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Somehow, I love Paris.

Quello che so adesso di Parigi:

che profuma di Mustela e pioggia bagnata e neve appena caduta e curry.

che questi cieli grigi ti avvolgono come un maglione e ti fanno venire voglia di perderti tra musei improbabili.

che le cioccolaterie ti accompagnano lungo la strada verso il lavoro e ti ricordano quante sono le cose buone che esistono.
che il profumo di pollo arrosto al mattino rende croccante la giornata.
che appena metti piede in terra francese senti una necessità impellente e irrefrenabile di Alaia e Pierre Hardy.
che certe persone hanno solo forse bisogno di un sorriso, al di là di ogni frase fatta.
che la cena migliore è fatta da un cinese take away, mangiato dalla mia yaya sister , e con una testina bionda in braccio, frapposta tra me, il piatto e le bacchette.
che Louis dopo il biberon ti scalda il cuore e le mani più di una bull dell’acqua calda.
che la pazienza è una dote che bisogna imparare da subito: imparare ad aspettare, che le cose migliori richiedono tempo.



che sentire la mancanza è bello , ma anche brutto nello stesso tempo e che grazie al cielo il tempo vola e manca poco per dire che manca quasi poco al ritorno.E che non vedo l’ora di poter dire, ecco.
che il vento di Parigi ti entra sotto il cappotto ma spazza via i pensieri.
che il foie gras in certi casi fa più dell’advance night repair.
che sarebbe bello sedermi da Starbucks con le mie parole, le mie idee di ricette e il mio computer e scrivere un libro.
che un abito di macramè di Valentino esaudirebbe un sogno.
che comprerei tutto nelle farmacie francesi.
che mangiare pain au chocolat al mattino è molto bello.
quest’anno il mio sistema immunitario è particolarmente debole – hello raffreddore, once again.
che vorrei vestirmi tutta Dries Van Notem e Carven. Che Carven è il nuovo Balmain. Che Balenciaga con i fiocchi è come avere Courtney Love vestita da Luisa Beccaria. Che gli accessori di Lanvin sono pazzeschi.


che il kyr royal è come l’acqua, e l’evian si usa solo come tonico.
che credo di avere sviluppato un’intolleranza al glutine, il che mi fa una paura ma una paura una paura pazzescamente paurosa: come farò a rinunciare ai financier?E ai macarones?E alle quiches?E sopratutto ai croissant?
che il seating è peggio della guerra tra due mondi.
che gli orsi bianchi sono da proteggere.
che appena torno vado a farmi massaggiare tre ore dalle thailandesi sotto casa.
che bevo succhi dai sapori improbabili: sedano, barbabietola e mela. Ma che davvero?


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1 Comment

  • Anonymous says:

    Non dirlo nemmeno per scherzo Dell intolleranza al glutine amicaaaaaa!!!!se fosse,certo,ti supporterei nello start up,ma pregherò x te che sia solo un periodo nero x i tuoi anticorpi e niente più…!
    Che voglia di Parigi che sai far venire solo tu!voglia di colori e profumi…:)

    Miss u so much

    A…lessandra

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