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Due giorni di magia nelle Langhe

Quante persone cospirano contro la nostra felicità. Quanti fattori si frappongono tra noi e ciò che sogniamo, desideriamo, vogliamo?

Persone che pensano di conoscerci e che invece sono pronte solo a battaglie di ripicche. Scocciatori seriali, che hanno bisogno del lamento come l’ossigeno e soprattutto di trovare sempre e costantemente il marcio in ogni situazione. Lamentosi di professione, pettegoli di nascita: qualunque cosa tu faccia, stai certo che comunque avranno da cospirare alle tue spalle. E non importa gli sforzi che farai. Non importa quanto di tuo, del tuo cuore, metterai per viziarli, compiacerli e farti amare. Avranno sempre da ridire: ” ti vesti da zingara, cambi le persone in peggio, non sai gestire la casa, non sai gestire il cane, guarda come scrivi, guarda cosa condividi, stai attenta a ciò che fai.”

Si stai attenta a ciò che fai, Gipsy. A che passo falso farai – perché loro sono certi che ne farai, di passi falsi e non vedono l’ora di vederti rotolare a terra con il muso, spaccarti i denti, magari pure rovesciarti una secchiate di acqua fredda in testa per affliggerti l’umiliazione peggiore.
E la cosa più triste è che molto spesso questi attacchi sono fuoco amico. I parenti – che pare valga l’assunto che più sono stretti e più fanno male. Gli amici – quegli amici che consideri sorelle, fratelli e che da un giorno con l’altro, senza apparente motivo ti tagliano fuori dalle loro vite, lasciandoti lì, come una bambina con il naso sudato e perplessa davanti a qualcosa che non si capisce.

Fanno capolinea anche le ansie, in tutto questo: i conti da pagare, le cambiali non pervenute, l’affitto, la gestione dei soldi, il mutuo, le bollette.Vedi alla voce stress, vedi alla voce, so che questo, prima o poi, mi ucciderà, se non ha già nel frattempo fucilato il mio fegato.
E poco serve la extra dose di zenzero e curcuma. Poco serve cercare di ripetersi a mantra: l’acqua mi bagna, il vento mi asciuga. Poco, troppo poco servono questi assunti.
Perché la risultante è sempre la stessa: il cuore subisce ammacchi e l’anima ne esce un po’ più stropicciata.

Vorrei dire, ho la cura per tutto questo. Vorrei sapere come si fa a togliere quel bruciore alla bocca dell’esofago, o a ridare musica costante e ritmata alle palpitazioni che investono pressanti il cuore ormai in balia di paure.
E dopo tanti pensieri, dopo tante sedute di meditazione che non hanno fatto altro che peggiorare il mio stato confusionale perché io in meditazione non ci so stare, sono giunta alla conclusione che l’unico vero antidoto a tutto questo è fare spallucce. Lasciarsi travolgere da queste onde anomale, bere anche un po’ di acqua mentre si va sotto e sembra che manchi l’aria. E poi riemergere, nuotare di nuovo verso riva, guardare l’orizzonte e tirare un sospiro di sollievo: ammaccate, ma sempre qui. Coerenti con ciò che siamo. Con quello che vogliamo essere. Ma soprattutto fedeli a ciò che pensiamo. Per quanto gli altri possano martoriarci, per quanto le ferite ci sono sere che dannatamente bruciano come fossero appena fatte, siamo in piedi.
Il nostro fascino forse sta proprio lì: in quell’anima stropicciata di cui fatichiamo a liberarci. Di quella emozionalità fatta di tante lacrime, qualche rimanerci male di troppo e soprattutto di tanti prendere di pancia ogni situazione.

