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Ci siamo.

Ci siamo.

Si ci siamo.
Vediamo se riesco a spiegarlo.

E’ un po’ come quando in quinta elementare ti approcci al primo esame della tua vita, e il tuo papà in macchina ti fa sentire Notte prima degli esami, di Venditti, e tu non capisci tanto, però senti quella cosa che dallo stomaco va su fino alle gote, che ti invade il respiro e infiamma l’orgoglio.

E’ un po’ come quando si sta per decollare in aereo, o per atterrare, che le hostess si preparano a gustarsi un’altra manovra perfettamente riuscita, che porterà tante persone verso nuove avventure o semplicemente a casa.

Oppure potrebbe essere come la prima volta che entri a fare un colloquio, che ti sudano le mani, ma magari quello è esattamente il lavoro che sognavi da bambina e allora ripercorri un po’ tutti questi anni, tutti quei momenti mentre la tua mamma ti obbligava a ripetere le tabelline, mentre lei stirava e tu giuravi con le lacrime agli occhi che mai e poi mai avresti usato quello che stavano cercando di farti imparare a furia di sberle e quattro sulle pagelle.

E’ anche un po’ come quando per un attore si alza il sipario. O come quando tua sorella appoggia la sua testa a te e ti dice che sei la sua forza, e allora tu ti senti investita di un coraggio, di una potenza che supera le barriere del suono e si trasforma in emozione allo stato puro.

Ecco.

Emozione allo stato puro.

Perchè nonostante i passati dieci giorni ci hanno viste rinchiuse a digitare liste e aggiornare emails, nonostante i litigi per i seatings, per la lotta al podio per i fotografi,nonostante forse sono per l’appunto 10 giorni che non si fa un pranzo degno di questo nome, e in mezzo c’è pure la PMS, gli occhi rossi davanti al computer, le serate in cui non esci prima delle due di mattina perchè devi incollare etichette.
Ecco.
Nonostante questo e soprattutto per questo, io sono in fibrilazione.

Mi sento fiera, sento le farfalle nello stomaco al pensiero domani di vedere sfilare quello per cui noi tutti lavoriamo e ci arrabbiamo e amiamo e ci fa emozionare, sognare e credere sempre.

Domani quando le luci saranno pronte e gli invitati seduti, quando la musica partirà, ecco, lì, proprio lì, sarà la pura esibizione del lavoro di una squadra che non smette mai di esserci, che crea, che cuce, che inventa e che detta mode e modi che piacciono e che toccano le profonde corde dell’emozione sublimale, del bello di per sè.

Quindi, Bonne Chance.

A noi, che domani alle sei e qualcosa del mattino, truccate e impacchettate nel nostro involucro migliore, apriremo il cuore a una nuova stagione: di shootings, di lotte per il look numero x e soprattutto di sorrisi. Di giorni bellissimi in cui si sogneranno feste e baci, ovviamente tutte di Stella Vestite.

-1. Ci siamo.

Domani, pensateci un po’.

Stella, Autunno Inverno 2013.
10am, Parigi.
Pronti per rockabilly&lulluby.

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