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Brie

E’ successo che un giorno, un sabato, perdendomi su Facebook mentre mangiavo cinese seduta sul divano, un po’ nostalgica in una di quelle serate da sola, quando il mio Gitano torna a Desenzano a trovare i suoi genitori.
E’ successo così, senza nemmeno pensarci, tra un dim sum fumante e un bicchiere di vino. Stavo in realtà facendo una ricerca per mia mamma, pensando di trovare a lei un compagno fedele e protettivo.
Ting, notifica: Lisa ti ha taggato in una foto, apro un nuovo tab. Scorro le foto dei cuccioli in adozione, mi commuovo e mi crogiolo in questi occhini che ti guardano dallo schermo.
Poi, vedo lei: Daphne si chiama, 3 mesi di pelo e un’espressione che riconosco come mia, famigliare.

E’ un attimo: mando un whatzup al mio gitano, la prendiamo? Attendo impaziente la sua risposta – quando è a Desenzano fa scorribande con i suoi amici e il telefono diventa uno sconosciuto, letteralmente scompare peggio che Houdini.
Nel frattempo scrivo all’associazione Aipa Irpinia: Daphne cerca ancora casa? Mi risponde subito un volontario- Andrea – e la risposta è affermativa.

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Il cuore mi batte a mille. Le emozioni si rincorrono e penso: sarò in grado davvero di occuparmi di un cucciolo che cerca amore e affetto?
E i viaggi? E il lavoro? e, e, e…?

Ma niente, la macchina del cuore si è già azionata a mille all’ora.
Finalmente il Gitano mi chiama e mi dice: vedi tu.
Vedo io, e vedo chili di amore incondizionato in arrivo per noi.

Sono sempre stata una schifiltosa. Eppure adesso raccolgo cacca e asciugo pipì con la stessa disinvoltura con cui da Valentino scelgo sandali e scarpe.
Vegetariana convinta ed estrema, eppure per lei mi perdo tra scaffali di carne alla ricerca della miglior carne scelta, sfumo trippa con olio extra vergine di oliva, preparo riso e pasta ogni sera con una gioia che mai avrei creduto un po’ di fusilli bolliti in bianco potessero darmi.
Il mio Gitano ha perso la testa. Ormai Amore non sono più io, ma è lei: Brie. Si perché le abbiamo cambiato nome, e il nome perfetto è proprio questo: Brie, come il nostro formaggio preferito, come il formaggio che segna ogni cena romantica.

Al mattino non è più Buongiorno amore, ma dov’è Brie? Oppure brie vieni qui sul letto.
E la sera ci stendiamo sul divano, ma lasciando uno spazio aperto tra di noi, dove Brie possa accucciarsi nel mezzo e addormentarsi con me, mentre il Gitano guarda la tele.

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Brie è capricorno e ogni momento cerco il suo sguardo: non riesco quasi più a lavorare perché mi preoccupo: avrà fame, avrà mangiato abbastanza, dovrà andare a fare una passeggiata, si starà annoiando?

Le sue cacche – pardon il francesismo – sono diventate il fulcro delle conversazioni tra me e il mio fidanzato.
Cerco ossessivamente nuove ricette, parlo con gli altri padroni: la mela le fa bene?e la patata?

Penso con ansia ai prossimi viaggi che dobbiamo fare: prenoto aerei per lei, e laddove non può venire mi angoscio già nella sua mancanza.
In quattro e quattr’otto abbiamo trovato una favolosa toelettatrice per cani che viene a domicilio e toglie zecche, pulci e persino fa trattamenti anti parassitari. Ho una chat con lei. Scovato un veterinario – e vincendo ogni mia repulsione gli ho anche raccolto le feci di brie, per essere certa che stesse davvero bene.

Abbiamo ormai abbandonato ogni pretesa di casa pulita, ma va bene così: non sono mai stata così felice di avere il pavimento di vetro pieno di impronte minuscole che disegnano nuovi geroglifici.

L’iter giustamente non è stato facile. I volontari che l’hanno trovata ed accudita inizialmente ci hanno mandato dei controlli e delle verifiche, per capire se effettivamente eravamo idonei.Un cane abbandonato ha bisogno di una casa che lo accolga per davvero, amandolo per sempre. E non è cosa scontata.
Passati tutti i controlli, siamo andati a recuperarla una domenica di pioggia a Melegnano. Quando è arrivato il camion, e hanno aperto lo sportello, io e il Gitano eravamo davanti, in attesa, emozionati. Ce l’hanno messa in braccio ed è stato subito amore: lei tremava, ma si è affidata. Ha appoggiato il suo muso tra le mani di Alessandro ed è venuta a casa con noi.
Non credevo che il mio cuore avesse ancora così tanto spazio per questo amore. Pensavo che fosse pieno – come amo Alessandro, sembra che ogni volta il cuore scoppi. Eppure è arrivata lei, e ci ha travolti con le sue abitudini, i suoi nuovi ritmi, le sue zampe morbide.

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Quindi ecco: adesso mi ritrovo in quello sguardo che cercavo da tempo. Adesso la nostra famiglia si è arricchita di un po’ di pelo extra. Di notti interrotte da un piccolo peloso che salta improvvisamente sul letto. Di passeggiate mattutine e pomeridiane e serali. Di litri di alcool per disinfettare la pipì che si raccoglie per casa. Di piedi leccati e mobili mordicchiati. Di sicuro, la nostra famiglia adesso è più completa di prima.

Grazie – laddove devo ringraziare -in promisi alla nuova GoogleApp, perché solo grazie a lei siamo arrivati a Melegnano, in un punto sperduto tra il casello e l’uscita dell’autostrada per recuperarla. Sempre grazie a lei abbiamo trovato PetPet – toelettatura a domicilio, incluso i festivi – e il veterinario accanto a casa e il negozio di giochi perfetto per Brie.La tecnologia serve – anche perché senza di essa non avremmo mai trovato la nostra Brie.

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