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day 3-1

MyMilano. Farm to table.

Tangenziale, dieci minuti nemmeno: inizio da qui a raccontare una serata magica, che un po’ mi sembrava di essere nel mezzo di Stoccolma o di Londra o di Brooklyn, dove si sa che là sono sempre attenti a trovare la genuinità, non si adagiano – come qui, in Italia – sugli allori, forti di prodotti o di savoir faire millenario…per intenderci mi riferisco a quelle realtà che hanno inventato l’hipsteritudine ancora prima che l’hipster andasse di moda. Prodotti genuini magari direttamente dal fattore, musica dal vivo di uomini barbuti e tatuati, come cadeau di ricordo per casa una confezione di pomodori appena colti, il menù in perfetto equilibrio tra erbe aromatiche e sorpresa del palato. Con lucine bianche appese e un tavolo apparecchiato in mezzo all’orto, con candele appese e appoggiate. Tra ragazzi giovani e con tanta voglia di fare e organizzare mea soprattutto con la voglia di cambiare lo status quo delle cose.
Eh si, perchè la logistica è fondamentale per noi milanesi sempre di corsa ma molto attenti a ciò che può farci stare bene. E per arrivare in questo angolo di meraviglia bastano appena 10/15 minuti di percorrenza veloce.

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Quindi così, è successo.
La prima sera tiepida, che sembra estate e si ha voglia di bere buon vino con i capelli giusto ancora un po’ bagnati dalla doccia, nell’aria il profumo di erbe aromatiche appena innaffiate ed inebrianti.
La prima sera in cui si comincia a intendere che l’estate è davvero a un battito di ciglia. Ogni cosa sembra possibile e tutto è illuminato da quel rosa tramonto tipico della città che si fa calda.

Siamo nel mezzo di un orto, quello dell’Azienda Agricola Corbari a Cernusco sul Naviglio. In cucina Alice Delcourt e la sua brigata – tra cui la nostra favorita Giorgia detta Matilde- direttamente da Erba Brusca, il nostro fave place in Milano.

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Partiamo con il parlare della cascina Corbari. Ragazzi in gamba, che hanno deciso di trasformare la loro passione in una missione, laddove esiste un modo per coltivare davvero biologico ed esiste altrettanta possibilità di rendere questi frutti e questi ortaggi non merce di lusso, quasi da contrabbando, ma materiale democratico, perfetta materia prima per la salute che prima passa dal piatto ed arriva a inondare ogni membrana del nostro corpo.
E poi raccontiamo del cibo. Il cibo orchestrato e diretto da una maestra come Alice, che se solo noi italiani fossimo un po’ più furbi capiremmo che è la risposta nostrana al Noma di Copenaghen. Alice che rende poetico ogni ingrediente creando accostamenti delicati e inusitati. Abbiamo allora il perfetto hummus accompagnato con zucchine marinate. Seguito da un gaspacho verde – in ottima tradizione estiva- con yogurt, fave e piselli, profumato di menta.Risotto con crescenza di bufala, fragole e origano fresco. Arrosto di mora romagnola e per chi è vegetariano un tripudio di erbe.E poi fragole, mascarpone e basilico.
L’atmosfera è stata la ciliegina sulla torta: musica dal vivo, piccole luci appese, candele, bimbi che correvano tra steli di pomodoro e verze, e persino la nostra Brie che ha trovato un piccolo amico peloso con cui scatenarsi tra una portata e l’altra.

Insomma, da andare. una delle esperienze assolutamente da fare questa estate – e non solo. Si perché io attendo con impazienza l’autunno, la zucca e una cena che saprà di verdure arrostite e maglioni caldi.

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