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Allegra e Viola. Funky mamas

ALLEGRA E VIOLA, FUNKY MAMA



Allegra: una donna forte, una donna bella, di quelle bellezze che ti catturano con uno sguardo, fatti di scintilla.

Una donna che ti attrae con la sua ecletticità, con un fascino speciale che sa di buono, di forza, di coraggio.

DI sorrisi, per tutto, e nonostante tutto.

Con la forza che solo noi donne riusciamo a tirare fuori, nei momenti più difficili, una forza che nemmeno si pensava di avere, una forza quasi tribale, antica.

E che ti permette di andare avanti e di farlo così bene e meravigliosamente che rende la vita il miracolo quotidiano.

E viola, la sua piccolina, ha i suoi stessi occhi, il suo stesso sorriso, il suo modo buffo di posare nelle foto, le faccine incantevoli che solo le bambine speciali hanno.

Allegra ha un blog, che aggiorna quotidianamente, da Londra.

La trovate qui:

Allegra è mamma di Viola, ma anche di Orlandino, che ora è il piccolo Angelo che protegge dal cielo la sua sorellina.

Trovare un senso a qualcosa che non si riesce proprio a capire, andare avanti, e ricordare. La tua perdita è la più dolorosa che una persona, un essere umano, possa mai affrontare. Ti va di parlarne?

Per una madre perdere un figlio appena nato, è qualcosa che va contro ogni legge della natura. Si scatenano, dentro di noi, reazioni umane e animali che non siamo preparate ad affrontare. L’istinto che ci porta a desiderare in nostri figli, a crescerli, a proteggerli, a progettare una vita con loro, resta lì, appeso nel vuoto, senza più un motivo di esistere. E noi con lui, vuote e inutili. Eppure, da questa tragedia, ho tratto tanti insegnamenti. Come il capire, ad esempio, che la morte fa parte della vita e che per questo va accettata. Che siamo persone fortunate per le circostanze in cui siamo nati e cresciuti e che forse, ogni tanto, dovremmo dedicare più tempo e spazio a quello che già abbiamo. Suona così banale dirlo, e nessuno di noi si sofferma realmente su questi piccoli principi, ma sono alla base della serenità di ognuno di noi. Certo, nessuno potrà più renderci Orlando, ma è grazie a lui che posso scrivere e dire queste cose. In Italia inoltre, non esiste alcuna comunicazione inerente ad associazioni che aiutano i genitori che hanno perso un figlio. Noi siamo stati fortunati ed abbiamo trovato CiaoLapo http://www.ciaolapo.it/ una onlus al pari della Fondazione Bill e Melinda Gates, con pubblicazioni su The Lancet. Persone preparate che cercano di istruire noi, colpiti dalla tragedia, ma anche e soprattutto il personale tecnico degli ospedali come ostetriche e ginecologi, anch’essi sprovvisti di esperienza quando si tratta di dover affrontare la morte pre e post partum. Per decenza non racconterò la mia esperienza nei dettagli, ma sappiate che nessuno, persino in terapia intensiva, ha avuto quello spessore umano, la decenza, l’eleganza, l’educazione, la civiltà, chiamatela come volete, di mettersi nei nostri panni, o anche solo di guardarci negli occhi, o di guardare Orlando quando non era più vivo, ma un bambino morto. Queste parole in Italia, shoccano e non si possono utilizzare perché “non suonano bene”.

Quando ti sei sentita mamma per la prima volta.

Mai in realtà. Non sono particolarmente materna, mi sento sempre molto quello che sono e che sono stata per trentacinque anni, non quello che sono diventata, cioé mamma e moglie. E’ anche una questione di ruoli, che accetto con grande difficoltà. Io sono io, Allegra, mamma, moglie, amica, sorella, fidanzata, giornalista, blogger.

Cosa sogni per viola?

Tanta apertura mentale, trovare una sua passione, e voglia di viaggiare, curiosità, voglia di conoscere il mondo.

Trasferirsi in una nuova città con una nana di 4 anni. Cercare di farla divenire cittadina del mondo, ma lasciarla ancorata alle sue radici. Trucchi e segreti

Purtroppo (per me che ci sono stata incollata per 6 mesi!) il trucco è sempre e solo uno, ed è quello di proteggerla, starle vicino, farle vivere quest’esperienza in modo sereno, così come la stiamo vivendo noi. Non potrei mai forzare una situazione, sarebbe controproducente. Se sono tranquilla io, lo è lei. Non è stato difficile, anche se è stata tolta a tutto il suo mondo di certezze: la casa dove è cresciuta, i suoi nonni, il suo asilo. Ma infondo è ancora una bambina e con me accanto come solido punto di riferimento, qualcos’altro si può anche perdere per strada. La vera fortuna è che i suoi nonni sono molto presenti, specialmente mia madre che a volte si trasferisce qua a Londra per intere settimane.

Qual è la sua pappa preferita.

Senza ombra di dubbio, la pizza e i formaggi in generale, anche i più puzzolenti.

Una canzone per Viola.

