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Nostalgia come creazione di un futuro bellissimo.


La nostalgia.

Chi ha detto che la nostalgia fa male?Chi sostiene che la nostalgia è canaglia?

Io sono contro questo assunto.

La nostalgia ti coccola. La nostalgia ti fa ricordare di posti dove sei stato, persone che hanno attraversato la nostra vita, luoghi in cui forse non ritorneremo ma certo è che saranno sempre con noi, nel cuore.

E allora ecco una canzone, un profumo, un suono e in un secondo sei catapultato in un mare di ricordi, di pensieri, di parole. Come una coperta confortante, davanti a quel caminetto acceso ed è tutto perfetto: il profumo di mandarini, le noci sul tavolo, la coperta di lana.

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Siamo cresciuti in un’epoca di transizione: dalle musicassette ai cd. Dalle lettere alle email. Mischiamo il vecchio con il nuovo e ci auto definiamo naive, quasi a sfregio di qualsivoglia necessità di progressione futuristica.

Corriamo, quanto corriamo. Corriamo tutto il giorno e non abbiamo tempo per mettere ordine ai pensieri. Però ci commuoviamo per una carezza in più, e siamo così quindi diventati la generazione della nostalgia.

Quella bella, quella nostalgia dove ci si può crogiolare un po’, potendola poi raccontare a ignari interlocutori della post generazione a seguire, quella di Justin Bieber e dei touch screen, che magari ti divertono a sentirti dire, “mi ricordo che io alla tua età…” ,e magari gli anni che ci separano sono giusto una manciata di dita aperte in una mano sincera.

La memoria è l’architettura della nostra identità, i nostri ricordi sono il cemento che fa da collante con quello che viene confinato nell’ambito delle aspettative e quello che invece è sogno reale.

A volte credo che non siamo nostalgici verso chi eravamo, ma più verso quello che non siamo stati, verso le opportunità che abbiamo scelto di non cogliere.

Tutto sommato credo che la nostalgia sia un gran bene: è il ricordo che ti da la motivazione per andare avanti e continuare a costruire, lottare, meravigliarsi, come un moto perpetuo che ci accompagna dolcemente verso nuovi scenari, fresche realizzazioni di aspettative emergenti.

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Mi piace perdermi tra le immagini un po’ sbiadite di mia nonna che cucinava, mi concentro moltissimo per ricordarmi il suono della voce di chi amo, perché è qualcosa di così unico, di così speciale che un po’ commuove.

Stavo partendo per andare a vivere a NYC, circa dieci anni fa. Uno stage alla Camera di Commercio e a seguire un lavoro da Marie Claire mi aspettavano, per non parlare del minuscolo appartamento su Gramercy Park, ma soprattutto delle miliardi di avventure che attendevano solo di essere svelate. Andai da mia nonna Irma e con paura la abbraccia, lei che così piccola si stava consumando lentamente. Nonna percepì la mia paura: mi disse sorridendomi ” Dunin non ti preoccupare, io ti aspetto”. E così fece, come mantenne ogni promessa che la sentì fare. Tornai un anno dopo, e dopo poche settimane, in una giornata calda di inizio estate, lei se ne andò, con tutta la calma di un tramonto che si spegneva in un rosso spettacolare.

Ed ecco che la nostalgia mi invade, ma è una bella nostalgia perché anche questo momento ha costruito quella che sono poi diventata. Ogni volta che sto per intraprendere un viaggio ripenso a questo episodio come fosse quasi una coperta di linus, e mi sento confortata. Mi sento che niente di male potrà mai accadermi, perché c’è quel sorriso della nonna pronto ad essere richiamato nei momenti più tristi.

Ed ecco poi tutti i profumi: il suo Mitzuko, le torte di mia mamma, la pasta fatta in casa della nonna Wanda. Il patchouli di mio padre, il profumo dei libri di Louise May Alcott. La legna che brucia nell’aria di Lanzo, e poi l’odore della pioggia nei giorni di settembre. Il vicks vaporub e il profumo del brodo caldo. Il tè alla vaniglia.

Quindi nostalgia come un amore che rimane in circolo, dove amore è una emozione, un sentimento, una concezione di espressione che ti avvolge con la dolcezza di una mamma che bacia la fronte del suo piccolo, quando ha la febbre. Ed è proprio questo che ci deve dare il coraggio per guardare con serenità a quello che verrà. Perchè se siamo state così brave da costruire questi ricordi che sono pregni di radici portanti, pensiamo a quanto in potenza possiamo raggiungere nei giorni stupendi che ci aspettano.

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Avete mai provato Italiqa e i loro prodotti?

Non sono solo buoni: sono fantastici. Passatelli, Zuppa Imperiale, Brodo di cappone e tortellini. Ordini online e il giorno dopo ti arrivano a casa, tutti fatti a a mano, pronti da mangiare e gustare. Qualcosa che va oltre la semplice degustazione, quanto piuttosto un’esperienza sensoriale, quasi un tuffo nella memoria quando a Natale arrivava la zuppiera antica e dentro trovavi questo brodo caldo e fumante e i meravigliosi tortellini o passatelli, all’occorrenza.

Perfetti per Natale, ideali sempre.

E con la serenità a rota che mi contraddistingue quando cucino in un meraviglioso abito da gran gala, io me li sono gustati mentre incartavo regali per il mio +1 adorato. Facendo pure un trionfale Rosemary bellini, con rosmarino fresco, Valdo e un cucchiaio di purea di lamponi.

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3 Comments

  • sai che non ci avevo mai pensato. hai ragione, se abbiamo costruiti dei ricordi così intensi saremo in grado di costruire molto altro ancora…
    questa frase mi ha conquistato… perchè anche io sono un po’ malinconica e viverla in questa chiave sempre positiva mi sembra un’idea splendida!
    un bacio
    fede
    p.s. proverò italiqa…

  • Elena says:

    Cara Alice,
    ti voglio ringraziare di queste finestrelle che alla sera nel silenzio di casa mi apprestavo ad aprire e che mi godevo davanti ad una bella camomilla e davanti al camino acceso….
    ripenso a quella ragazza che conobbi per caso virtualmente, con quel faccino e gli occhialoni, piena di amore da donare….
    Ora guardandoti vedo una DONNA……..e che Donna!!!
    Io ti auguro di rimanere sempre così, perchè le persone con questi sentimenti sono diventate rare.
    Noi qui siamo in attesa della neve che non arriva, perchè senza neve non è Natale!!
    Io quest’anno ho riempito la casa di lucine, mio marito dice che a cinquant’anni è esagerato, ma io non voglio rinunciare al sentimento di quando ero bambina ed andavo la mattina di Natale a controllare se ci fosse il bambinello del presepe…per me è come fosse ieri e voglio che anche i miei figli quando non ci sarò più ricordino questo calore…
    Ti Auguro di trascorrere con i tuoi affetti un Sereno Natale…..ti abbraccio Elena

    Tanti Cari Auguri anche ad A….le, vecchia compagna di viaggio virtuale!!!!!

  • Claudia says:

    Si, anch’io mi rifugio nei ricordi fatti di volti-suoni-profumi-luoghi-situazioni ed è confortante ma a tratti non riesco a non rattristarmi.
    Il tuo è un punto di vista nuovo, cercherò di tenerlo presente la prossima volta che penserò al mio babbo che non c’è più da tempo e ai miei vent’anni -che non ci sono da tempo neanche loro- assieme alla mia famiglia completa, nella casa dove abitavamo in pieno centro storico e la sensazione di serenità di allora.
    Grazie per lo spunto <3

    L'abito è semplicemente strepitoso!!

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