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Sriracha on everything – cronaca semiseria di un tentativo di detox per una foodie incallita

E così ho deciso di provarci: intossicata da glutine, alcool, tossine varie ed eventuali, ho deciso pre estate di darmi al detox.

Per disintossicarmi di paranoie volute e/o cercate, per mettermi alla prova per vedere per quanto tempo posso restare senza cibo, il mio amato, adorato cibo che mi rende sempre così felice.

E poi parliamoci chiaro, dare un po’ di tregua al nostro corpo, fa solo bene.

Così decido di seguire i consigli della mia amica Viviana e mi affido al suo fidanzato Glauco: il programma babasucco.

Esaltata da quanto bella la mia pelle e quanto piatto il mio ventre potrebbe diventare dopo questi tre giorni, surfo sul web e piazzo il mio ordine.

Ecco il mio diario di bordo.

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Day 1

Mi sveglio già con la luna storta. Lite con A., sento il peso del mondo addosso. Fa caldo, ho sonno e voglio un caffè. Mi fermo al marotin e assisto placida a croissant ripiene di marmellata che sfilano davanti ai miei occhi. Io apro baba#1: un green juice a tutto tondo. Finocchio, cetriolo, sedano, lime, prezzemolo e spinaci. penso di morire e invece mentre bevo mi accorgo che è buono e va giù che è un piacere. Lo finisco prima di approcciare l’ufficio.

Una manciata di ore dopo, sono in lotta con email da Cina e Giappone. Abbasso gli occhi e sulla mia scrivania c’è una fornitura della torta polacca più buona del mondo universo: cioccolato e wafer. Accanto la mini porzione di marzapane e cioccolato. Resisto, penso a me in costume e alle gambe lisce che sfoggerò.

Poi baba#2 è geniale: carota, ananas e zenzero. Amo. Lo bevo quasi in due sorsi e nonostante la lista di ingredienti mi faccia richiamare in memoria una meravigliosa torta di carote, soprassiedo e mi concentro sul top di Stella che ho messo oggi. Tutto fiori.

Pausa pranzo: scrivo, approccio baba#3 fatto con barbabietola, limone e mela. continuo a scrivere e mi concentro sulle scarpe con glitter che transitano in showroom.

Inizio ad avere freddo nonostante i 36°C esterni, la continua litigata con A. e l’incipit furioso con cui scrivo i whatzup. Decido di mettermi un maglione di lana. Il pony express che mi consegna un sacchetto mi guarda allibito. Decreto quindi di fare un pit stop al tavolino in legno dietro il cortile, quello esposto al sole. Obbligo la mia assistente a seguirmi e mi piazzo al sole con la la scusa di voler far alzare pressione e abbronzatura. Mi sento una lucertola, il mio corpo pare non reagire al calore. Potrei stare ore sotto questo Sole bollente di città di quasi agosto. Comincio a preoccuparmi.

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( ad ora sono stata già alla Lady’s room circa 7 volte. )

Risalgo, e apro baba#4: limone, zenzero, pepe di cayenna e agave. i will survive. Questo mi sembra il succo che ti danno post massaggio al Four Season a Bali. Lo faccio provare alla mia assistente, che cerca di farmi da cheerleader e mi dice “buono e dissetante”. Comincio a sentire i nervi cedere e mi sento stanca. O meglio: ho sonno. Ho così sonno che medito pensieri imbarazzanti su dove potermi rifugiare a schiacciare un pisolo senza farmi beccare. Capisco che forse è il caso per una passeggiata: ho lo stomaco gonfio, ma confido in un ventre meglio di Belen per domani mattina e in una pelle di pesca che ciao proprio.

Torno in bagno, mentre mi lavo le mani osservo la mia pelle e mi piace: auto suggestione?

Comincio a rileggere ogni ingrediente e scopro ad esempio che il pepe di cayenna contiene capsaicina che aiuta a regolare metabolismo e termogenesi. Sento il mio stomaco in brodo di giuggiole e il mio fegato leggero.

Finisco il numero #4, approccio il #5: bramo tegolini del Mulino Bianco, alternati con pizza al gorgonzola, aperitivo con Aperol Spritz e patatine luride,e maledico il giorno in cui ho dimenticato la Cucina Italiana accanto al pc.

Desidero tantissimo del cibo solido. Ma tanto. Assai.

Stringo i denti: penso che alla fine lo devo al mio corpo un detox così…leggero e soave, che alla fine mangio come un camionista e bevo come un alpino, e nonostante questo il mio metabolismo regge e il fondo-schiena sfida le leggi di gravità. Quindi il mio corpo si merita un’oasi di serenità di tanto in tanto.

Nel frattempo il pepe di Cayenna ha inalzato la mia temperatura corporea: abbandono lo stupendo golf in tricot merlinato in lana che avevo rubato dal campionario. Nemmeno una soddisfazione. Mi pizzica la lingua, per non parlare della gola.

