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My Milano in trasferta. Cesenatico e il mare in una stella ( Michelin)

{ MyMilano, la nuova rubrica settimanale : le nuove aperture e i ristoranti da provare per chi passa da qui. Una gipsy guida a Milano, raccontiamola così. Oggi siamo andati in trasferta, perché è bello viaggiare e scoprire nuove realtà. Quindi eccoci dall’Architetto del Gusto, a Cesenatico. Una MyMilano in trasferta }

La Buca
Corso Garibaldi 45,
Cesenatico

L’ingresso è essenziale, sembra quasi non voglia attirare su di sé attenzioni o clamori di mangia gelati saltuari. Eppure c’è nel dettagli quell’asterisco che solo i veri intenditori capiscono: la cura del particolare che rende eccezionale l’ordinario.
Così ecco, un amore per la linearità che parte dal logo stesso. Semplice, eppure così esattamente centrata da essere fulcro dell’obbiettivo stesso.
La buca ci accoglie con la sua storia, che fa da sparti acque in una Cesenatico romantica, ancorata alle tradizioni di pescatori antiche e antiche leggende.
Qui, dove il Mare Adriatico si esprime in tutta la sua forza e sapidità, dalle preparazioni a crudo sino ai grandi classici della cucina marinara Romagnola. E quindi ecco un trionfo di semplicemente ciò che è buono, nell’intrinseca essenza del sapore puro, quasi ci fosse poco da aggiungere alla materia prima stessa, solo una grande manualità moderata da sapienza.
Rimango affascinata da una tartare di ricciola, che viene servita con artemisia, salsa tonnata alla mandorla e riso croccante – che bello trovare posti dove sanno cos’è l’artemisia e la utilizzano pure.
Nel menù troviamo spumosi di patate e calamaretti alla plancia, cavolo nero unito in matrimonio ad un ragno pagano, pasta fresca e borragine.
It’s a family affair, come cantava Mary J. Blige e noi intoniamo ridendo – un po’ per lo straordinario champagne Les Vignes de Montguex extra brut | Jacques Lassaigne, un po’ perché siamo cuori leggeri e vogliamo rendere tributo a questo architetto del gusto – Let’s get it crunk, we gonna’ have fun. E mangiamo come “bifolchi” perché davanti a tale tripudio come ci si può trattenere? Di nuovo: facciamo si che la cucina non abbia dubbi su quanto abbiamo gustato il dono di questi sapienti chef. Mi sembrerebbe di essere bifolca se non rendessi giustizia a questi sapori, facendo la snob e rimandando indietro il menù così sapientemente scelto per noi dal padrone di casa. Detto questo: non c’è miglior cosa di far cantare il piatto stesso.

I dolci – di solito tallone d’Achille di ogni chef – sono in realtà strepitosi – chiedo il bis di un miracolo chiamato TuttoLatte.

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L’intera progettazione e realizzazione del locale è opera di Andrea Bartolini, “architetto di famiglia”, ovvero il nostro Cicerone in questa avventura enograstronomica, che ci racconta del ristorante così:

Il progetto del Ristorante La Buca può essere tradotto semplicemente con la frase “Il Mare nella sua Essenzialità“: luci soffuse, ferro, lamiera grezza, suoni ovattati. Elementi che insieme ricreano la sensazione che ogni pescatore viveva nell’entrare nella cambusa di un peschereccio. E così anche oggi, entrando, ci si lascia alle spalle la banchina, il richiamo dei gabbiani, il mondo esterno, la quotidianità, per entrare in un luogo sospeso, distaccato.

Sempre di famiglia, proprio accanto, l‘OsteriaDelGranFritto, da non perdere per il pranzo del giorno dopo. Come dice il nome stesso, il fritto è perfetto, ed è una goduria unica. Croccante, leggero, e come ci spiega a noi profani – non bisogna nemmeno mettere il limone, perché è perfetto così. All’interno due salette, intime e raccolte. Una “azzurra”, che racchiude tutta l’arte e la poesia di Tinin Mantegazza e dei suoi dipinti. Una “grigia”, dove si possono ammirare grandi foto in bianco e nero che raccontano la storia, quella di Marcello Bartolini, dei marinai di Cesenatico e del cibo che è nato sui loro pescherecci. Ed anche qui, i dolci sono meravigliosi.

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Consiglio: per dormire non perdete il piccolo B&B in stile shabby chic proprio nella piazzetta più intima e raccolta di Cesenatico, Le Conserve. Hanno un camino bellissimo – che non viene mai acceso, peccato – e stanze larghe, eleganti, bianche e piene di luce.

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