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what rhymes with hug me?

Grazie.

Parto da qui, da questa parola, per raccontare dell’ultima parte delle mie vacanze, in Algarve.
Parto dal profumo di popcorn in un giovedì che sa di domenica e riempie la casa.
Dai risvegli lenti e assonnati tutti insieme, con il profumo del caffè nell’aria.
Dai rientri dalla spiaggia pieni di sabbia e risate e creme e birra.
Dalle serate a cantare canzoni sciocchine con note stonate.
Dagli sguardi di intesa fatti solo di occhiate sagaci e parole sussurrate.

L O V E: scritto da noi. Gipsy è la O

Noi, amici veri, amici più che mai vicini, amici che sono famiglia, affetto e amore.
Una casa, un solo tetto per dieci giorni: la paura di discutere, di non andare d’accordo.
Mai previsione fu così errata: nessuno screzio ma solo voglia di unione, di condivisione.
E tutto in una modalità così naturale, così serena che raramente il significato di felicità si pensasse poteva includere questa eccezione.


3 of us. Guess who.

Gipsy e Lauretta in versione charlie’s angels


Quindi eccoci: tutti riuniti a Lisbona. Chi arrivava da Formentera, chi da Milano, chi da Palma, chi si è fatto un viaggio in macchina di due giorni, passando dalla Francia e dalla Spagna.

Tutti uniti, in un ostello un po’…particolare.
Già il mio nome e la parola ostello nella stessa frase è bizzarra…Eppure.

Eppure tre giorni in cui si parla di meravigliositudine, per cominciare questa avventura tutti insieme, un po’ alla maniera di gruppo vacanze, ci mancava solo l’ombrellino e i cappelli in coordinato quando ci spostavamo.
Su e giù da tram, su e giù dal Bario Alto , alla ricerca di ristoranti gourmandise e musei.
Attaccati alle nostre macchine fotografiche, bevendo litri di succhi freschi, mojito e fotografando la città rosa.

Risate, risate e ancora risate.

Settati tutti in quella modalità del genere che qualsiasi cosa si dica, qualsiasi battuta, diventa gioia.
Problemi?No grazie.

Noi, insieme siamo tutti allineati come soldati alleati, et voilà l’esercito dell’amore è schierato: un esercito di pace, che non attacca mai, ma è invincibile nella difesa e nel supporto.

Gipsy e Giorgio G.

Gipsy che ci ha preso gusto a fare yoga al tramonto

Gipsy e Gianmarco P.

Gipsy e Margherita

Dopo questi tre giorni dove ho scoperto che il museo di Lisbona è meraviglioso,e il suo shop ancora quasi più bello di quello del Peggy Guggenheim, che comprare a suddetto shop gomme da cancellare a forma di sushi da quasi tanta soddisfazione come comprare un paio di Manolo, che veramente in questa città al tramonto tutto diventa rosa, che Belem sa di mare e di saudade, che il Fado mi sconvolge i sensi, che i nata sono veramente così buoni da poter salvare il mondo da ogni guerra e con il latte al cioccolato sono la merenda perfetta, dove mi sono spinta oltre i miei limiti – io+ostello, nella stessa frase…parliamone – e soprattutto dopo essermi innamorata di ogni angolo pieno di queste meravigliose tessere di cotto e porcellana che andavano a comporre mosaici stupendi, abbiamo preso baracca, burattini, valigie e affini e ci siamo diretti verso l’Algarve.

Algarve, quindi: dove ci sono onde giganti, dove le spiagge sono piene di conchiglie enormi e spesse, che sembra che la forza dell’oceano non possa nemmeno scalfirle, ma solo renderle più belle.

Algarve e una casa incredibile, con una cucina grandissima, con un giardino verde dove allestire picnic improvvisati e mai così deliziosi e una piscina che sapeva di tuffi randomici in momenti randomici, Oreo mordicchiati tra un bagno e l’altro, insomma serenità, pura e semplice e naturale serenità quotidiana.

Una parentesi di vita che va a prendere più dello spazio rinchiuso tra le due tonde.
Qualcosa che va oltre il semplice spazio di qualche pagina di calendario dell’Agosto 2013.

la mia adorata cugi, Simona, e Gipsy

noi girls: sara, gipsy, lauretta e margherita

Giorgettino e Gipsy in versione sono in pigiama ma in realtà è il mio outfit da spiaggia, per le strade di Sagres

E poi.

Poi quei tramonti da ubriacarcisi dentro come fossero bottiglie del migliore rosso di un’annata ottima e irripetibile.

Poi suggestioni romantiche mischiate a ossatura solida che così niente può crollare, ma solo essere costruito, cementato e reso più forte.

Il sole era un tuorlo d’uovo perfetto che si tuffava nel mare per creare l’impasto esemplare.
E così: così si ritorna a casa con in saccoccia occhi belli pieni di rosa, abbracci sinceri, risate vere.
E soprattutto con la consapevolezza che sono la ragazza più fortunata del mondo ad avere una famiglia come voi.

Quindi, ancora, mille volte GRAZIE: a voi, a questo agosto e soprattutto ancora e sempre a voi, che solo con voi io mi ritrovo.

Che solo con voi sono finalmente a casa.

A Gloria, Max, Simona, Giorgettino, Laura, Margherita, Sara, Giorgio G, Pietro, Gianmarco P, Gianmarco V.

Lauretta, Gipsy e Max
Lauretta, Gipsy e Margherita
Gipsy e la mia coscienza: la mia Gloriona nazionale.

Ps .

Note tecniche.


  • in aeroporto a Lisbona si muore di freddo ma al terminal 1 c’è pizza hut.
  • i portoghesi sono perniciosi e poco accoglienti.
  • i nata migliori si mangiano qui, a Belem, in questa pasticceria.
  • i nata sono migliori se mangiati spolverizzati di cannella.
  • il leite com ciocolate è più facile da trovare dell’acqua.
  • fate scorte di Les petites Marseilles perchè nei supermercati ne hanno a iosa, di ogni tipo, profumo e genere.
  • qua noi abbiamo affittato la casa: super servizio e meravigliose options.
  • alcune di queste meravigliose foto sono state fatte dalla più brava fotografa che conosco e che abbiamo avuto l’onoredi avere tra noi: Sara Cimino. Qui i suoi lavori.
  • .L’ostello che ci ha ospitato a Lisbona:qui
  • Il ristorante, sempre a Lisbona, che ha fatto da teatro alle nostre migliori cene, ineggiando ad evviva il churros: qui. Leitaria Camponeza.
#diaridiviaggio parte tre.
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