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Dove investi il tuo cuore, investi la tua vita.

Luci piccole e gialle, maglioni pesanti, giacche a quadri, foglie gialle e rosse. Vellutate di zucca, casse di legno piene di carote così arancioni con sprazzi terra ancora qua e là.

Tè caldi, chiacchere sincere, quel freddo così confortante perché poi appena entri in un luogo chiuso, le mani, le gote e il naso cominciano di nuovo a scaldarsi e entra in circolo quel tepore così sano che ti fa ringraziare tutti i Santi per l’esistenza dell’autunno.

Pioggia: quanta pioggia. Stivaloni, calzettoni, i miei capelli ormai non hanno più un filo logico di ordine.

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Mangiamo e mangiamo, nonostante i miei continui richiami all’ordine, cercando di mangiare tutto ciò che più di stagionale ci sia – voglio fare indigestione di zucca questo autunno e di tutta quella verdura che sa di semplicità e di freddo e di confortevole e di abbraccio e plaid di lana e camini accesi. Non riesco a trattenermi davanti a pudding dal sapore di caramello salato e lamponi e cioccolato.

Sento un po’ di stanchezza ma i miei occhi sono inebriati da scenari e panorami così nuovi e incantati che i miei piedi, le mie ossa e ogni mia fibra non riesce a fermarsi: come in preda a una sorta di incantesimo, quasi la notte non dormo tanto sono emozionata dal viaggio che il giorno dopo affronteremo.

Camminiamo a tarda sera in Hyde Park e mi sento come se cappelli di cachemire e jeans fossero l’unica uniforme di cui ho realmente bisogno.

Accendiamo la televisione, in quei pochi attimi di ristoro tra una doccia e un nuovo ristorante.

Cozyness.

Sono felice.

Grata, a dire poco: è tutto così perfettamente meraviglioso da sentire il peso della responsabilità di tutta questa perfezione inaspettata. Il viaggio che avrei sempre voluto fare, con chi amo di più accanto.

Ho incontrato Babbo Natale, passeggiando mano nella mano con Amore per Camden, tra sapori, curry e profumi, dopo aver fischiettato tutto il giorno Santa Claus is coming to town.

Siamo andati a bere un tè alla moda, tra kyr royale, infusi alla vaniglia e pasticcini ispirati alla collezione di Oscar de la Renta e Victoria Beckamm, trattati come principesse e re, in comodi divanetti e champagne.

Con il naso un po’ moccioso e la testa pesante, abbiamo mangiato alle bancherelle del Food street Festival, conoscendo persone speciali: Nic Castoro che di giorno vende forni a legna e la sera impasta pizze eccezionali in un mini van da surfista. O ancora: fatine hippie che ti offrono curry vegetariani caldi. O giovani e simpatici hipster come Hilary Bodie che è riuscita con tre mini burger ad accontentare i nostri tre palati così diversi.

Giro con uno stupendo orecchino piercing sul lobo alo dell’orecchio e mi sento oltre il rock and roll.

Ho dimenticato blackberry, press day, recall urgent, organizzazione trasloco, tutto insomma.

Mi sento un po’ in una canzone allegra dei Mumford & Sons. Where you invest your heart, you invest your life.

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Eppure.

Eppure nel retro dei pensieri, come se fosse un retro bottega o una cantina oscura. Ho paura di non essere in grado di essere abbastanza meritevole di tutto questo. Temo e schivo paranoie e scenari oscuri. Mi obbligo a non sprofondare in sabbie mobili di pensieri bui e rimango ancorata alla mia positività.

Vi capita mai di sentirvi così insicure da pregare in silenzio qualsivoglia divinità, Dio, angelo custode, entità universale, di far smettere queste voci, di far interrompere queste lacrime portate da chissà quale ancestrale bisogno e necessità di sentirsi sempre impeccabili in ogni ruolo: figlia, amante, donna, sorella, fidanzata, amica e lavoratrice.

Sono stata una bambina a volte troppo criticata: troppo grassa, poi troppo magra, poi troppo spettinata, un po’ troppo sciamannata, e alice svegliati fuori – anzi, disciulati – e alice studia di più, e alice guarda tua cugina, la tua amica, la figlia di costei come sono più brave di te, e sei poi troppo disubbidiente, poi troppo seria, poi troppo frivola, e non essere così superficiale, ma che sei pure permalosa? e dai alice, ripigliati.

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Così e da qui la mia necessità di trovare conferme, di arrivare a tormentare chi mi sta intorno fino a quando non mi sento al centro dell’attenzione, per poi rifuggire da questa posizione di accentramento che io odio al di sopra di tutto – io che detesto persino spegnere le candeline perché non voglio essere nel mezzo della scena.

Così e da qui che ad ogni certezza che costruisco, i miei pensieri vanno a demolire ogni mia definizione di sicurezza.

Così e da qui la mia necessità di trovare rocce al mio fianco, riparo in un sorriso e sincerità come unica arma di fedeltà, portata all’estremo di ogni priorità.

