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Di Stella, fiori e di un compleanno.

Sono stati mesi, ore, secondi, minuti così pregni da far dimenticare lo scorrere del tempo. Così incalzanti da maledire ogni attività correlata.

Ma la soddisfazione.

L’adrenalina di questi momenti.

Il senso di coesione e fratellanza che ci ha unito, in una squadra compatta.

Ecco il perché del mio latitare: abbiamo organizzato LA festa dell’anno, e lo dico con soddisfazione e orgoglio e superbia. Si perché è da gennaio che non ci si ferma un attimo.

E’ da gennaio che si lavora fino a tarda sera, si mandano una media di 202 email quotidiane. Si cena con aperitivi rimediati dal Morna, supplicati direi anche, visto tutte le volte che ci volevano rimbalzare, negando così anche l’unico sollazzo di qualche patatina e un mojito sul gran finale. E’ da tre mesi che non riesco e non potevo più programmare nulla, e ogni mia energia era indirizzata all’obiettivo: pensavo ai sacrifici fatti dai miei, a quanto volessi renderli fieri, a mia sorella e al suo sguardo luminoso quando racconta alle sue amiche che ” sua sorella grande lavora per Stella e mi fa entrare alla festa”. Pensavo a quanto avessi scommesso, a quanto non era in gioco solo il mio, di destino o la mia professionalità, ma qui c’era in gioco il futuro di tutti, persino di questo mio angolo di paradiso che mi sono creata e si compie in questo blog.

Insomma, la posta era più che alta.

E ringrazio i miei amici, il mio amore, la mia famiglia: hanno assistito a scene poco consone al mio carattere, hanno visto un’Alice nervosa, paranoica e ossessiva, e nonostante questo, sono rimasti, come straordinarie cheerleaders, accanto a me, facendomi sentire non solo il loro orgoglio, ma soprattutto riempiendo ogni sguardo di affetto e coraggio, quel coraggio che mi è servito e che ho colto a piene mani, per poter portare a compimento questa, che è stata l’impresa senza dubbio più titanica che io abbia finora compiuto.

Abbiamo pianto, abbiamo urlato, abbiamo sudato, abbiamo avuto la tachicardia E alla fine abbiamo avuto Steven Tyler, Margareth Madè e Patricia Urquiola sotto lo stesso tetto di cielo e lampadine, a conversare amabilmente tra Pistoletto e la Lodovini, tutti riuniti a festeggiare la nostra Stella, che come boss è la migliore, e lo capisci quando dice ” I am a big fan of women”.

Che è vero che il primo valore di una squadra vincente, è essere una squadra. E la mia squadra è composta da quelle persone che per me sono anche gli affetti più sinceri: il mio fidanzato, la mia stepmom, le mie migliori amiche, le mie meravigliose assistenti. Tutti riuniti, tutti arruolati, tutti pronti a difendere il nostro operato semplicemente con la meraviglia della concretezza di quello che stavamo realizzando.

Dire a parole quanto sia stato emozionante, ricco e pieno di sorrisi, amore e gioia quella serata, è limitativo.

Vedere arrivare Stella, nella favolosa cornice dell’Orto Botanico di Brera, assistere alle interviste, toccare con mano il frutto di tutto quell’impegno, consce dell’unica verità possibile, ovvero che mi stavo giocando la carriera. E, guess what?

Per la prima volta, sono così fiera e completa nella realizzazione di quello che abbiamo compiuto, che mi sento leggera, e al tempo stesso forte. Di una fortezza inespugnabile, quasi.

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(pictures by Zelda was a writer)

Fa ridere, io così piena di insicurezze, trovarmi a scrivere tutto questo: e ancora una volta è stata la condivisione e l’amore che abbiamo messo in circolo, a far funzionare tutto così perfettamente.

Condivido la meravigliosa intervista fatta da Tamu , che come sempre sono state perfette nel riportare, nel domandare e nel creare il reportage della serata.

E in tutto questo che altro è successo?

E’ successo che ho fatto gli anni, che è arrivato il mio compleanno, e con questa data i fiori, i dubbi e le ansie che ogni 19 giugno porta con se: sto andando bene?a che punto sono i miei sogni?Sono sulla strada giusta per essere quella persona che immaginavo di diventare?

