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London Calling, part deux. Soffierà nel vento una lacrima.

piccolo cagnolino che si esalta alla vista del polo
Ecco qui: a fronte del fatto che devo trovare un modo geniale per rendere omaggio a Queen Elisabeth ed ad Ascot, ho deciso di raccontare di questo passato weekend London style, per il quale ho messo in loop canzoni solo brit e bevuto solo tè english breakfast per almeno una settimana e oltre.
Comunque: parliamo di abiti eleganti, prati verdi, una campagna inglese abbastanza fredda per essere metà giugno, e la finale del torneo di polo di Cartier.
E inoltre non posso certo farmi scappare occasione per tirarmela un po’ e dire “io c’ero”.
Amo questi happening. Amo, anche se mi fanno sorridere perchè è veramente un circo e partecipare, una tantum, è divertente, ma sicuramente non è la vita reale.
Premessa: Londra, 10°C, forse, sicuramente quelli avvertiti dalla sottoscritta il weekend scorso, che per dare l’idea si era imbarca in shorts di seta per Heatrow.
Quindi freddo.
Ma vabbè.
Mi aspettava un weekend con cugine e zia, certo due gocce di pioggia e qualche brivido non mi avrebbero fermato per nulla al mondo.
E poi l’ho già scritto ieri: mettere un oceano in mezzo tra me e i miei pensieri era un’occasione veramente troppo unica da lasciarsela scappare.
Quindi.
Auntie Daniela, aveva organizzato un weekend pieno di happening: dalla festa di Esquire fino appunto al suo culmine , il torneo di polo.
Che dire?
Non mi poteva certo deludere, e le aspettative erano alte.
Dopo essere atterrata, aver intrattenuto amabile conversazione sul trenino con uno scozzese perché mi indicasse la fermata giusta per giungere a destinazione e aver sorriso a tutti i poliziotti per farmi indicare la strada giusta verso la magione britannica di mia zia, eccomi impegnata a scostare ogni tentativo della suddetta mia zia di farmi ingurgitare una pasta al pesto cucinata anche questa alla maniera inglese.
( apro e chiudo parentesi: io che prendo il trenino dall’aeroporto e non il taxi. Vedi anche sotto: io che mi tuffo a bomba in piscina. Oppure io che bevo vino rosso d’estate senza paura di sudare.Io che faccio shopping da Oviesse. Io che salto le vendite stampa. Insomma, si…sto cercando di spingermi oltre i confini dell’ignoto: d’altronde mi sento che sto affrontando il mio peggior incubo, quindi tutto il resto è dejavue)

Back to us: venerdì sera, 1 settimana fa.
Hey boys, I’m in town.
Dove boys sono il mio amico e collega Edo e il mio amico Albi. Insieme a mia zia e a un suo amico che mi pare si chiamasse Goffrey, ci siamo diretti alla festa di Esquire dove c’era open bar e Alexa Chung come dj.
Povero Edo: cercava di farmi riconoscere tutti i personaggi famosi, ma io nulla. Così, al terzo tentativo andato a vuoto, mi ha dato da bere: quanto meno avrebbe potuto blame it on vodka, sulla mia totale ignoranza su who’s who a Londra.. Vodka, tanta vodka. Perché noi fascion people che vogliamo rimanere magri con vodka e champagne andiamo a nozze. Perché fanno rimanere magri. Sono gli unici alcolici che fanno rimanere magri.
Quindi alè, vodka a profusione…forse tutto questo amore può tornare in vodka?
Ai posteri la soluzione.
A noi l’incognita, ma toda vita, toda beleza.
Quindi, eccoci lì, a ballare e commentare gli outfit degli altri ospiti, che male non fa mai soprattutto se tu sei perfettamente abbigliata con un look della Summer 2012 di Stella McCartney.