Babasucco #5: ci siamo. La svolta è vicina. Devo solo pensare che tra 6 ore sarò tra le braccia di Orfeo e che la fame sarà un ricordo di oggi – mentre scrivo mi accorgo che la O di Orfeo scritta nero su bianco mi ricorda gli Oreo.. Mi cade l’occhio sui tarallucci che ho ricevuto in dono e sono nel porta penne. E’ frazione di un attimo, la mia stagista mi offre un bicchiere di cocacola. Satana!Ti lincio, altro chè…apro Fb, decido di non pensarci. Focalizzo il mio regal corpo al mare. Immagino a ogni sorso il profumo di cetriolo, mela e pompelmo rosa. Mi concentro sulla luce bianca che invade il mio corpo a ogni sorso – come dicono gli yogi. Credo che forse è meglio se comincio a leggere gli oroscopi e smetterla con queste cose metafisiche. Ancora poco e cedo alla tentazione del salame, birra e noccioline.

Sono quasi tentata di scrivere a Vivi se posso allungare i baba con della vodka, o all’occorrenza del rum. Grazie a Dio il mio senso del pudore mi trattiene dal pulsante send.

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Resisto, penso che tra tre giorni sono a Roma e mi sfondo di Amatriciana.

Baba dice che bisogna fa defluire anche i brutti pensieri: giuro ci sto provando ma devo decidere, per sopravvivenza, se convolare le mie energie verso il mantenere una sana condotta pro detox oppure non sopprimere alla mia paranoia relazionale. Scelgo la prima, per la seconda penso che mi butterò in farmacia alla ricerca di un rescue remedy dei fiori di Bach.

Rifletto su quanto è bello sentirsi femmina:femmina fino in fondo per intenderci. Quando sei corteggiata, amata, vezzeggiata e cercata, per dirlo in breve. Mi viene in mente quello chef galantuomo di Hiro e quando ogni volta che andiamo a pranzo da lui, ci corteggia con uramaki speciali e sake caldo, così confortante e così speciale. Mi viene una lacrima, credo che le prossime ore saranno assai difficili da affrontare.

E pensare che c’è anche tutto il day #2

La mia assistente fa quello che non dovrebbe fare: apre la delicatessen polacca. Sento il profumo del divino cioccolato, mi sale un brivido lungo la schiena per il fantastico suono del wafer che si spezza tra i denti.

SOS. Santo Baba aiutaci tu.

Situazione fisica over all: sto bene. sono leggera, sento solo un gran sonno. Ho un po’ fame, ma credo solo perchè c’è l’abitudine al masticare, che oggi non ho praticato. Mi isolo da ogni pensiero, rimango concentrata sull’ora e adesso, rispondo a dieci mail al minuto. Ce la posso fare.

BabaSucco #6: era quello che attendevo con più brama. Latte di cocco, Latte di Riso e aloe. Mi incammino con Annalisa e la troupe tra navigli e Ticinese. Facciamo interviste e alterno sorsate dell’ultimo succo.

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I profumi e gli odori di una sera d’estate: le pizzerie mi lanciano come frisbee i sapori di pizze fragranti e basilico appassito tra le braci ardenti. Fiumi di birra scorrono e i ragazzi intorno ne profumano, sento gli aliti e sto per morire dalla voglia: cedo.

Che volete che vi dica. Amo troppo il cibo. Mi fermo in piazza 24 maggio e addento una pizza napoletana con una birra San felice. Mentre sento la mozzarella scivolarmi nella gola, vengo colta da un minimo di senso di colpa. Poi appena il caldo tepore della bufala raggiunge lo stomaco, sento invadermi da una felicità grandiosa.

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Quindi è inutile che vi parli del mio day number 2: sto sorseggiando i favolosi succhi in tranquillità, ma ho accanto anche un pain au chocolat e del caffè nero. Gorgheggio felice con baba#2 e non vedo l’ora di bermi il #5.

Quindi che dire: a mio avviso – ogni nutrizionista non me ne voglia – dobbiamo solo fare quello che il nostro corpo ci chiede.

Questi succhi sono favolosi, ma per il mio bodytipo forse – 45 kg per 1.63cm – è un po’ troppo rimanere senza cibo per 48 ore.

Quindi li alterno con tè verdì, e ciò che da sollievo alla mente per nutrire l’anima e scacciare i pensieri negativi.

Penso che con coscienza, ognuno di noi dovrebbe concentrarsi su quello che il corpo chiede e assecondarlo. Essere troppo talebani – vedi anche regimi dietetici vegani o fruttariani etc etc – a mio avviso debilitano troppo il nostro corpo. Anche qui, con coscienza, bisogna usare la testa, e abbinarla in maniera prepotente con il cuore, ciò che è la bussola di tutto, le emozioni, così che il corpo possa metabolizzare solo la felicità, quello che ci rende felici.

Ben vengano comunque i detox, e tutto ciò che serve al nostro copro per re ingranare la marcia.

Insomma che sia chiaro il messaggio finale: c’è una frase in inglese molto chiarificatrice

Medicine is not healthcare – Food is healthcare. Medicine is sickcare. Let’s get this straight for a change.

