Parigi e le sue cipolle – From marieclaire.it avec amour

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Julia Child

Vino.

Ieri sera avevo bisogno di vino.

Tanto vino, quel vino rosso corposo che scalda anima e cuore e che i francesi sanno fare così bene.

Un bordeaux nello specifico.

Che potesse scendermi nelle membra e farmi passare la nostalgia.

Dopo aver lasciato tutte le valige nella casa che ho affittato per questa maratona modaiola, mi sono diretta all’Ile St Louis, al ristorante St Regis, in assoluto uno dei miei posti preferiti.

Coperta sulle gambe, i miei commensali ed io abbiamo deciso di mangiare all’aperto, nonostante e soprattutto per godere di questa aria frizzantina, dell’odore della pioggia e della musica che solo i marciapiedi di Parigi sanno suonare.

Dopo aver ordinato da bere, la mia mente ha iniziato a vagare e mi sono ritrovata a pensare a Rachel Koo e al suo nuovo libro sulla cucina francese.

“la piccola cucina parigina” è appena stato pubblicato da luxury books, è nella mia wish list,

Lei, Rachel Koo è deliziosa: cordon bleu e una piccola cucina che sembra uscita da una favola.

Seguivo da un po’ il suo blog e quando ho saputo che la mitica Csaba avrebbe pubblicato in italiano il suo libro…sono andata in guizzibiglio.

E oggi abbiamo una sorpresa per voi lettrici della vostra gipsy: se usate questo codice (LB10%MCIT ) e andate sul sito www.luxurybooks.it avrete uno sconto del 10% all’acquisto di questo piccolo capolavoro culinario.

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photo courtesy David Loftus
Premessa: io amo la cucina francese.

Tutta.

E amo le cipolle, amo come i francesi mixano ingredienti e questo gusto antico e sofisticato che riescono a dare a ogni piatto.

E non posso esimermi, appena arrivo qui, dal prendere una sana zuppa di cipolle, che tra l’altro mi ricorda tanto la mia mamma, quando me la faceva trovare al rientro da scuola, in inverno, sul calorifero per far si che si mantenesse calda.

Ecco quindi le ricette, insieme alla creme brulè alla cipolla, by Rachel Koo.
Zuppa di Cipolle della mia mamma

Ingredienti per 4 persone:
kg. 1 di cipolle bianche,
1 litro e mezzo di brodo di carne,
gr. 100 di burro,
gr. 120 di fontina grattugiati,
pane baguette raffermo,
1 cucchiaio di farina bianca,
sale e pepe.
Sciogliere il butto in una casseruola e , dopo aver affettato le cipolle, unirle al burro, e cuocere a fuoco basso mescolandolo spesso e facendo attenzione che non rosolino o prendano colore
Dopo circa mezz’ora,aggiungere un cucchiaio di farina e sempre mescolando aggiungere il brodo bollente.
Cuocere fino a che le cipolle risulteranno morbide, quasi una poltiglia, quindi unire tutto il brodo rimasto e continuare la cottura per farlo ridurre un po’.
Nel frattempo, affettare il pane cospargerlo con un po’ di formaggio grattugiato e farlo tostare in forno fino a quando il formaggio si sarà sciolto.
Disporre sul fondo di una zuppiera grande o di 4 zuppierine individuali, che possano resistere al calore del forno, una parte delle fette di pane e ricoprirle con la zuppa di cipolle.
Aggiungervi sopra il rimanente pane e il resto del formaggio e porre la zuppiera o le zuppierine in forno caldo a gratinare.
Quando in superficie si è formata una croccante crosticina dorata toglierle dal forno e servire subito.
photo courtesy David Loftus
Crème brûlée alla cipolla di Rachel Koo

Di solito non penseresti di aggiungere le cipolle ad una crème brûlée, ma a sorpresa le due cose si abbinano alla perfezione.

La lenta cottura a fuoco basso fa emergere la dolcezza naturale della cipolla, che si sposa benissimo con la base cremosa, mentre il formaggio dà al piatto un elemento salato.

Ingredienti per 4 porzioni

4 cipolle grandi (circa 350 g)

1 noce di burro

450 ml di Calvados

275 ml di crème frâiche

175 ml di latte

5 tuorli d’uovo

50 g di Groviera o di Comté stagionato, grattugiati

sale e pepe

Per la copertura di caramello

30 g di zucchero

30 g di zucchero di canna grezzo

Taglia le cipolle a fette sottili e cuocile con il burro in una pentola grande per 10 minuti o finché sono dorate. Aggiungi il Calvados, e cuoci per 10 minuti o finché evapora, mescolando spesso per impedire alle cipolle di bruciarsi. Aggiungi la crème frâiche e il latte. Fai bollire, togli la pentola dal fuoco e lascia riposare per 30 minuti.