Lasciamo che sia. Smettiamola di intestardivi sul voler cambiare la nostra pasta: se una è di marzapane, rimarrà di marzapane, per quanta corazza di glassa metta sopra, sotto sarà sempre marzapane. Mi spiego?
Nel mezzo ci sono picnic fatti di cose buone, c’è la nostra citata e amata curcuma, le vellutate che fanno bene e molto comfort food espletato i frittate morbide e calde. Godiamo di quei momenti come fossero davvero carburante prezioso per assolvere a ogni dovere di vita quotidiana.
Ricordandoci che il primo nostro vero dovere è sempre quello di essere felici. Profondamente, follemente, felici. Costi quel che costi. E se costa dover affrontare umori e contraltari, uterine e clienti scontenti, tasse e cambiali, che sia. Perché da qui a 10 anni – ma che dico: da qui a due mesi, ci ricorderemo del sorriso di brie quando le faccio i gratini o del sole che il mio gitano mi regala ogni mattina quando sale a baciarmi mentre sto lavorando. Tutto il resto sarà semplice virgola in una storia di magia.
Di Harry Potter ti ricordi come ha sconfitto Voldemort. Ti ricordi delle avventure con Hermione. Dello stupendo scenario che aveva intorno a sè. tra strillo lettere, Silente, e la sala da pranzo della scuola addobbata a Natale. Mica mi ricordo di ogni singola cattiveria che le forze oscure tentavano di infliggergli. O sbaglio?
Così per noi: ricordiamoci i dettagli della nostra magia quotidiana, che sarà proprio questo a sconfiggere i cattivi pensanti e pensatori.

Abbiate fede. Abbi fede.

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Abbiamo trascorso due giorni come in una fiaba. Abbiamo lasciato il caldo e il caos di settembre e abbiamo raggiunto il tema di Martini per festeggiare la vendemmia del loro Spumante.
Destinazione Langhe, ma non un posto qualunque: un relais chateaux che è la favola per eccellenza, il buen retiro che tutti sognano per scaricare di dosso il peso delle negatività. Ospiti del Relais San Maurizio, abbiamo respirato tramonti e mangiato aria che profuma di pini e relax.

Il team di Martini ci ha accolto con fuochi d’artificio e ci ha regalato la straordinaria esperienza della vendemmia. Il capitale umano nel quale investe rende i suoi frutti nel modo migliore: con un prodotto eccellente ed allo stesso tempo delicato. Abbiamo conservato per ore con Franco, il responsabile del progetto: terra nelle tasche e un sorriso aperto pronto a raccontare di questa sua straordinaria missione.
E la missione è distribuire il bello, la cultura del magnifico attraverso nettare divino, e imbottigliato da sapienti coltivatori che hanno reso la loro passione un mestiere.

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Il bello di questo lavoro che facciamo è che si impara sempre qualcosa. Ad esempio sapete che Martini – per non usare pesticidi e agenti chimici- ha installato dei nidi per uccelli nelle vigne, perché la nostra prima alleata è davvero la Natura e gli uccellini sono i primi che aiutano a rendere i nostri raccolti più sani.
Mentre scrivo il mio Gitano mi ricorda di dire della storia stessa di Martini che si è affiancata nella storia al mondo del racing, e più in specifico del rally con l’indimenticabile iconica Lancia Delta, con le sue famose striature azzurre e rosse che richiamano il logo stesso della Maison.

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La sera ha portato meraviglie e abbiamo cenato in un mood Kinfolk, nel mezzo di un giardino, con tavole imbandite di centro tavola di erbe aromatiche e candele, con un menù delicato supportato dalle loro bollicine, il che ha reso tutto più frizzante.
Non c’è stato momento che non possa essere stato definito perfetto nella sua completezza e di sicuro rigenerante e confortante.

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Un weekend nelle Langhe.
Dormire:
Relais San Maurizio / Pet Friendly, eccezionale nell’accoglienza, magico nei dettagli. Spa, Ristorante Stellato, menù a base di tartufi. Camere spaziose e accoglienti. Panorami mozzafiato. Cigar Bar.
Fare:
Una visita alle Cantine di Spumanti Asti è da non perdere.

Abiti:
Debora Sinibaldi
FloryDay
Stella McCartney
MiuMiu
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