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Le liti condominiali | A Gipsy in the Kitchen

Le liti condominiali

Di Federica Brondoni, avvocato civilista in Milano*

Non sempre i nostri vicini di casa sono quelli – belli, gentili, rispettosi – che vediamo sorridere sulla soglia delle villette ben pitturate e dai prati impeccabili di Desperate Housewives. Spesso, nella vita reale, ci si trova a fare i conti con situazioni molto meno idilliache, fatte di stendini coi panni esibiti in cortile, biciclette appoggiate ovunque, deiezioni di cani non raccolte, rumori e schiamazzi ad orari impossibili, bambini lasciati sfogare senza regole, ecc.

Le statistiche dicono che le liti condominiali rappresentano una parte assai rilevante dell’intero contenzioso civile in Italia che, si sa, è il paese dei litigoni per eccellenza. Secondo le associazioni degli amministratori di immobili in Italia, in testa alla hit parade dei motivi più frequenti di liti tra vicini di casa ci sono i rumori molesti e i cattivi odori che provengono dagli altri appartamenti (definiti giuridicamente “immissioni”), includendo lo spostamento di mobili in tarda ora (un classico), lo stereo tenuto a massimo volume, ma anche il semplice ticchettio dei tacchi delle scarpe da donna al piano di sopra.

Ma cosa dobbiamo fare se ci troviamo di fronte a comportamenti intollerabili? Innanzitutto è bene consultare il Regolamento condominiale (ogni edificio con più di dieci condomini è tenuto ad averne uno) e capire qual è il confine tra lecito e illecito nel nostro condominio: il semplice “fastidio” non basta a darci ragione. In ogni caso, prima di prendere qualsiasi iniziativa, il consiglio è quello di provare a parlare col nostro vicino “ingombrante”, perché a volte la semplice comunicazione risolve i problemi e spesso si tende a dimenticarlo.

E se parlare non porta a nulla? Si scrive all’Amministratore del Condominio, chiedendogli di far rispettare il Regolamento. Non sempre ciò porta a risultati concreti, perché purtroppo molti amministratori vivono ancora la loro professione come un lavoro da ufficio e non “sul campo”.

Se nemmeno così si risolve il problema, non resta che l’ultima spiaggia: rivolgersi ad un avvocato, che invierà al vicino molesto una diffida e, qualora nemmeno questo faccia cessare il comportamento molesto, instaurerà una causa. Non necessariamente davanti al Tribunale: parte delle liti condominiali sono di competenza del Giudice di Pace, ed in ogni caso tutte devono essere precedute da un tentativo di mediazione obbligatoria che, nelle intenzioni del nostro saggio Legislatore, dovrebbe rappresentare uno strumento di alleggerimento del contenzioso, avendo lo scopo di evitare una lite (in realtà, nel 2016 solo il 26% delle mediazioni ha portato ad un accordo tra i litiganti).

E quindi, quando arriva un vicino nuovo, meglio iniziare col piede giusto, e portargli un crostata appena sfornata (magari casualmente incartata nel Regolamento di condominio…..).

 

 

Images via Pinterest

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