Elisa e Linda – funky mama

Elisa e Linda – funky mama

Il bello di questo blog è che mi fa conoscere persone meravigliose.
Il bello di questo blog è che mi mette in contatto con anime belle, con spiriti generosi.
Il bello di questo blog è che è riuscito a costruire una piccola comunità di spiriti dolci.

Il bello di questo blog, siete voi.
Il bello di questo blog è ricevere le vostre email di sostegno, raccogliere le vostre confidenze, e abbracciarvi tutte virtualmente.
Il bello di questo blog è che ogni giorno mi fa alzare e ringraziare: voi, e tutti i Santi in paradiso per avermi dato la forza di continuare anche quando vecchi draghi perfidi hanno tentato di smontarci.

Ed oggi vi presento, fiera, Elisa, con la sua piccola Linda.
#ingirlswetrust.



Quando ti sei sentita mamma per la prima volta?
Non sono mai stata particolarmente portata o brava con i bambini, non mi sentivo molto materna. Poi ho conosciuto Lui e il desiderio di un figlio è nato da solo, fortissimo. Ho desiderato Linda e mi sono sentita mamma fin da subito, alla vista della seconda linea rosa, debolissima..Mamma a modo mio, ovviamente, poi ho dovuto – come tutte – imparare sul campo e distinguere la vita vera dall’immaginario.

Che cosa sogni per Linda?
Molto banalmente, sogno che possa crescere serena, libera di scegliere cosa fare, chi diventare. Sogno la felicità. Una vita piena.

Quale viaggio vorresti fare con lei?
Linda ha già vissuto il nostro viaggio di nozze…in giro per il Mediterraneo…mi piacerebbe per ora riuscire a portarla a Malaga, una città dove ho abitato per qualche tempo e dove sono cambiate tante cose, e a Barcellona, dove è nata la magia tra me e il suo papà. E poi quando sarà un pochino più grande mi piacerebbe riuscire a visitare New York insieme a lei, per scoprirla insieme, dato che non ci sono mai stata. Vorrei portarla ovunque…

Una canzone per lei.
Amo la musica, tutta, ogni momento della mia vita è associato, anche inconsciamente, ad una colonna sonora. Mi piacerebbe che imparasse ad apprezzare De André con i suoi testi inarrivabili, Rino Gaetano…ma anche Ligabue e Vasco. Per ora canto con lei Dog Days are Over di Florence and the Machine, ci mette allegria. Non vedo l’ora di farle ascoltare Senza Parole di Vasco, però, da urlare durante i viaggi in macchina…rito liberatorio.

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Un rituale di bellezza da tramandare.
Mai – qualunque cosa succeda – andare a letto senza essersi struccate. Alla sera il viso deve essere pulito con cura, bisogna spalmare un buon idratante. A qualunque ora. Anche quando siamo un po’ brille (davanti a Linda negherò di aver scritto quest’ultima frase: amore, la mamma ha sempre bevuto con moderazione!)

I tuoi must have.
I miei…un balsamo riparatore per le labbra (quello di Sisley è meraviglioso). La crema per le mani all’olio di riso dei Coloniali. Un po’ di blush…dato che ho la carnagione praticamente trasparente. Per il momento i must have di Linda sono salviette e cerotti. E lo smalto e il rossetto di mamma.

Le tre R: rispetto verso te stessa, verso gli altri e responsabilità delle proprie azioni. Come si fa a insegnarlo?

Domanda difficile. Diciamo che fondamentalmente credo nel potere del buon esempio. E’ per questo che penso che mia figlia mi abbia reso una persona migliore. Cerco di esprimere le mie opinioni con cortesia e calma, restando coerente e fedele ai miei principi. Tratto gli altri – e il loro tempo – con rispetto. Cerco di spiegarle che ogni nostro comportamento puo’ influire sulla vita degli altri. E Lui fa altrettanto. Spero di aver imboccato la strada giusta.
In kids we trust: un gioco, un progetto un’idea per rendere un po’ più kids friendly questa città.
Mi piacerebbe cominciare dalle cose semplici. Che gli spazi verdi e attrezzati per i bambini fossero effettivamente “verdi” e più curati…che i bagni pubblici restassero puliti più a lungo di 5 minuti (portare una bambina di 2 anni e mezzo a fare pipì cercando di evitare il peggio dovrebbe essere uno sport olimpico…e io sarei da podio)…insomma tutte cose che con un pochino più di educazione e senso civico da parte di tutti potrebbero essere realtà, non sogno. Se devo pensare più in grande mi piacerebbe che anche qui in provincia arrivasse l’influenza dei paesi nordici…asili nido aziendali, ad esempio. O comunque, asili nido la cui retta non preveda la vendita di organi interni da parte dei genitori.
come si fa a insegnare ai propri figli come stare attenti e guardinghi, ma allo stesso tempo far credere nell’amicizia, nell’amore e nella fiducia verso gli altri?
Altra domanda difficile. Purtroppo mettendoli troppo in guardia rischiamo di creare adulti chiusi ed insicuri. Spingendoli troppo e indiscriminatamente verso tutti, al contrario, si forzano reazioni e rapporti che magari non sarebbero nati ( ho scoperto che i bambini sono molto selettivi). Cerco di osservarla interagire con gli altri, sforzandomi di non intervenire, per essere presente ogni volta che qualcuno le stropiccia un po’ il cuoricino. La sprono a condividere..a scoprire…anche quando ho paura che potrebbe farsi male. Ma di base credo che – purtroppo – dovrà farsi le ossa da sola. Il mio compito sarà consigliare e raccogliere confessioni, e cercherò di assolverlo nel migliore dei modi.
oggi mi trovate anche qui:
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