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Niente paura, ci pensa la Vita, m’han detto così.

Sis’, ci siamo.
Sembra ieri che mi dicevi, seduta sul divano di casa tua, ehy, aspetto un nano.
Un nano che abbiamo scoperto in realtà essere una nana.

E io mi ricordo come se fosse ieri quel momento: quest’estate, proprio quando scoprì che la mia relazione era in realtà un calesse, per dirla alla Troisi.
Proprio mentre stavo perdendomi in valle di lacrime, mi hai preso la mano e mi hai detto, con una naturalezza sconcertante, come se mi stessi dicendo, ehy andiamo a prenderci un sushi, “diventi zia.”
Poi il sushi ce lo siamo preso.
Anzi in realtà abbiamo mangiato una fantastica pasta e bevuto un ottimo vino, e visto che tu sei pazzescamente meravigliosa, sei subito tornata a massacrare l’ex lui, come un soldato alleato, che corre in soccorso della sua brigata.
Niente paura, ci pensa la Vita, m’han detto così.
E mai come adesso questa citazione è appropriata.
Tu ci sei sempre stata, mica me lo dimentico sai?
Abbracciandomi, raccogliendo lacrime, facendomi ridere.
Mi hai seguito a Firenze, tu che non avevi nemmeno ancora toccato il terzo mese, ma non mi volevi lasciare sola…e allora tre giorni di caldo soffocante in giro per Pitti, camminando tra ciottolati toscani con infradito e abitini leggeri in cotone.
Poi c’è stata qualche nausea, un sacco di abitini in dono,il furto del plaid in hotel, che sesoloFerragamosapesse, ma l’obbiettivo era nobile, quindi sarebbe stato fiero di noi, la nascita del tuo blog, ma soprattutto sempre noi: la chiamata mattutina, ogni mattina, e quella serale. Le mille case che mi hai accompagnato a vedere.I sogni che mi hai spinto a ri alimentare. Le frascate che mi hai tirato per aiutarmi a dimenticare.Il tuo sostegno, il tuo appoggio, la tua alleanza, sempre e comunque.
Chiamate e sms inviati da una parte all’altra dell’Europa, come stai tu zia gispy? e tu amica panzona?
E finché siamo amiche, si sta bene, perché dicono che il primo valore di una squadra vincente, è essere una squadra.
E noi lo siamo, una squadra.
Una squadra che ogni tanto piange, che ogni tanto sfora il conto corrente per arricchire il guardaroba di qualche pezzo vintage irrinunciabile, che adora il rossetto rosso e che mangia come due camionisti.

Un po’ come Beyonce con le sue Destiny’s child.
Io mi sto preparando domani a giungere in ospedale facendoti un balletto che se mi vedesse Jay -Z la mollerebbe, Miss B. Arriverò domani attaccata a dei palloncini in elio con scritto il nome della tua piccola.
Ovviamente arrivo di Chanel vestita, che andiamo sul sicuro, che così i tatuaggi sono coperti e magari ci sta anche che un dottore si innamori di me.
Non avere paura.
Il grosso è già compiuto: ho preparato fard e fondotinta, così ti aspetto fuori dalla sala parto, con un blush che ti farà risultare ancora più bella per le foto ufficiali con la nana.
Ieri ho persino sfidato il freddo per fare incetta di tutine e vestitini per la mia Luce.
Ero con il mio amico P., e per distrarlo dalla mia furia nanesca, ho iniziato a chiedergli se lui ne voleva, di nani.

Ah, e giusto per la cronaca: sei bellissima. Così bella che mai ti ho visto.
Ricordati che ci aspetta Formentera a giugno per il mio compleanno, quindi prepara già il Daddy a mollare gli ormeggi e ad abituarsi a cambiare abitini, che per 4 giorni sei solo mia e del mojito.
Nel frattempo io sto già spulciando yoox e net-à-porter, cercando di ingraziarmi gli uffici stampa per trovare il GBV o il Valentino perfetto, lungo e fluttuante, per il battesimo della nostra principessa.
Con tanto di coroncina di margherite e boccoli nei capelli.

Ti voglio bene,assai mucho, e siamo tutti con te: io, le mie MiuMiu e i miei arnesi da cucina.
Pronte a suonare un concerto di cuori e mestoli per voi due, bellissime creature.

Quindi.
Che Luce sia, amica.

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