God is a DJ, life is a dancefloor, love is the rhythm, Honest Cooking is the music.

Quelle sere in cui esci dall’ufficio e tiri un sospiro.

Anche lunedì è finito: puoi deporre le armi e pensare che questo sdoppiamento di personalità che ti fa tribulare quando entri nei perfetti panni della PR milanese, ecco, proprio quello, ora puoi abbandonarlo e puoi finalmente correre tra le braccia di chi ti vuole bene sul serio, mica pizza e fichi.


Si dice che si aspetta tutta una vita per la felicità e tutta la settimana per il venerdì.


In realtà io non mi sento di appartenere a quella categoria di persone che vivono in funzione del weekend, ma devo dire provo un certo scompenso ad ogni domenica sera che si rispetti, quella sensazione di cuore che batte forte e il non riuscire a razionalizzarne il perché.
Però: però c’è un appuntamento, ogni lunedì sera imperdibile.
E‘ una sorta di rito ormai, per me e le mie adorate girls.


Perché fa quasi estate.
Perché si è tutti amici e ci si abbraccia e si beve birra San Miguel.
Perché andiamo lì con un solo intento: talk with strangers, parlare con sconosciuti, che ci fanno ridere e che ci fanno sentire leggere, serene ed esautorate dal contesto.

C’è un posto a Milano che ho quasi paura di svelare tanto è prezioso.
E’ un posto dove la musica trova spazio e si mescola con ottimi vini, birra San Miguel e delizie mediterranee cucinate con dovizia e generosità.

Il loro biglietto da visita è tanto semplice quanto diretto: Viaggi, Robe e Cucina.
Qui comprai qualche estate fa un costume perfetto a righe, un po’ ecrù, che ancora accompagna i weekend un po’ francesi e pigri, quelli dove le righe e il sale dell’acqua sono l’unica necessità.

Qui ti siedi all’ombra degli ombrelloni bianchi e bevi prosecco millesimato su tavoli di legno, dove l’unico decoro sono vecchi giocattoli antichi.
Qui ammiri Milano che un po’ pigra si apre alla sera, e vedi solo sorrisi intorno.

Ogni lunedì poi, Sangue Disken, un po’ etichetta indipendente un po’ indie, un po’ collettivo musicale, organizza una serie di concerti lievi, leggeri e felici, con giovani autori e musicisti che strimpellano divinamente e ti catapultano in un’atmosfera rarefatta tra Goa e Formentera.

L’aperitivo è piatto ricco mi ci ficco, pur nella sua incantevole semplicità: panzerotti caldi, paste con ragù da leccarsi i baffi e da (non) far temere la prova costume, mortadella tagliata a coltello, tarallucci, che le serate migliori finiscono sempre così: a tarallucci e vino.

Nel menù trovi piatti dal nome che deliziano: gnocchi che ridono, ondata di piacere, gattò-mouche, Alici di famiglia – una millefoglie di alici fresche marinate.

Il team è simpatico, alla mano, giovane e disponibile: insomma ti senti a casa. E vieni trattato sempre benone, cosa unica e rara nel panorama cittadino.
L’ambiente è caldo, intimo, raccolto, e soprattutto allegro.
Cucina a vista, tanta roba, per dirla alla milanese.

Io sono sempre lì ogni lunedì, soprattutto adesso che l’estate ci è finalmente amica.

Da non perdere.

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