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El regalo mas grande

Buon quasi San Valentino.

L’anno scorso ero a sfornare biscotti a cuore,e a zampettare per la cucina con tacco 15 di Laboutin, pensando che quella fosse la vera felicità, che l’uomo che avevo accanto era il migliore del mondo universo e arginando la mia anima gipsy in simil casalinga di provincia per niente soddisfatta.
Gli scenari cambiano perché poi arriva una strana forza che si compiace della legge divina tale per la quale viene punito chi ha le ali e non vola, per dirla alla Jovanotti.

Ma noi abbiamo 9 vite, molti tacchi e parecchi rossetti e nessuno ci fa fuori.
La nostra anima è così bella e il nostro spirito così forte che nessuna lacrima ci scalfisce: ci rende solo gli occhi più belli e luminosi.
Le ferite che riportiamo hanno una bellezza insita rara e gioiosa, di quelle che non ci metti nemmeno il correttore per coprirle.
La dolcezza che trasudiamo non è banale arzigogolazione dell’intelletto, ma pura forma d’arte.

Noi profumiamo come un mattino d’estate quando l’erba è appena stata tagliata e il caffè è nell’aria, profumiamo come un tramonto in riva al mare, di sale e onde, profumiamo di lampone e ti diamo libertà, quella libertà che solo il nostro amore può resuscitare e creare.
baciaci dietro il collo, accanto alle orecchie.

provare per credere.
e chissenefrega di tutto il resto.
tutto il resto è noia.

Siamo un bicchiere di Perrier appena versato, pieno di bollicine e con il ghiaccio triturato dentro, proprio quando stai per morire di sete.

Noi, creiamo dipendenza.
Con tutti i nostri difetti, con tutte le nostre mancanze, con tutte le nostre imperfezioni.

Io ho un sacco di desideri per domani.
Desideri di gesti plateali, credo, come ha giustamente scritto una mia amica di FB.
perché noi accettiamo l’amore che crediamo di meritare quindi è bene iniziare ad alzare le aspettative.
Voglio, e non vorrei. Voglio un Qualcosa che mi faccia cambiare idea sul fatto che giovedì sia un semplice giorno di conference call alle 5 di pomeriggio e spartiacque che segna la fine di una settimana intensa, ça va sans dire, pre show e fatta di seating e fashion GPS da ri editare circa mille volte che tanto non va mai bene.

Tornando ai gesti plateali.
Cosa vorrei,per esempio, domani:

ortensie bianche. o peonie. o ranuncoli. niente rose, non mi sono mai state simpatiche, tranne che nelle creme da notte e nei tonici.se mi devi dire che mi ami, dimmelo guardandomi negli occhi e non affidarlo al linguaggio dei fiori, che sai mai, io sono un po’ stordita, posso fraintendere e sono stanca di fraintendimenti. E poi mi piacciono i sussurri nelle orecchie. i love the little dirty talks. if you know what i mean.
un abbonamento a sake mojiti.
una fornitura di cannoncini della pasticceria Giacomo.
un concerto, magari dei Magic Numbers. o a vedere i Band Of Horses il 14 giugno a Oslo. il che include anche il weekend.
una bicicletta nuova, così che al mattino quando decido che la giornata richiede i 15 cm di elevatura, non debbo trascinarmi il sacchetto cambia scarpe, ma basta che mi metto in sella alla bici e va bene – si perchè io pedalo con i tacchi e cammino rasoterra, ofcourse.
guacamole. datemi una vasca di guacamole.
una maglietta a righe.vabbè questa era facile.
tutto la pre collezione di Celine, e il look rose+tye dye di Rodarte.
la reunion dei Sixpence none the richer.
le mie tonsille sane, di nuovo.
il mare quando è ancora inverno. io+te+basta. anzi forse io+te+vino+focaccia+spaghettiaifruttidimare.
un abbraccio forte, ma senza bacio, perché come scrive la mia adorata alessia,nel bacio ci sono troppi ormoni, invece un bell’abbraccio è una tazza di te caldo confortante e confortevole.è amore.
dimmi che tutto andrà bene. anzi no, non dirmelo.dimostramelo.
una fornitura di lime infinita.
regalami una renna.
regalami un non aver paura: del buio, delle persone, di sorridere e di lasciarmi andare, di nuovo.
regalami un weekend fatto delle tue mani, delle mie unghie rosse, della tua pelle che noi vogliamo le labbra e la carne, come dice J-X.
regalami FabriFibra.
(anche i foofighters vanno bene).
donami un giambattista valli lungo e fluente.
balla that’s my bitch con me.
(voglio essere per te come la Serenella di Minghi )
un abbonamento per pain au chocolat e caffè nero a iosa.
mille whatzup mattutine, pomeridiane e serali, da togliere il fiato e mozzare il respiro, dalla bellezza delle parole.
due confezioni di prosciutto cotto arrosto di Eataly.
una fotografia di un cielo bellissimo da guardare e perdercisi dentro, da sentirne il vento tra i capelli
trovami un nuovo soprannome.

be happy&naked with me.

insomma.
Spara nel mucchio, che qualsiasi cosa dell’elenco qui sopra va bene.

Ma anche no,che noi gipsy siamo semplici… alla fine a noi ci si porta via solo con un po’ di dolcezza.


#sweetfebruary, valentine’s edition
#inlovewetrust
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