M** Bun. Slow Fast Food. Honest Cooking

Le banane quando sono mature e diventano un po’ nere ma dolci e morbidi.
Il primo maglione di lana, a ottobre, che pizzica un po’ la pelle.

Quando stai male, e lo racconti a un interlocutore e tutti sembrano avere un rimedio perchè tutti hanno avuto la tua stessa cosa.
Il profumo che esce dalle lavanderie.

I messaggi a tarda notte.

Le sere d’estate, un po’ fosche di caldo, ma che ti danno sollievo dalla giornata appena trascorsa. Quei momenti in cui ti siedi e dici, ecco, la giornata è finita ed ho un po’ le gambe pesanti ma c’è un buon pasto che mi aspetta e una birra gelata che attende solo le mie labbra.

Quando sei in bicicletta e finalmente arriva il parco dove puoi tagliare.

Il primo frutto di stagione.

Il succo delle pesche al primo morso.

Le gocciole al mattino, imbevute di marmellata di rabarbaro e latte di riso.

La sensazione di quando ti infili una maglietta a righe.

Il fard rosa.

Il profumo di cocco dei solari.

Le matite ben temperate.

I regali inaspettati.

L’odore delle tintorie, improvvisamente, quando ci passi davanti.

Ecco: questi collage di piccoli momenti che presi singolarmente sono per l’appunto, solo momenti, ma in realtà racchiudono, come mi piace sempre ricordare, quelle gioie meravigliose e inaspettate che rendono il quotidiano magico.

Così è stato un po’ per me scoprire M**Bun a Torino, qualche settimana fa.

Caldo, caldo e Torino che per me è una Vecchia Signora che accoglie e protegge.

Secondo alcune leggende questa città fa parte del triangolo magico.

Per me Torino è la città di una delle mie migliori amiche, è il concerto di un anno fa dei Coldplay, è Artissima, ogni novembre, come un rito. E’ la città del nostro catering casalingo, che ci ha accolto e ha segnato un evento importante.

Tornando appunto da questa serata, stanche, affamate ma fiere e orgogliose, prima di ributtarci nell’aria della sera e nella musica in autostrada, ci siamo fermare un po’ per caso, un po’ guidate, da questo slow fast food, dove stanno attenti se non puoi mangiare glutine.
Dove hanno una coca cola homemade prodotta a kilometro zero e fantasmagorica.
Dove i nomi dei panini sono tutti in dialetto torinese, la carne è ottima e selezionata e puoi comprare dalla bagna caoda ai grissini tradizionali stirati a mano
Il premiato mastro cioccolataio Lorenzo Zuccarello sforna cubotti, creme spalmabili, gianduiotti.
C’è persino un hamburger vegetariano a base di ottime melanzane.

La loro filosofia: un nuovo modo di nutrirsi e godere il cibo.Ingredienti del territorio da filiera corta. Rispetto per le persone e per l’ambiente e per i ritmi di ciascuno.
Il”ciapa e porta a cà” al posto del take away.

Una semplicità rivoluzionaria.

Design quasi nordico, eppure ti siedi e ti senti fiero che questi ragazzi siano tutti italiani.
Nel sito c’è persino un’agenda con gli appuntamenti da non perdere.

#tantaroba.

http://www.mbun.it/

oggi mi trovate qui
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2 Comments

  • A...lessandra says:

    che teneri che stanno attenti agli intolleranti al glutine!!!è così bello scoprire posti che non ti fanno pesare la tua intolleranza coccolandoti come se fossi una cliente solo un pò speciale! <3

    segno in caso dovessi passare da quelle parti! 😉

    che bella tu in trench!!!che bella luce nelle foto! <3

  • E tu, invece, sei la solita, dolce, delicata, meravigliosa creatura.
    Ed è sempre un piacere leggerti.
    Buona giornata

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