Quindi come diceva Ippocrate, lasciamo che il cibo sia la nostra medicina , e la medicina il nostro cibo.

xoxo vostra Foodie Girl

🙂

 

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images via pinterest and Gipsy Iphone!

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10 Comments

  • LiV says:

    Cara Alice,
    in base alla mia esperienza di “yogini-foodie”, 1,65 cm x 50 kg, l’unico modo per riuscire a starci dentro in un programma detox “importante”, è stare il più possibile lontani dalle tentazioni (la passeggiata estiva sui Navigli è tentazione assolutamente irresistibileee…!!!!) e arrivarci per gradi (cioè giungere al “solo juice per tre giorni” dopo un periodo di alleggerimento progressivo, e prevedendo un periodo di “way-back” per tornare alle beatitudini della buona cucina…) Ciò detto: hurrà per il “Gipsy-detox!!! Che a mio parere è soluzione saggia e ben calibrata! Anche io le mie settimane detox le gestisco easy: un occhio grande e bene aperto alla salute e alla scelta di quegli alimenti e bevande che fanno bene e detossinano (the verde, succhi, acqua tiepida e limone la mattina appena alzati, verdure a go-go…) e un occhio ammiccante ai piccoli grandi piaceri, che noi ci si detoxa con allegria e senza estremismi di sorta… che concordo con te, sono un guaio sempre, a maggior ragione in tema di cibo (e di sentimenti ;-)…). E, come dici tu, ascoltiamolo il nostro corpo, che ne sa un sacco più di noi!!!
    Bacio bellezza 🙂

    • 🙂
      e la dieta yogi an che: quella dove non si mangia alcun animale con la spina dorsale. La conosci?l’hai mai fatta?

      • LiV says:

        Premesso che i miei cibi preferiti sono il foie gras (che per alcuni del mio ambiente, ahimè, è praticamente il demonio…) e il sushi, e che mi sono sempre dichiarata onnivora convinta, devo dirti che, un po’ per opportuna “conoscenza professionale” un po’ per sincero desiderio di provare, fino al veganesimo compreso ho provato un po’ di tutto, con mente aperta, sincera curiosità e desiderio di comprendere ed esperire (e con alterno entusiasmo…!!)… alla fine penso proprio che, come ovvio, siamo tutti diversi, per ognuno sono ottimali cose diverse nei diversi momenti della vita (lo stesso Yogananda a un suo allievo americano cinquantenne che provò a diventare vegetariano con grossi disagi fisici, suggerì di non eliminare la carne del tutto, perché il suo corpo ormai faticava a farne a meno), e il bello è proprio che possiamo sperimentare e giungere così a trovare il giusto mix per noi. Io ad esempio ho scovato cose lungo la via che sono diventate parte delle mie routine (quotidiane, settimanali o periodiche) che mi donano immenso benessere, sono “etiche e sostenibili”, e che soprattutto sono diventate talmente spontanee e naturali che evidentemente sono giuste per me… Poi, per venire ai vertebrati (!), è accaduto che da dicembre io non abbia più mangiato carne (pesce sì, invece…), e ora non mi viene proprio in mente di comprarla o ordinarla al ristorante e sto veramente bene e ne sono felice… tuttavia, se mi invitano a cena o c’è l’aperitivo col salume, non ne faccio una questione di stato e mangio ciò che c’è… Insomma, il giusto equilibrio, e il rispetto per il proprio corpo, le proprie passioni, la propria anima … scegliamo etico, viviamo possibilmente bio, facciamo del nostro meglio, e se la scelta definitiva è nelle nostre corde bene (penso a Paola Maugeri e al suo impegno vegan…) e se non lo è, bene lo stesso. L’importante, come dici e soprattutto FAI sempre tu, è portare il nostro amore, la nostra passione, la nostra consapevolezza, la nostra bellezza in giro, diffonderli, abbracciare il mondo con la nostra positività…il resto vien da sé!!! Bacio <3

  • csaba says:

    Adoro il numero 5! Ma solo succo per 48 ore è troppo per me – si può fare un semi detox?

  • Melania says:

    Ahahah, mi sono divertita a leggerti, ho sofferto per te ma poi alla fine ho capito che avresti ceduto, e mi sono sentita sollevata… Io soffro la fame, mangio ogni due ore non posso rimanere senza la mia benzina!!! Certo ho un’alimentazione molto equilibrata e sana, forse deformazione professionale, perché come ci hai ricordato tu il cibo e’ la nostra medicina e non ce ne dobbiamo dimenticare mai!!!
    Tutti i giorni dobbiamo scegliere consapevolmente.

  • A...lessandra says:

    cioè mi ero persa questo post super divertente!!!!
    amicaaaaa il tuo detox ideale sarebbe mare sole e friselle senti a me!!!!
    i succhi sembrano deliziosi, e sono certa daranno i loro risultati, ma nn ce la farei nemmeno io.
    <3
    io vorrei essere la tua assistente, ti seguirei con piacere al tavolino al sole e la torta polacca la mangerei di nascosto 😀

    baci amichina
    LOVE LOVE LOVE

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