Quelle che scrive il suo nonno Nettuno! (mio padre è un compositore musicale oltre che scrittore)

quale viaggio vorresti fare con lei.

Viaggio tanto con Viola, da quando è nata è già stata in Olanda in bicicletta, in Francia per i canali su una houseboat , in Grecia… e ora sempre su e giù con l’Italia. Mi piace viaggiare e nessuna meta è più importante di altre. Mi basta viaggiare e mi mancano ancora tanti paesi da visitare. Vorrei che Viola venisse ovunque con noi come ha fatto sinora.

I must have per i prodotti per Viola e i tuoi must have.

Must have di Viola è l’Ocarina, un mp3 player geniale per bambini con storie e canzoni precaricate e caricabili dal computer, indistruttibile! le tiene compagnia e la fa addormentare. E poi il suo orsetto Coti, che le ha regalato la mia migliore amica Costanza. Forse si chiama Coti proprio per questo, perché Viola da piccola non riusciva a dire Costi. I miei must have da mamma sono i nervi saldi e la pazienza, la gentilezza per spiegare a Viola che quello che succede, va sempre bene se affrontato con intelligenza.

le tre r: rispetto verso te stessa, verso gli altri e responsabilità delle proprie azioni. Come si fa a insegnarlo?

L’unico modo per insegnare è l’esempio. Non ne vedo altri. Parlare serve a ben poco se le nostre azioni non riflettono le nostre parole. I bambini sono persone e come tali vanno trattate. Non mi sono mai rivolta a Viola come ad una bambina che non può comprendere le cose.

come si fa a fare amare il cibo, dalle verdure alla carne, ai propri bambini?

Non si fa. I bambini si sanno autoregolare, hanno ancora l’istinto vivo di ciò che hanno bisogno. Se hanno voglia di hamburger è perché hanno bisogno di ferro. Le verdure servono e non servono. Infatti non piacciono mai. La frutta invece è fondamentale, ed infatti piace quasi sempre. Questo ragionamento non è ovviamente applicabile a dolci, caramelle e cioccolata….
Trovi che lo stato inglese dia più vantaggi alle mamme rispetto allo stato italiano?se si quali?

Gli Inglesi si lamentano di Londra in questo senso, io, rispetto all’Italia, la trovo molto più avanti. Ho scritto una volta un post in cui definivo Londra baby friendly. lo sostengo ancora. Ogni bar o ristorante è attrezzato per accogliere bambini, con fasciatoi, seggioloni, giochi, matite e fogli. Gli asili statali sono completamente gratuiti, mensa inclusa, ed il doposcuola che offre varie attività all’interno della scuola stessa senza obbligare i genitori a scapicollarsi da una parte all’altra della città, costano qualcosa come €3 a pomeriggio. Il governo inoltre da un contributo economico settimanale a tutte le famiglie con figli a carico. Ma potrei parlarvi dei musei, delle strade, delle iniziative sociali, culturali sparse per tutta Londra. Seguo molto Matteo Renzi, perché è l’unico politico in Italia ad aver compreso la reale difficoltà di essere madre in Italia. Ed il suo programma elettorale, prevede anche una riforma degli asili, e delle mense scolastiche. Quindi, donne, fatevi sentire.

I vostri posti preferiti a londra

Hampstead Park dove andiamo sempre a giocare con la migliore amica di Viola, Viola anche lei, la cui mamma è diventata una mia grande ed inaspettata amica.

oggi mi trovate qui:
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10 Comments

  • Alem says:

    Belle che siete! Tutte! 🙂

  • Stefy says:

    bellissima intervista, bellissima mamma.
    mi ha commossa tantissimo!
    un abbraccio
    Stefy

  • Elena says:

    è difficile far finta di niente quando quella frase “non c’è battito” la si è sentita..io ne parlo raramente, forse sul blog è più facile..
    a me è capitato alla decima settimana, e sicuramente quando capita prima della nascita è meno traumatico, debbo dire che la mia ginecologa è stata veramente delicata e mi ha fatto superare bene lo choc ed anche in ospedale sono stata attorniata da persone veramente competenti ed umane..
    ancora adesso quando mi chiedono quanti figli ho rispondo due ma nel mio cuore c’è sempre un posto per quel bambino di cui conservo ancora le ecografie in un libro..ma c’est la vie..e forse la natura aveva deciso altrimenti..

    • alice says:

      Oh elena. Ti stringo a me.
      Grazie per aver condiviso con noi questo.

      un forte abbraccio

    • Stefy says:

      un abbraccio fortissimo alla nostra Elena
      la vita è fatta anche di cose brutte… secondo me servono per farci apprezzare ancora di più quelle belle, che non sono mai scontate!
      Stefy

  • Martha says:

    Belle queste donnine, forti e curiose della vita.
    Grazie per farcele conoscere e per insegnarci sempre qualcosa in più.

    baci chèrie
    (abbraccio virtuale a Elena :*)

    Martha

  • Elena says:

    grazie Ali, Martha e Stefy, l’abbraccio è arrivato…
    bacioni Elena

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