aver rinunciato a nulla per paura.
    Anzi, fin da piccola ho cercato di affrontare le mie paure, anche facendomi violenza. Mi obbligavo ad attraversare la cantina al buio, a nuotare in mare aperto quando l’acqua è nera e non sai cosa c’è sotto, a saltare dal trampolino piu alto pur avendo paura dell’altezza…..
    Le paure di adesso, di adulta, sono le tue. Quel non essere abbastanza. Abbastanza brava, preparata, simpatica, opportuna….Ma fortunatamente non mi bloccano. Però d’ora in poi rifletterò più a fondo sulle decisioni da prendere…chiedendomi cosa farei se non ci fossero ostacoli di nessun tipo. Un bacio grande a tutte voi, e grazie 🙂

    Elisa

    • alice says:

      ciao dolcissima elisa!
      uuu il mare nero nero nero che paura che fa…quando mi ci devo buttare ho sempre paura..però poi l’acqua salata, la bellezza del mare…mi fa solo dire: per fortuna che mi sono buttata!
      un abbraccio forte

  • Martha says:

    “..Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.”
    Martha Medeiros

    Bello questo post, si… fa riflettere su molto, come dice giustamente Francesca, su quanto banali siano alle volte le nostre preoccupazioni o paure.. bisogna cercare di vivere intensamente, scrollandosi di dosso il giudizio degli altri, che non mancherà mai..ed imparando a dire: machissenefrega se..

    Baciiii❤

  • Elena says:

    Ruba tutti i colori del mondo e dipingi la tela della tua vita eliminando il grigio delle paure e delle ansie.
    Abbandona i tuoi vecchi abiti mentali e vestiti di allegria.

    Omar Falworth, dal libro “Prendere Tutto il Bello della Vita”

    …anch’io attendevo le citazioni di Martha!!!! belle belle belle

  • Stefy says:

    non ho commentato ma sono due giorni che penso a questo post…
    che grande verità!
    bisogna scacciare la paura, e io ne ho tante, di tutti i tipi.
    troppe.
    sono bloccata.
    ma voglio provarci.
    grazie mille Otta… come sempre dici la cosa giusta la momento giusto… ❤
    Stefy

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