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Di ricordi, capodanni con la neve e bollicine speciali | A Gipsy in the Kitchen

Di ricordi, capodanni con la neve e bollicine speciali

* Di Gloria Ines Colombo
E’ il primo vino di cui ho memoria. Erano gli anni degli aperitivi della domenica quando, dopo la messa, mi portavano a comprare i pasticcini e i grandi bevevano un bicchiere di Ferrari Brut con le pizzette e le cipolline. Era anche il vino delle torte di panna e del panettone di natale, delle tovaglie bianche ricamate e delle candele rosse accese a centro tavola.
Ho lasciato lo spumante Ferrari sospeso tra i miei ricordi fino a una notte di capodanno con la neve. Avvolta in un pesante maglione di lana, con le gambe ancora pezzi per la discesa dal canalone di Madesimo, mi ritrovai a brindare con una bottiglia di Giulio Ferrari Riserva. E l’anno iniziò sotto un’altra luce.
Da ormai tre generazioni la cantina Ferrari è legata alla storia della famiglia Lunelli.
Sono quasi le 11, abbiamo concordato un’intervista telefonica. Forse mi aspettavo la voce della sua assistente e invece a chiamarmi è Camilla Lunelli, responsabile della comunicazione Ferrari. Spacca il minuto ed è una gioia sentirla parlare della vendemmia e di come è andata la stagione.
giugno e luglio sono stati freddi e piovosi, ci aspettiamo una raccolta non abbondante ma ottima dal punto di vista aromatico per acidità e grado zuccherino degli acini
E’ puntuale e precisa nella spiegazione, ma nella sua voce vibra l’amore per il proprio lavoro. Ci mette tutta se stessa. Un’imprenditrice brillante, pratica e generosa. E una mamma infaticabile con un marito astemio che ha convertito alla poesia degli spumanti di casa.
Mentre prendo appunti è difficile non immaginarsela bambina, quando correva con il suo cane Pinot tra i vigneti e nella cantina del nonno Bruno.
Vuole giocare ma sono tutti occupati con la vendemmia. Le cassette dell’uva arrivano a migliaia sulla ribalta e devono essere subito trasferite sui nastri di lavorazione. Lavaggio, diraspatura e pressa.
Nessuno sembra accorgersi di Camilla, solo Pinot non la perde d’occhio mentre beve di nascosto il mosto d’uva.
la tecnologia è un aiuto prezioso, ma la nostra resta una viticoltura di montagna, attenta alla sostenibilità ambientale e alla salubrità dell’uva”. 
Il profumo dell’uva fresca e del mosto è inteso, sembra salire dal pavimento e uscire dai muri. Anno dopo anno Camilla lo riconosce. Quel profumo è un luogo immateriale, è sentirsi a casa. Qualche metro più sotto, nel fresco della cantina, un labirinto di lunghi corridoi silenziosi e ordinati. Oltre 4 milioni di bottiglie prodotte all’anno per un totale di circa 20 milioni di bottiglie in invecchiamento.
“Gli ultimi vigneti sono stati piantati a 700 metri di altitudine e i metodi di coltivazione, sia nei nostri vigneti sia in quelli dei conferenti, sono stati tutti convertiti alla lotta integrata
Camilla si muove svelta. Anche adesso che porta le decoltè, in divisa giacca e pantaloni e capelli sciolti. Conosce la strada che porta al cuore della cantina. Lì riposano le prime bottiglie che suo padre, Mauro Lunelli, nascose ai suoi fratelli per lasciarle riposare sui lieviti. Il sogno è diventato leggenda: Giulio Ferrari riserva del Fondatore. Vintage dal 1972 al 1980, mai sboccate, ancora con il tappo a corona. Ci sono tutte. Camilla le conosce a memoria e sorride. Si è appena ricordata che quest’anno non ha ancora assaggiato il mosto d’uva.
L’elenco delle etichette del gruppo spazia dagli spumanti metodo classico – nelle declinazioni Classico, Maximum, Perlè e Riserve – ai maestosi rossi delle Tenute Lunelli, come il Carapace e il Teuto.
In compagnia della gipsy e del suo gitano li proveremo tutti. Ma il viaggio ricomincia da qui: Ferrari Brut Trentodoc.
Chardonnay in purezza. Respira l’aria fresca e tonica delle montagne per poi immergersi nel silenzio dei lieviti per oltre 2 anni. Evoca le mele del Trentino e i fiori bianchi spontanei che crescono lungo i sentieri. Briciole di pane appena sfornato.
Oltre 2.000.000 di bottiglie prodotte all’anno e un premio come miglior Blanc de Blancs al mondo e migliore Bollicina italiana 2016. Che è un po’ come vincere una corsa di Formula 1 con la fiat 500. Benvenuti nel mondo delle Cantine Ferrari.
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