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Brie, il primo mese

Siamo a marrakesh, in uno stupendo Riad nel cuore pulsante della Medina. Tè alla menta, divani e tappeti morbidi e caldi. Fuori una primavera fredda e qualche acquazzone. Il mio amore sta leggendo e informandosi sulle ultime scoperte in campo complottistico, io sistemo email e mi metto in apri con la posta.
Preso il volo delle 6 del mattino da Malpensa, il che non ci ha permesso di dormire la notte appena passata. Non mi sento bene nonostante abbiamo fatto una pennica appena arrivati. mi sento scombussolata, inquieta e, nonostante la magia del posto, triste.
Abbiamo lasciato la nostra Brie dai nonni, sul Lago di Garda per correre serena in questi 5 giorni marocchini, mentre stiamo lavorando qui per l’Ente del Turismo. troppo piccola per portarla ma troppo pesante anche per non fiore in stiva…e no, io in stiva la mia Brie non la metto.

Mi manca, in una maniera che mai credevo fosse possibile. Forse per chi non ha un cane è difficile da capire. E’ un amore incondizionato, potente e profondo. Di quelli che non hanno vie di scampo.

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Questo primo mese insieme è volato. Ed ogni giorno mi ha regalato una avventura nuova con quei due occhi così profondi che mai mai mai ho incontrato.
L’altro giorno stavo lavorando seduta sul divano. Pioveva, ero a casa da sola. Lei mi ha mangiucchiato il computer e siccome chiaramente così non avrei cavato un ragno dal buco, la mandai a cuccia. Poco dopo mi alzai per farmi il cappuccio di mandorla che tanto mi aiuta nei risvegli e durante le mie fasi di intensa scrittura.
Mi fermo, la guardo e comincio a coccolarla. C’è un linguaggio segreto di cui ignoravo totalmente l’esistenza.
Comincio a piangere, mi commuovo dal bene che circola. Lei mi guarda esterrefatta ma capisce che qualcosa accade e inizia a leccare le mani e la faccia.

Così comincio questo secondo post per raccontarvi di un mese di pipì ovunque, di tappeti portati in tintoria e mai ritirati, di cacche raccolte con disinvoltura che nemmeno da Leroy Merlin mentre scelgo gli attrezzi per il giardinaggio ho, e soprattutto di una grande amicizia.

Ha completato la nostra famiglia e ci ha profondamente cambiati. Dal mattino alle 7 quando corre accanto alla mia parte di letto per leccarmi la faccia e reclamare la sua uscita mattutina, alla carne che avevo giurato che mai più avrei cucinato ed invece eccomi qui a cercare la miglior scelta di trito da proporre a Brie per cena.

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Siamo stati insieme a Roma, Napoli e ritorno. Questa scugnizza ha mangiato fette di agnello da Don Alfonso e le croste della pizza da Sorbillo.
Si è appropriata di ogni asciugamano comprato da Zara Home con tanto amore e dovizia, e senza batter ciglio ha anche reso sua la poltrona blu di Ikea che era la mia preferita per leggere alla sera, accanto al camino.
Ha dato alla pioggia un altro significato e al senso di appartenenza una ventata di aria fresca. Ci ha uniti, se possibile, ancora di più.

Ora con un fuso orario diverso e qualche migliaio di chilometro che ci separa per la bellezza di 4 giorni, mi trovo pateticamente a supplicare mia suocera un 10 minuti di Skype per vederla. Ho il terrore che pensi che l’abbiamo abbandonata dal momento che lei così piccola, è la prima volta che la lasciamo senza di noi.

Paradossalmente sono pronta a oltrepassare le barriere della gelosia e lasciare che il mio gitano vada nella terra delle bionde da solo, perché in teoria tra una decina di giorni si deve ripartire e nonostante le mie preghiere all’ente svedese, non vogliono che la porti. Davvero, sono pronta a stare a casa con lei, perché sento che più che lei ad aver bisogno di me, sono io che necessito di quelle zampe morbide e zozze accanto a me.

Ho rinunciato ad avere la casa pulita e magliette profumate perché tanto lei mi si appiccica addosso.
Parlo di crocchette e cerco nutrizionisti che possano darci consigli accorati su come crescere al meglio la nostra Brie.

Ho messo nella sua cuccia prima di partire il suo gioco preferito, la sua coperta così che ritrovasse i nostri profumi anche quando siamo qui per lavoro. Ho discusso con la mia famiglia perché per chissà quale galateo non scritto non vogliono che la porti a un matrimonio e così, noi, a questo matrimonio non ci andiamo.

Va tutto bene, ma facciamo che questi 4 giorni vadano via veloci, che rivoglio la mia pelosa quanto prima a scorrazzare in casa.

Ecco una ricetta per i nostri pelosi, in accordo con il veterinario, e con altre amiche che amano i propri pelosi più di qualsiasi altra cosa.
Ho preso un uovo, fatto sodo e frullato con tutto il guscio. Ho cotto la pasta ( corta) molto bene, unito verdure da minestrone e mantecato con olio di oliva, un pezzo di grana e molto pane secco.. Ho aggiunto carne trita. Inutile dire, Brie ha divorato, quindi thumbs up.

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