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A volte basta un dito (o due) | A Gipsy in the Kitchen

A volte basta un dito (o due)

a cura di Cristina Buonerba

Il bello di noi donne è che siamo tutte diverse. Ci sono donne alte, basse e di media statura. Donne magre e donne più formose. Donne che amano avere i capelli lunghi e quelle che preferiscono i tagli alla maschietto. Seni grossi e seni piccoli. Labbra carnose o sottili.

Indipendentemente dal nostro aspetto fisico, nel momento stesso in cui il nostro essere assume la forma di in una coppia di cromosoma X, tutte noi riceviamo quella che, nel corso della nostra vita, si trasformerà nella nostra gioia e nella nostra delizia: una vagina.
Un vero e proprio tesoro che nei secoli è stato capace di scatenare guerre e di smuovere interi continenti. Uno scrigno prezioso che racchiude i più sublimi dei piaceri. Una papaya morbida e succosa pronta a dissetare nei caldi giorni d’estate. Una dea venerata da ogni popolo e a ogni latitudine. Una terra promessa, un caldo rifugio dove poter sprofondare in un vortice di gemiti e sussulti.

Tutti la vogliono e noi che l’abbiamo proprio lì a portata di mano spesso preferiamo lasciarla al buio e in castigo in attesa che arrivi qualcuno a farle le fusa.

A differenza dei maschietti che si sa, sono grandi amatori del fai dai te, noi femminucce facciamo un po’ più fatica a superare il confine del merletto delle nostre mutandine.

Per quanto mi riguarda, il mio rapporto con la masturbazione va a intermittenza. Ci sono periodi in cui il pensiero non mi sfiora neppure. La mia libido è pari a quella di un mandarino e i miei impulsi sessuali hanno smesso di pulsare appiattendosi fino a sparire (quasi) del tutto. Anzi, a nascondersi fino a quando la siccità non scompare per lasciare spazio a un’abbondante stagione delle piogge e agli ormoni che prendono il sopravvento inneggiando alla rivoluzione al grido di #OccupyYourPatata.

Masturbarsi è importante non solo perché ci consente di soddisfare i nostri istinti al momento del bisogno, ma perché ci connette con il nostro corpo e con la nostra sfera sessuale. Chi meglio di noi è in grado di attraversare le incanalature del nostro sesso fino a condurci verso un’estasi di godimento?
Sapere cosa ci piace e come ci piace ci rende più consapevoli anche nel nostro rapporto di coppia e ci permette di dare qualche indicazione in più qualora il nostro partner si fosse perso lungo la strada e stesse alla disperata ricerca di quel fantomatico punto G che corre il rischio di trasformarsi in una leggenda metropolitana.

Orgasmi a chilometro zero, dal produttore al consumatore. Il corpo è nostro e non dobbiamo provare vergogna o avere paura di esplorarci un po’ di più. Lunga vita al fai da te che ci consente di regalarci orgasmi sublimi e di renderci autosufficienti nei periodi di magra.

Ragazze single là fuori non disperate: a volte basta un dito (o due)!

Foto in copertina: Pinterest

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