Gipsy, così: come una matrioska, all’interno della quale, se mi apri, trovi tanti pezzi di me, di quello che sono stata, di quello che volevo essere. Sogni, parole e incubi che aleggiano in un fiato, a volte corto, a volte ritmato.

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E allora sono quella che crede che in un album di fotografie vedi solo le foto belle…ma sono le istantanee di tutti quei momenti brutti, che ti permettono di arrivare ai sorrisi immortalati, che ti permettono di costruire muri solidi per far si che ogni relazione possa essere così forte da affrontare ogni futuro.

Sono quella che non cerca la perfezione, perché la realtà delle cose è randomica e non c’è miglior rifugio della meraviglia del quotidiano, dei piccoli lussi che ogni giorno accadono, quelle magie che rendono plausibile lo straordinario: sapere di essere il primo e l’ultimo pensiero della persona che amiamo, ogni mattina e ogni sera. Avere una casa dove tornare, laddove casa è l’agglomerato di cellule che compongono chi amiamo. La solidità della nostra anima, nonostante tutto.

Sono anche quella che vorrebbe poter mangiare sandwich di pan di stelle e gelato alla vaniglia ogni sera, che farebbe un mutuo solo per avere un letto Hastens, che compra piante aromatiche che si scorda di bagnare alla sera.

Sono quella che ama i tatuaggi, che vorrei stelle ovunque e che vedo cuori persino nella schiuma del cappuccio al mattino.

Sono sempre quella che soffre di narcolessia, che mangerebbe vagonate di cinese e che adora i massaggi ai piedi.

Sono pure quella incoerente, che cambia idea ogni due per tre, che predica bene ma razzola male.

Sono anche quella naive, quella che si fida sempre, quella che mai tradisce, ma non raccontarmi segreti, che io non so tenere nemmeno la pipì.

Sono anche quella lì proprio quella così severa con se stessa, così inflessibile negli sbagli.

Quella che è gelosa, compulsiva e raramente collega il cervello con la lingua, facendo uscire frasi spesso poco appropriate.

Sono quella dello smalto rosso, del rossetto rosso, delle creme per il viso e dei 18 tonici struccanti che rimangono aperti per anni senza essere usati, del trucco colato al mattino sotto gli occhi a mo’ di panda, delle superstizioni peggio di oronzo, delle programmazioni precise e dettagliate ma poi che ansia le programmazioni.

Sono quella che ha imparato a bere birra, a portare pazienza, che good things take time e ora lo sappiamo, che non esce mai senza la ricarica del cellulare e che vorrebbe una taglia in più di reggiseno.

Sono anche quella che crede che le più grandi tecnologie resteranno sempre e comunque la voce e gli occhi, che l’amore è trovare ogni difetto e accettarlo, nonostante tutto..è conoscere il peggio di una persona e fregarsene come per dire “ne vale la pena, quindi resto.” Si sono esattamente quella ragazza lì, che vorrebbe urlare che l’amore è esserci, non andare via.

Sono quella che ha imparato che un maglione azzurro non fa di un principe, un principe azzurro. Piuttosto le gentilezza di intenti, lo stare stretti tutta la notte, il volersi ritrovare anche dopo le discussioni più accese, la sincerità e la lealtà d’azione, la leggerezza dei sorrisi e la solidità di intenti. Ecco, questo rende un uomo, il re del reame.

Sono anche quella che spende troppo in parrucchiere e candele, che prega per un santo che venga a riorganizzare il mio armadio e i miei vestiti e che ama fare colazione con le gocciole intrise nella marmellata di rabarbaro.

Sono anche quella che si trasferirebbe domani a Formentera, che crede in Babbo Natale ma anche nel potere dello chiffon e del macramè.

Sono quella che vorrebbe cucinare per tre settimane di fila, in questo momento, senza mai staccare il forno: oh, si, quanto mi sono mancate le mie ricette, i miei libri, i miei mestoli.

Sono tutte e ancora di più.

Ho mille scenari possibili che mi aspettano e in uno di questi vorrei vedere la realizzazione del mio desiderio più grande che non ho vergogna ad ammettere e a dichiarare al mondo: una famiglia tutta mia, che sogno da quando i miei si sono divisi.