Preriscalda il forno a 110°C. Versa la crema in una padella attraverso un colino, e spremine il più possibile dalle cipolle, poi scartale. Batti leggermente i tuorli d’uovo in una ciotola grande, poi amalgama il formaggio. Fai bollire la crema e unisci il composto di tuorli, mescolando. Infine insaporisci con sale e pepe. Distribuisci l’impasto in 4 piccole pirofile da gratin basse (13 cm di diametro), e mettile in una teglia profonda. Inforna la teglia e riempila d’acqua tiepida fino a metà dell’altezza delle pirofile piccole. Lascia cuocere per 30-40 minuti o finché la crema è soda lungo i bordi ma ancora un poco molle al centro. Togli dall’acqua le pirofile e lasciale raffreddare prima di coprirle con pellicola trasparente (senza che questa tocchi la crema). Refrigera per 4 ore o tutta la notte (si conserveranno per 4 giorni).

Appena prima di portarle in tavola, prepara la copertura al caramello. Togli la pellicola per controllare se si è formata della condensa sulle creme, e nel caso appoggia piano della carta assorbente sulla superficie per assorbire l’umidità. Mescola i due tipi di zucchero e spolverizzane uno strato abbondante e regolare su ogni crema. Poni le pirofile su una griglia metallica. Tieni una torcia per caramellare* a 10-12 cm di distanza dallo zucchero, e muovila in modo lento e regolare fino a un attimo prima di raggiungere la doratura che desideri (lo zucchero continuerà a bruciare per qualche secondo dopo che avrai tolto la fiamma).
Oggi mi trovate anche qui:
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13 Comments

  • A....lessandra says:

    A-D-O-R-O!!!!!!!!!!!!!!!!!
    tu a Parigi sei una super chou chou!!!!
    aaaaah…che profumo il bordeaux con le cipolle, e la pioggia e tutte quelle erre vibranti nell’aria!
    aaaaaaaaah!

    bisoux <3 chérie

  • Elena says:

    Alice cara, che ricordo la zuppa di cipolle!!! anch’io tornando a casa da scuola ne sentivo già il profumo sulle scale di casa..purtroppo da quando mia mamma è mancata non l’ho più mangiata, potrei provare a rifarla ma immancabilmente quando ci provo le pietanze non hanno lo stesso sapore (ultimamente ho provato a rifare la mitica “polenta uncia” che tante volte abbiamo mangiato a Lanzo davanti al camino), ma non è la stessa cosa….
    vedo che a Parigi va tutto bene…(ma quando ti riposi un po’??), ma quella famosa “capa” che avevi così terribile di cui ci parlasti è sparita?..spero di si!!

    p.s.: oggi festeggiamo 20 anni di matrimonio,chissà stasera maritino dove mi porta..speriamo bene
    bacioni Elena

    • alice says:

      uuuuu la polenta uncia, adoro!
      che voglia che mi hai fatto venire.
      come sono andati i tuoi festeggiamenti?che meraviglia…facci sapere.

    • Elena says:

      indovina un po’: alle 20.00 stavo ancora preparando la cena a mio figlio che tornava dall’università stanchissimo, alle 20.30 mia figlia voleva che l’assistessi nel compito di italiano…alle 23: io e maritino addormentati sul divano sotto la copertina…questo per me è festeggiare: essere felici di quello che abbiamo creato in ventanni dopo alti e bassi e vedere i nostri figli crescere bene e diventare due belle persone..

  • Elena says:

    Ali, il link di Marie Claire non funziona!!!!

  • Martha says:

    Sento il profumo che invade già tutta casa mia..mmmm, che bellezza!
    Grazie chèrie anche per il coupon!
    buona giornata parigina

    baci
    Martha

  • Elena says:

    Alice e Martha:

    ho letto una poesia di Emily Dickinson, si intitola Autunno:

    “Sono più miti le mattine

    e più scure diventano le noci

    e le bacche hanno un viso più rotondo,

    la rosa non è più nella città.

    L’acero indossa una sciarpa più gaia,

    e la campagna una gonna scarlatta.

    Ed anch’io, per non essere antiquata,

    mi metterò un gioiello”.

    Bella vero?..ed è di fine 800, niente cambia vero??

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