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Say it to me now.

A noi che la pioggia piace, ma più che la pioggia piace il profumo che ha, piacciono le pozzanghere che così giustificano gli Hunter viola, piace il tè caldo che beviamo mentre incantate letteralmente seguiamo le gocce sulla finestra.
A noi che siamo tatuate e we #superloveit! ma viviamo di pizzi e macramè di Valentino.

A noi che ci piace dire che non esiste happy ending, perché ci sono solo happy starting.
A noi che ci piace Fabri Fibra ma che vedere un uomo in giacca e cravatta un po’ ci piace.
A noi che abbiamo imparato a bere birra e caffè nero.
A noi che ci sono periodi che piangiamo spesso per niente, che sappiamo da quando apriamo gli occhi, con i capelli arruffati come andrà la giornata, a noi che i nostri alti sono alti alti e i bassi, bassi bassi.
A noi che viviamo di ortensie bianche, ma che la bellezza della neve ci fa trasalire e ci fa emozionare.
A noi che ascoltiamo i foo fighters, ma l’unica canzone che effettivamente sappiamo a memoria è “The best of you”.
A noi che cuciniamo con la lavanda, che i soufflé non sempre riescono e che amiamo cucinare vellutate.
A noi che ci piace andare a ballare al Plastic per poter urlare a squarciagola le canzoni di Marcella (Bella) e Patty (pravo) e Viola (Valentino), ma solo i ritornelli che parlano un po’ per noi, e di noi, solo per sentirle più vere.
A noi che piace bere vino seduti a un tavolo, con una candela come illuminazione, e chiacchierare per ore e ore e accorgersi troppo tardi del tempo che è volato.
A noi che ci piace raccontare favole e ascoltare racconti.
A noi che siamo permalose ma con un bacio ci porti via.
A noi che ci fermiamo ad accarezzare ogni labrador che vediamo e sogniamo di averne uno nostro, prima o poi, per portarlo al mare d’inverno, a correre sulla spiaggia.
A noi che fotografiamo ogni cielo, ogni piatto che mangiamo, che vivremmo in magliette a righe.
A noi che la domenica la vorremmo profumata di te, di una felpa oversize dove perdersi dentro, di piumoni bianchi e tartellette alla mela.
A noi che abbiamo imparato ad ascoltare nuova musica, intonare nuovi accordi, ricostruirci da capo, dopo che terremoti forti hanno scosso ogni certezza.
A noi che l’estate è la nostra stagione, che siamo gitane nell’anima e basta un po’ di sabbia tra le dita e di sale nei capelli per continuare a sognare.
A noi che mangiamo la marmellata di castagne con il lardo, e che mixiamo maglioni tartan con micro shorts a fiori.
A noi che collezioniamo sassi bianchi.
A noi che amiamo lo smalto rosso e ci sentiamo un po’ nude, senza.
A noi che i plumcake sono poesia pura.
A noi che quando la vita ci basisce corriamo a farci coccolare dal nostro papà un po’ burbero e dalla nostra sorella carroarmato che amiamo come nessun paragone è abbastanza per dire quanto.
A noi che “il vento che ci soffia dentro non ci può spostare.”
A noi che amiamo gli abiti bianchi e leggeri e che quando arriva il caldo non ci asciughiamo più i capelli.
A noi che amiamo l’avocado, le labbra da baciare e la coca cola.

Ecco.
Per noi c’è Glen Hansard che canta al Lime Light, una sera di febbraio in cui aspettiamo la neve, in cui la Corona è fredda ma disseta, in cui mentre ascolti, sogni un po’.
In cui intoni qualche strofa, ma non tutte, che tutte non le sappiamo mica, ma è bello così.

E c’è Glen con i suoi capelli buffi, con la sua voce che spacca e con la sua chitarra, con la sua filosofia spiccia da cantastorie.

Glen we #superloveyou!!!!

#sweetfebruary

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