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From Marieclaire.it with love – ..Come a little closer to me..27 sleeps till Christmas

Tip tap. Un corso.
Oppure charleston. Perchè l’importante è ballare.
Un nuovo anello di YSL, magari con la cromatura in argento, così lo posso mettere con le mie scarpe nuove.
Un saffiano, bellissimo, desiderato di Mamma Miuccia (Prada)

il nuovo Ipad Mini.
Una Canon Eos.
Un weekend a Marrakech.
Un risotto di zucca, mele, e sidro.
Un Ruinart Rosè millesimato.
Una fuga in un piccolo hotel coperto dalla nebbia per mangiare poi ravioli in brodo , la sera, e bere un Chianti sincero.
Il libro sulla gastronomia Larousse.
Una gonna di tulle.
Tempo: per sciare, per leggere i miei libri, per abbracciare la mia famiglia, per parlare con i miei amici, per ascoltare poesia,per ascoltare la musica e le emozioni di gioia che vogliono venire ad abbracciarci, per comprare fiori meravigliosi, per impastare, per amare sotto un piumone caldo, quando si amerà ancora.

All I want for Christmas: 27 notti a Natale, e cosa vogliamo?
I desideri non possono e non devono per forza o solamente riguardare oggetti che potrebbero incrementare la nostra gallerie di cose.
Quindi, auto regaliamoci qualcosa che può stare con noi, arricchendoci, senza stancarci mai. Regaliamoci spessori che per i futuri 365 giorni ci accompagnino nel cammino, che possano rendere vera la magia del Natale.
Quindi, il perdono, come primo regalo, primo pensiero, che troviamo qui, nel mio post di due giorni fa.
E poi.
Poi pensiamo a cosa possiamo fare di più.
Basta giustificazioni.
Non possiamo limitarci a dire quanto siamo stati bravi a fare qualcosa, e chiudere per sempre il nostro impegno, limitarlo a un momento.
Auto supportiamoci.
E supportiamo chi amiamo.
Perché solo così tutto questo, tutte le parole, tutto troverà la giusta collocazione.
Perché è sorridendo, abbracciando, baciando, parlando, consolando che colmiamo gli spazi che ci dividono dagli altri, che asciughiamo le lacrime che scorrono e possiamo riparare e ripararci dal dolore.
Quindi e ancora: :tutti abbiamo abitudini, riti e gesti quotidiani che ci fanno sentire protetti, perché rappresentano la nostra comfort zone.
Spingiamoci oltre, perché non è un luogo comune che le barche sono fatte per navigare e non per stare nel porto.
La vera avventura comincia in mare aperto.
Quando l’ancora è tratta e forse si c’è vento, forse c’è pure tempesta, ma noi siamo salde e la nostra corazza è resistente.
Sbarelliamo.
Ridiamo.
Tickle.
Proviamo.
Cadiamo.
E rialziamoci.
Noi, il nostro cuore, è la nostra ricchezza.

Quindi curiamoci: una cena ben servita,anche se siamo stanchi, provati e affaticati da una giornata di lavoro, scalda l’animo perché ci fa sentire importanti.
Tiriamo fuori le migliori posate, le tovaglie di lino e festeggiamo la nostra vita, i nostri trionfi ma sopratutto tutti i nostri insuccessi, che ci hanno reso meravigliosamente come siamo.

Con una torta, festeggiamoci con una torta, una pie che è agrodolce, che riscalda solo per tutte le spezie che sprigiona.

Pumpkin Pie

1 zucca mantovana di 3-4 kg
Pasta brisè
200 gr di zucchero bruno ( 180 gr di zucchero con 20 gr di melassa)
zenzero in polvere
cannella in polvere
noce moscata gratuggiata
chiodi di garofano in polvere
1/2 cucchiaino di sale
180 ml di latte intero
180 ml di panna fresca
3 uova grandi
panna montata

Sbollentate la zucca in un filo di acqua calda. Quando è morbida, frullatela e mettetela da parte.
Scaldate il forno a 200°C, rivestite una teglia da forno con carta forno e adagiate la pasta brisè, che farete cuocere nel forno caldo per 15 minuti, mettendo dei pesi sopra ( fagioli) per evitare che si alzi, e cuocendola nel ripiano più basso.
Nel frattempo mescolate al purè di zucca lo zucchero bruno, le spezie e il sale. aggiungete il latte, la panna, e le uova e con un afrusta mescolate il tutto fino a quando non avrete un composto denso e lucido.
Versate il composto nel guscio di pasta brisè e infornate a 180°C per 30 minuti.
Una volta scaduto il tempo, il ripieno dovrebbe essere gonfio e leggermente crepato ma il centro dovrebbe apparire morbido e tremolante.
Fate raffreddare per un’ora. Servite con panna montata.

oggi mi trovate qui
http://www.marieclaire.it/Cucina/Il-blog-di-Alice-Agnelli
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