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Sopravvivere alla quotidianità | A Gipsy in the Kitchen

Sopravvivere alla quotidianità

La quotidianità: questo spazio temporale che temiamo ogni volta che si parla di coppia e relazioni.
Quotidianità come un negativo che attrae capelli arruffati, alito da appena svegli, abitudine e trasandatezza.

Ebbene per me non è affatto così, e volete sapere perché mie care Love Birds?
Perché la quotidianità trova la sua magia proprio nell’abitudine. Nel bacio dell’alito del mattino appena svegli. Nella tuta sul divano. Perché tuta tira le coccole come una calamita.

Non c’è niente di più straordinario di continuare ad amarsi anche quando il pizzo del baby doll è stato perso in cassetti di mutande spaiate o durante quelle giornate di PMS dove capelli, pelle e trucco semplicemente si alleano in un trittico micidiale contro di te e non puoi far altro che alzare bandiera bianca e arrenderti alla tua bruttezza.
Perché una cosa è reale tanto quanto la bontà del burro di arachidi con la marmellata di fragole: noi donne ci vediamo riflesse negli occhi del nostro amore. Ma questo riflesso si nutre della nostra stessa capacità di amarci.
Per cui di base la soluzione sarebbe solo una: imparare ad amarci anche in versione casual, senza tacchi e trucco ma solo con coda di cavallo e maglioni extra large.

Ci sono tanti piccoli difetti che emergono come tsunami nel rito della condivisione dei giorni con i nostri amori: io ad esempio faccio incazzare il mio Gitano ogni volta che non chiudo il dentifricio. O quando faccio la spesa su Amazon prime che ogni volta vengono 3 diversi fattorini a distanza di poche ore perché ordino su più supermercati. Si arrabbia anche quando alzo il termostato o per la mia malata organizzazione  – che in realtà io chiamo ordine personale – in cucina.
Per quanto mi riguarda mi sale il sangue al cervello quando lascia le cose sporche per terra, quando entra in doccia. O subito dopo la doccia, quando abbandona l’accappatoio bagnato sul letto. O ancora: quando sparecchia e non mette le cose in lavapiatti ma le saluta nel lavandino. Vado in bestia quando sta sul divano fino alle tre del mattino a guardare in televisione la sua trasmissione preferita su DMax,Real Fast Real Furious , invece che venire nel lettone con me.

Bene, adesso prendiamo questi difetti, mettiamoli tutti nel frullatore e otteniamo nervosismi, mal contenti, occhi che roteano e porte sbattute.
Sapete qual è il nostro trucco?
Poco da dire: ridere.
E poi: lasciar correre.

Semplice: io lo amo. Lui mi ama. Ci siamo promessi di esserci, nella buona e cattiva sorte, nella manicure perfetta e nella ceretta non fatta. Esserci e rimanere, scegliendo di amarci e rispettarci da qui all’eternità.
Quindi, accettarsi.
Mi spiego: non credo alla bellezza dei suoi 33 anni suonati di riuscire a cambiarlo, di insegnargli che l’accappatoio bagnato non si lascia sul talamo nuziale – non sono mica sua madre eh – o  che se rimane sveglio fino a tardi la mattina dopo è matematico che non riesca ad essere lucido e scattante e toccherà a me portare fuori Brie nel buio.
Quindi: rimedio. Alzo le spalle, respiro e RI ME DI O.
Raccolgo le sue calze sporche da terra, passo i piatti dal lavandino alla lavapiatti e mi addormento profondamente prima di lui sempre però rimanendo un poi’ guardinga per potergli dare la buonanotte quando sfiancato da Netflix o da Dmax arriva nel letto, attorcigliando le mie gambe alle sue e sussurrando ti amo anche io quando mi bacia.

E così fa lui: continuerà da bravo Capricorno ascendente Capricorno a ricordami la mia disorganizzazione, a incazzarsi per il secco del dentifricio che poi ostruisce il tubetto, ma poi pulirà il tubetto stesso e lo riporrà a posto. Farà la caccia al tesoro in cucina del mestolo di legno o del piatto che gli serve per fare la foto di Instagram della giornata, cristando le peggio cose perché dovrà scavallare dieci pila di tazze e pentole prima di trovarlo, ma lo farà.

Problem Solving? Anche. Mi piace chiamare tutto ciò in maniera più elementare: dinamica di coppia. Di coppia che ha deciso di funzionare nonostante la quotidianità, grazie alla quotidianità e nella quotidianità.

Perché siamo tutti bravi a farci innamorare con trench con sotto porno lingerie o con l’addominale scolpito da bravo surfista.
Ma le onde vere si cavalcano quando meno ti aspetti l’onda gigante. E allora cosa fai? Nuoti e corri per alzarti sulla tavola, un po’ appesantito dalla pancetta del benessere – che per me è uno dei segni d’amore più grande: la tranquillità del benessere di coppia – e con i capelli scompigliati e crespi, pre piastra e senza boccoli del parrucco.

Quindi mie care Love Birds, un motto su tutti e una equazione che risolve ogni nervosismo. Accettarsi. Dove non arriva l’altro, arrivate voi, e viceversa. Sorridete, che a distanza di anni questi piccoli contrattempi diventeranno ciò che amerete di più del vostro tesoro – non potrei mai immaginare la mia vita senza il rito quotidiano di raccogliere l’accappatoio dal letto 🙂

 

Foto mia e del gitano mentre balliamo in cucina  by Federica Simoni

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