in aeroporto, al ritorno.Starbucks, porridge, english breakfast, lacrime e Hello
il tavolo al polo imbandito: peonie!
Rincasati, il giorno dopo, tra zie e cugine, abbracci e lacrime, tè caldi e scones abbiamo camminato tra parchi e Portobello, curiosando tra negozi e bancherelle, comprando gingilli a mo’ di talismani, mangiando pizze e ridendo sulla nostra italianità.
Scovando librerie fantastiche come Books for cooks, ovvero un paradiso per noi foodies e cuochette in punta di piedi: libri libri libri solo di cibo ricette e cucina. Ovviamente è stato il mio shopping: “Food: vegeterian home cooking by Mary McCartney” e “Little Paris Kitchen” di Rachel Koo.
Pas mal. Anzi, not bad.
La sera siamo andati a un bbq a casa di amici di zia brit directly from Ibiza.
Ho mangiato una meravigliosa steak, ma soprattutto mi sono sentita coccolata: sarà stato il vino rosso, sarà stato il maglioncione di cachemire di mia zia, o forse la doccia super calda piena di schiuma di ambra, o forse l’insalata più buona che io abbia mai mangiato, o ancora il profumo familiare di carne alla griglia, ma per un momento mi sono sentita totalmente estraniata da una realtà che ora come ora si fa fatica a far andare avanti.
Per tornare alla macchina, abbiamo camminato tra terraced house e porte rosse, qualche albero e molto verde: è stato bello.
Siamo corse poi davanti a casa, mentre bevevamo un tisana e cercavamo conforto nelle fiamme di un camino accesso un una notte di mezza estate.
Il panorama all’arrivo ad Ascot
la vista all’aeroporto alle 6am del mattino che mi ha fatto un po’ piangere..
Ma arriviamo a domenica: frenesia da preparativi. Uova fritte e bacon, toast e marmellata, sul balcone che da su questo meraviglioso parco londinese, in un’aria fresca con un sole che quando esce riscalda.
Mattino, esterno giorno: Vivaldi come colonna sonora, e noi a giocare alle Barbie, provandoci abiti che uao.
Io mi avvinghio al Giambattista Valli, faccio sorridere mia zia, e le mie cugine che non capiscono fino in fondo il mio amore per la moda e si sorprendono della mia vastissima cultura in materia.
E la mattina va, in un secondo ci ritroviamo nella macchina che ci porta verso Ascot, e io vorrei concentrarmi sul paesaggio, sul verde, sul momento, ma è difficile, e così mi perdo nel blackberry che tanto c’è un’ora prima di arrivare lì, e se comunque mi dovessi perdere il primo panorama, ho un’altra chance di ripercorrere quei paesaggi al ritorno.
Arriviamo, la portiera della macchina viene aperta, mia zia comincia le sue PR. Io mi perdo a fissare Chelsea Davy, conosco la meraviglia di Astrid Munoz e del suo altrettanto meraviglioso marito giocatore di polo, Eduardo.
Al tavolo intrattengo amabile conversazione con personaggi del jet set brit, per dirla alla Hello mood.
Io e GBV. Un amore da favola
Zia Brit Daniela in Bottega Veneta
Dita!
Barbie Louboutin…quel che mia zia tira fuori dal cilindro
l’invito con tanto di bracciale…
Ecco: così tra una Regina che incoronava il vincitore, una tartina al salmone, un po’ di champagne e qualche goccia di pioggia, il pomeriggio è volato, e ci siamo ritrovate a mangiare una pasta con le zucchine davanti a un camino, sorseggiando Shiraz e abbracciandoci, promettendo che non avremmo fatto passare ancora così tanto tempo per stare un po’ insieme. Promesse che volano. Ma che è ok così.
La mattina dopo, sveglia alle 5am, tutte di corsa verso svariate destinazioni: io Linate, mia zia Parigi, le mie cugine Malpensa.
Ho passato le prime ore del mattino a sorseggiare un tè rincuorante guardando la pista di atterraggio, comprando contorni occhi e trucchi di Bobbi Brown e sperando che tutto ciò che nella mia vita non sta andando come vorrei, presto torni a essere la meraviglia che sorprende e consola.
L’aereo è partito, e un’altra settimana è passata.
E questa sera, ho proprio bisogno della mia famiglia, accanto.
Dopo una giornata in piscina, giornata un po’ pigra… dove piscina è profumo di tuffi, biscotti al cioccolato e un po’ di vino bianco fresco.
Così.
We’ve got some straightenin’ out to do I must take the baby steps.

Fairytales don’t always have a happy ending, do they?

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12 Comments

  • Stefy says:

    … io stavo per spegnere il pc quando ho visto il tuo post su fb…
    che bel weekend! che bella atmosfera british!
    dai Alice! dai!
    io tifo per te. tifo per il tuo cuoricino che è fortissimo.
    tifo affinchè quel GBV diventi tuo perchè hai un sorriso bellissimo e due occhioni sognanti in quella foto, ed è di nuovi sogni che hai bisogno.
    così… con semplicità..
    buonanotte, io sono a casa sola soletta… e fa caldo… troppo caldo…
    Stefy

  • A...lessandra says:

    Datemi una A
    Datemi una L
    Datemi una I
    Datemi una C
    Datemi una E
    Datemi altri post così di ALICEEEEEEEE!!!!
    Saremo le tue cheerleaders del cuore…sempre!!!
    E post così…nn esistono in nessun altro fescion/food/photo blog!!!tu sei UNICA <3

    Sogni d’oro stellina

  • Roberta says:

    Tesoro bello, ecco qui un’altra delle tue cheerleaders, felicemente stupita di trovare un tuo post nel weekend!
    Alice, non so se la scrittura stia rappresentando per te una terapia, ma tu sei nata per scrivere. Hai una capacità unica di esprimerti, raccontare, coinvolgere, trasmettere emozioni. Leggerti è bellissimo, sempre.
    Un abbraccio e buona domenica, Roberta.

  • Sara Bertoni says:

    SEMPRE, OVUNQUE, INCONDIZIONATAMENTE. ti voglio bene !!

  • Elena says:

    che dire Alice, concordo naturalmente con le ragazze, ormai siamo diventate ripetitive negli apprezzamenti sulle tue doti e qualità ma forse in questo periodo difficile hai forse più bisogno di prima di sentirti dire quanto sei speciale….quindi forza ragazze riempiamola di complimenti e coccole “virtuali”!!!!
    buona domenica a tutte e a te Aliciotta un abbraccio forte forte….

    p.s.: ops dimenticavo: è bellissimo questo post, mi fai vivere cose che nella mia vita “normale” di mamma, casalinga, giardiniera e tuttofare non mi sognerei mai di vivere, grazie!!!

  • GiorgiaEugenia says:

    Che meraviglia trovare un tuo post a fine weekend, mi fa quasi dimenticare che è già lunedì!

    Londra è fantastica, ci sono stata settimana scorsa, proprio due giorni prima di te, per la laurea della mia migliore amica. Ogni volta mi innamoro di questa città, dell’english breakfast con scrambled eggs on toast, delle uniformi dei ragazzini che vanno a scuola, di Borough market, di quell’accento deliziosamente brit e del suo clima uggiosetto.

    Mi unisco al coro dell’Otta’s cheerleading team: Non dimenticare mai che sei una persona speciale e meravigliosa, niente e nessuno riuscirà a rubarti lo sparkle che ti fa brillare gli occhi. Forza, forza, forza, noi siamo tutti dalla tua parte ❤❤❤

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