– nota a calce e fondamentale: la mia famiglia è straordinaria e non c’è nessun trauma pregresso o carenza che possa aver sentito, perché i miei genitori sono favolosi, la mia stepmom è una donna dai poteri magici e le mie sorelle – quelle di sangue e quelle acquisite – sono i migliori angeli custodi.

Quello che vorrei in uno di questi mille scenari possibili è la realizzazione della complicità di un Amore che decide di restare al fianco di questa Gipsy per sempre, e per sempre non è ancora abbastanza. Vorrei piccole mani paffute da riempire di biscotti a Natale e magari anche un cane, con il quale passeggiare alla sera, per prendere aria quando magari tutto questo potrà sembrare un po’ claustrofobico.

E negli altri 999 scenari, vedrei bene per l’appunto un letto Hastens, un orto fatto di rosmarino e menta, un Valentino, una ceretta laser definitiva così la smettiamo una volta per tutte di inveire due volte al mese con le cinesine di corso Concordia, un libro scritto da me, un corso per imparare a guidare la Vespa, una casa a San Francisc di Formentera, un buono per ogni giorno per colazioni a base di croissant all’albicocca e caffè nero, un gogo tour dell’Islanda, una cena da Noma, un miglior amico poliziotto che cancelli ogni multa che ho preso fino ad ora con la macchina, due nuovi tatuaggi, un biglietto per andare ad ascoltare Beyonce in concerto, cucinare con Alice Temperlery e Patricia Urquiola etc etc etc…

Conscia del fatto che nulla si può programmare, forse come dice mia cugina dovrei solo smettere di desiderare, così che forse poi tutto arriva. Forse.

E allora facciamo che questa pagina, questa sera, diventa il mio scrigno segreto: ora lo rileggo, lo chiudo e non ci penso più. E ci rivediamo poi con il dispiegarsi dei giorni a venire. Con altri sogni, nuovi bilanci e spero, tanti sorrisi e la voglia di mettersi un po’ di più in discussione,sempre, affinché i limiti diventino nuovi traguardi.

 

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12 Comments

  • A...lessandra says:

    ho contato i giorni, i minuti e i secondi che mi separavano da questa cortissima fuga a milano, da questa Festa che ho provato a immaginare ma che nemmeno con l’immaginazione più fervida si poteva delineare in quello che poi sarebbe stato. Una location da fiaba, delle bellezze eteree di Stella vestite e tanta gente chicchissima, talenti che fanno ogni giorno la storia della moda e dell’arte in genere. La mia Gipsy baciata e abbracciata solo per un istante, ma ammirata x tutta la serata nel suo importante ruolo professionale: amica sono ORGOGLIOSA di te!tu sei TOP!
    poi lei, Stella in person…un onore esserle stata così vicina, così semplice e raffinata, che ad un certo punto forse colpita dalla mia faccia imbambolata a guardarla mentre rilasciava interviste, mi ha sorriso e fatto un occhiolino (e io sono svenuta!)
    Tutto così curato e illuminato di fuxia stellare che nel mio vestito rosa, giuro mi sono sentita in un Sogno!
    grazie a te Gipsy…e al tuo super lavoro formidabile.

    love u <3

  • chiara says:

    sono fiera di te.

  • FEDE says:

    Posso solo dirti che meraviglia cara Alice!!! Ed essere fiera di te e contenta che tu sia tornata a diffondere bellezza d’animo con i tuoi post! Un enorme bacio!

    Fede

  • Greta says:

    Io ho seguito questo meraviglioso evento tramite instagram e ogni foto pubblicata trasmetteva romanticismo e serenità. E pensavo che dietro tutto questo non ci poteva essere nessun altro se non una persona così dolce come te.
    Un abbraccio grande

  • Elisewin says:

    Spesso vengo qui per prendere una boccata d’aria. I tuoi post mi fanno sorridere o mi commuovono ogni tanto. Questa volta mi hai fatto commuovere. Sono in ufficio e ho gli occhi lucidi.. Auguri, anche se in ritardo. Non ti conosco, ma a leggerti sei una gran bella persona Gipsy. Vera, e’ questa e’ una cosa rara penso.
    E mi hai fatto venir voglia di andare all’orto botanico di Brera, che non ci sono mai stata..;)

    Buona giornata!

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