Così e da qui le contraddizioni del mio animo gipsy: il viaggio come sogno, fuga, scoperta romantica e dimensione equilibrata, ma anche trovare, nel viaggio, quella sensazione che mi fa rimanere ancorata a quell’angolo di cuore dove tutto è felice, tutto è bello, tutto è appunto…casa.

Paradossalmente: zucche e orti, profumo di basilico, ortensie rosa antico, vini corposi e fragranti, profumi di biscotti, cannella e mandarino. Pozzanghere e poi arcobaleni, maglioni tricottati, sciarpe morbide e stufe accese.

E così: un filo di blush, del rossetto rosso, e di nuovo on the road. Felici e consapevoli di essere esattamente dove siamo, con gioia, furore, lacrime, risate e soprattutto passione. E molta riconoscenza.

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Photo: by Alba Russo

Abiti: Gap, Borsalino, Sun68, Stella McCartney

Indirizzi:

http://www.urbanfoodfest.com

http://rupertsstreet.com

http://atestreetfood.com

http://pizzapickup.co.uk

http://www.the-berkeley.co.uk

Home Page

http://www.stonehenge.co.uk

http://www.visitbritain.com/it/IT/

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16 Comments

  • Claudia says:

    E’ bello sentirsi esattamente dove si vorrebbe essere, lì e in quel momento.
    Tanto, guarda, la limpidezza e l’assenza di “retro botteghe” del pensiero appartengono solo alla beata infanzia, non c’è niente da fare. Propongo quindi di lasciare libero sfogo alla sensibilità adulta che ti fa godere dell’arancione delle zucche, delle sfumature dell’autunno e del profumo della pioggia. E’ la vita, tutto il resto è noia!
    Kisses

  • A...lessandra says:

    ore 6.54. apro gli occhi sei minuti prima della sveglia. marito dorme beato e io prendo il cell e controllo tutte le notifiche. facebook mi propone il tuo post e c’è posto più coccoloso che sotto il piumone (manco a farlo a posta a righine azzurre e bianche “gipsyinthekitchen”) per leggerlo?
    una meraviglia poi associare quel momento caldo-caldo ai tuoi racconti di un autunno pungente e umidiccio tipico britannico. Foto eccezionali (Alba Russo rocks!) e tu in versione cozy&curly&inLove.
    Si, a volte capita anche a me che la troppa felicità e serenità spaventi, della serie “quando arriva la sciagura”? ma poi passa e ci si gode l’attimo. come devi fare tu in questi giorni in Wonderland.

    ps. i tuoi “Troppo” del passato (grassa, poi magra, poi spettinata, sciamannata,disubbidiente, seria, ecc…) hanno fatto una persona meravigliosa oggi, quindi, no matter what they say, you are BEAUTIFUL! <3

    LUV&hUGS

  • I tuoi viaggi e quella loro dote naturale di farti venire voglia di partire, perché li racconti con occhi di bambina , che si emoziona alle cose semplici , che si innamora della felicità che porta conoscere un posto nuovo.
    Alice e mai nome su una persona fu più azzeccato, perché davvero fai si che tutto sia, “delle meraviglie”.

    un caro abbraccio
    tua fan sempre
    Veronica

  • Alicina says:

    Anche io cara Alicetta oscillo tra il voler essere sempre perfetta per tutti, e non voler essere al centro dell’attenzione (momento delle candeline sempre odiato, ad oggi pure).
    Ma quanto sei dolce col cappellino e i ricci??
    Che uomo fortunato sto biondino! 😉

    P.S. invidia per il tuo incontro con Santa.. certo che però dovrebbe usare un prodotto anti ingiallimento per i capelli! ahahahha!!! 😛

  • Marianna says:

    Tu meriti di sentirti sempre “oltre il rock and roll”…;)
    Buon we
    Marianna

  • mimma says:

    Cara Alice, hai tanti talenti, la cucina, una buono scrittura, immagino che tu sia pure molto brava nel tuo lavoro. Adoro i tuoi outfit. Ma in generale tu sei sempre una cosa calda che arriva al cuore. Adoro leggerti, mi fa stare bene. Sei contro tutte le regole che insegnano ai bravi blogger….eppure sei la mia preferita. Sai recentemente l’ho detto pure io, abbiamo così paura di essere felice, centrati. Abbiamo sempre paura che quel briciolo voli via….Sai che ti dico cara Alice, spegnila quella vocina, mettila a tacere…e continua a deliziarci tutti.

  • costanza says:

    mia nonna diceva sempre che “la paura ti spinge ad essere felice” e con questo voleva dire che avere paura ci aiuta ad apprezzare ancora di più tutto ciò che abbiamo in quel momento. Se non avessimo paura di perdere tutto, non valorizzeremmo o massimizzeremmo quello che in effetti abbiamo.
    quando certe paure o paranoie mi mordono lo stomaco, penso alle sue parole e (quasi) tutto passa.
    un po’ di paura è sana: rende tutto più frizzante! 🙂

  • Federica Gif says:

    Quanto mi piaci!! Adesso che ti ho conosciuta ancora di più 🙂 Smack!
    F*

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