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My Milano – C’è lo chic per pranzo e tu dimmi si, se ti va.

{ MyMilano, la nuova rubrica settimanale : le nuove aperture e i ristoranti da provare per chi passa da qui. Una gipsy guida a Milano, raccontiamola così. Oggi mangiamo piatti poetici in un ambiente cool, molto design e al tempo stesso caldo, accogliente. Siamo stati da l‘arabesque}

l’arabesque
Largo Augusto, angolo via Sforza

Un punto d’incontro dalle mille sfaccettature: un raffinato ristorante, un caffè letterario, un luogo di design, un salotto con angolo libreria dove poter acquistare una speciale selezione di libri d’immagine.. Una cornice perfetta per assaggiare gustose ricette che rivisitano in chiave moderna i piatti tipici milanesi, ispirandosi al libro cult “C’era una volta a tavola”(edito nel 1999), una raccolta di immagini e ricette realizzata da Chichi Meroni, per raccontare la cucina e la tavola della sua tradizione familiare attraverso una ricerca estetica elegante e raffinata. Particolare attenzione è rivolta alla ricerca delle materie prime, al recupero di tradizioni culinarie dimenticate, come le diverse preparazioni del pesce di acqua dolce, alle tendenze ed esigenze contemporanee, come la ricerca e l’ideazione di estrosi piatti vegetariani, alle nicchie gastronomiche del territorio e agli ottimi vini. Un luogo per assaporare il piacere della scoperta e il gusto della tradizione, nel pieno rispetto della filosofia a km 0. L’ampia zona bar, caratterizzata dal bancone ispirato a un’opera di Paolo Buffa e realizzato in legno biondo con scanalature sagomate seguendo le tecniche degli Anni ’50, offre piccola pasticceria, freschissimi smoothies, le madeleines e le torte con il vero sapore di una volta.
Dalla zona ristorante si passa a un angolo salotto, La Librairie, uno spazio perfettamente inserito all’interno del locale e arredato con elementi originali degli Anni ’50, dove si possono trovare pubblicazioni preziose e le più importanti riviste internazionali di lifestyle, moda, fotografia, design, arredamento, giardini, architettura e cucina . La scelta dei libri spazia dai testi appena usciti a quelli dimenticati, dalle pubblicazioni di piccoli editori ai libri branché più venduti. Un catalogo breve ma ricercato.

“Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto”.
A. Brillat-Savarin (Fisiologia del gusto)
Il senso è che “Le persone che sono qui si prendono cura della gente che entra nel mondo de l’arabesque, e vengono trattate come dei veri e propri ospiti”. Così ci dicono dalla regia e così è la sensazione che abbiamo percepito mangiando qui. Una meraviglia, lo ammetto.
Di sicuro uno dei miei posti preferiti di Milano: la delicatezza del cibo buono e genuino.Lo chef è Flavio Milton D’Ambrosio, e propone piatti come tartare vegetali, baccalà mantecato, flan di topinambur. Adoro.Il bello, la famosa ciliegina sulla torta, è il servizio: eccelso e gentilissimo.Piatti da non perdere: quinoa di tre colori con ragù vegetale di zucca, il baccalà manetcato e una pavlova di castagne che è eccelsa.

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